Calze parigine VS autoreggenti: differenze

Una guida per conoscere le differenze tra questi tipi di calze e utilizzarle in proprio favore scegliendo le più adatte a ogni look.

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Storia

Non c’è niente di più sensuale di un paio di calze parigine o di autoreggenti, quando si parla di mettere in mostra le gambe sotto un abito, un tailleur, una gonna o un paio di short: ma quali sono le differenze tra questi due tipi di calze, a chi stanno bene e come si possono abbinare per valorizzare il fisico nei look?

Si fa presto, infatti, a dire calze! E se i collant, che avvolgono la gamba dalla punta dei piedi fino in vita, li conosciamo un po’ tutte, c’è un po’ di confusione sulle altre tipologie.

A prescindere dai denari e dal fatto che siano in nylon o in maglia, in seta o con lurex, a fantasia o a rete, vediamo di conoscere meglio le calze autoreggenti e le calze parigine.

Calze parigine e autoreggenti: la guida

Partiamo dalle calze parigine. Sono calze che arrivano da metà a poco sopra il ginocchio, una via di mezzo tra la calza autoreggente (che arriva a metà coscia) e il gambaletto (che arriva sotto il ginocchio). Generalmente le parigine non sono leggerissime, e si possono acquistare da 30 den in poi. Inoltre, non sono quasi mai trasparenti, ma soprattutto nere e blu, più raramente colorate o a fantasia.

Le autoreggenti sono senz’altro le più sensuali tra le calze (insieme a quelle classiche con reggicalze ormai poco acquistate). Arrivano fino a metà coscia, sono solitamente leggere e velate e sono nate negli anni Ottanta quando l’innovazione della balza ha permesso l’inserimento dell’elastico. Oggi per tenersi “su” utilizzano prettamente strisce di silicone, che aderendo non stringono la gamba e evitano l’effetto “insaccato”.

Le differenze tra calze parigine e calze autoreggenti? Ecco quelle da conoscere per scegliere il prodotto che fa al caso proprio.

  1. La lunghezza: è la differenza principale che le distingue. Come detto, le autoreggenti arrivano a metà coscia, le parigine sono più corte, e si fermano al massimo sopra il ginocchio.
  2. I den: se si escludono le calze autoreggenti a compressione graduata consigliate dai medici, le normali autoreggenti sono solitamente velate e molto leggere, mentre le parigine sono più pesanti, non trasparenti.
  3. L’effetto: in poche parole le calze autoreggenti sono fatte per non essere viste, infatti la loro balza deve restare sempre ben nascosta dall’orlo, pena un effetto davvero poco elegante, mentre le parigine sono fatte per essere viste. Si indossano con gonne corte, mini dress, piccoli short, a volte sopra a altre calza, ma in ogni caso fanno notare lo stacco con la gamba.

Come abbinare le calze parigine

Le calze parigine, come detto, devono essere “a vista”. Per questo si abbinano a mini abiti, short e minigonne, magari indossate sopra a un paio di calze velate se la temperatura è rigida.

Purtroppo non stanno bene a tutte, perché la loro lunghezza tende a sottolineare ginocchia, polpacci e caviglie poco tornite. Indossatele se siete giovani e slanciate, scegliendo un tacco 12” se Madre Natura non è stata troppo generosa con voi in altezza.

Essendo un capo sexy e ammiccante, il suo effetto va mitigato da una parte superiore del look raffinata, con una maglia a collo alto o una camicia con blazer.

Come portare le autoreggenti

Le autoreggenti si possono preferire ai collant specialmente nel caso in cui non si voglia segnare la silhouette in vita sotto un abito aderente. Per il resto il loro effetto è quello delle classiche calze, a meno che non le scegliate per sedurre qualcuno: in quel caso il risultato è assicurato.

I nuovi modelli aderiscono bene alle gambe, a patto di scegliere la taglia giusta, dunque non rischierete di “trovarvele alle caviglie”. Tuttavia evitate lozioni e oli che potrebbero limitare l’aderenza della balza e non portatele sotto gonne troppo strette o pantaloni slim che potrebbero evidenziare il segno dell’elastico.

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