Elodie racconta la sua infanzia difficile in una borgata romana

La cantante racconta dell'infanzia vissuta a Quartaccio, l'adolescenza a Lecce e il suo rapporto con i genitori, prima di essere scoperta ad Amici.

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Secondo alcuni, escludendo tutte le polemiche che poco hanno di musicale, è stata la vera trionfatrice del Festival di Sanremo, nonostante non sia finita nel trio dei finalisti: parliamo di Elodie, sfolgorante nel suo abito Versace e sorprendente nella sua interpretazione di Andromeda.

Un successo conquistato con il sudore della fronte e tanta dedizione alla musica, tutt’altro che semplice visto il contesto in cui è cresciuta. La sua infanzia particolare emerge infatti in un’intervista in cui ha parlato di un passato trascorso a Quartaccio, una borgata periferica di Roma.

Nel filmato la ragazza ripercorre le strade del suo vecchio quartiere, ricordando com’era vivere in quelle zone: “Ci sono famiglie di tutti i tempi, famiglie che spesso fanno fatica. Queste case non sono mai state finite veramente nel 1988, quando siamo entrati.” L’esclusione sociale come progetto abitativo, sostiene Elodie: “La sensazione è quasi che le cose siano fatte per lasciarti là. Come a dire: ‘Rimanete qua, non interagite con il resto della società’”.

Anche in famiglia il rapporto travagliato tra i genitori non ha aiutato la ragazza, che doveva badare anche alla sorella più giovane: “I miei si sono separati che io ero molto piccola e c’era violenza a casa. Cercavo di proteggere mia sorella. A 14 anni potevo tornare pure alle 6 del mattino e nessuno mi diceva niente“.

Quando poi si è trasferita a Lecce ha dovuto fare la cubista, lo stesso lavoro della madre, con cui inizialmente era in conflitto a causa di pregiudizi inutili. Ma l’esperienza della borgata l’aveva resa più forte e svezzata: “Sono coatta. Ho spaccato telefonini e mani. Non ti devi permettere di pensare che perché sono lì sopra allora mi puoi toccare o io poi verrò a casa con te.”

Un destino il suo, già scritto nel mestiere del padre, vissuto però in modo ambivalente: “Mio padre è un ex musicista, mi vergognavo del fatto che mio padre lavorasse per strada, mi sentivo giudicata. Mio padre era libero, alla fine ci vuole anche coraggio. Questa cosa mi ha aiutato a fregarmene veramente poco di quello che pensa la gente”.

A salvarla è stata proprio la musica, grazie al secondo posto ottenuto ad Amici. Tuttavia prima era arrivato il rifiuto di X Factor, che l’aveva segnata e le aveva fatto capire alcune cose dell’ambiente dello show business: “Facciamo finta che i talent siano quartieri: i Parioli e il Quartaccio. Amici è la casa popolare, X Factor è il talent chic“.