Daniel Craig potrebbe essere ancora James Bond dopo No Time to Die

L'attore 52enne aveva affermato in passato di volersi tagliare le vene piuttosto che tornare a recitare nei panni di James Bond.

Pubblicato il 6 marzo 2020

Praticamente tutto il marketing promozionale per il nuovo film della saga di 007, No Time to Die, aveva insistito sul fatto che si trattasse dell’ultima occasione per vedere Daniel Craig nei panni di James Bond. Eppure fonti molto vicine all’attore alla produzione hanno svelato al The Sun che potrebbero esserci dei ripensamenti in corso.

Come tutti ricorderanno, l’attore 52enne aveva affermato con una certa sicurezza che avrebbe preferito tagliarsi le vene piuttosto che tornare a recitare quello specifico ruolo, già impersonato per cinque pellicole.

Secondo la fonte, però, ci sarebbe la possibilità di un sesto James Bond con gli occhi di ghiaccio di Craig: “Si trovava nella stessa posizione quattro anni fa, quando uscì Spectre: disse pubblicamente e molto fermamente che aveva finito, ma poi, con il passare del tempo, la cosa si rivelò falsa“.

L’attore in effetti aveva detto di essere preoccupato di dire addio al franchise al massimo del suo splendore, lasciando al suo erede le cose migliorate rispetto a quando ha iniziato a indossare il completo di Bond.

L’anonimo ha rivelato che ci sarebbe qualcosa che avvince profondamente Daniel, il quale non sarebbe preparato a vedersi sostituto da un altro attore: “Tutto dipenderà da come No Time to Die sarà percepito dal pubblico e se diventerà il film più visto e più redditizio della serie“.

Un’eventualità, quella di tipo economico, che al momento sembra essere di difficile realizzazione: l’uscita del film prevista per aprile, è stata infatti rinviata a novembre (il 12 nel Regno Unito, il 25 negli Stati Uniti) a causa del panico scatenato dalla diffusione del Coronavirus.

La mossa, per quanto responsabile e rispettosa dei desideri dei fan, potrebbe comunque rivelarsi controproducente per quanto riguarda il box-office. Moltissime sale cinematografiche in tutto il mondo sono infatti state chiuse oppure operano a regime ridotto.

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