Irene Pivetti ha cambiato vita: ora serve pasti al centro sociale

L'ex Presidente della Camera, conclusa la sua attività politica e quella in Tv, è stata recentemente coinvolta in un'inchiesta penale e ha ora deciso di muoversi attivamente per aiutare i meno fortunati.

Pubblicato il 4 novembre 2022
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Irene Pivetti è entrata nella storia negli anni ’90 per essere stata la più giovane Presidente della Camera (aveva solo 31 anni), incarico che ha assunto dal 1992 al 1994, ma è poi rimasta in Parlamento come deputata della Lega per ben tre legislature. Terminato questo percorso, lei ha deciso di cambiare vita e ha iniziato a lavorare in Tv, alla guida di programmi come Fa la cosa giusta, Bisturi – Nessuno è perfetto e Liberi Tutti, giusto per citare le sue esperienze più note.

Il suo nome era però tornato alla ribalta recentemente per una vicenda tutt’altro che positiva: è infatti finita nel registro degli indagati per un’inchiesta penale sulle mascherine importate dalla Cina. Il processo per evasione fiscale e riciclaggio è ancora in corso, ma in attesa di capire come possa concludersi la Guardia di Finanza ha provveduto a sequestrarle 4 milioni di euro come risarcimento per una serie di operazioni commerciali fra cui la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo, che sarebbero servite per riciclare quanto ricavato da un’evasione.

Oggi, complici anche le difficoltà economiche che questa storia le ha procurato, Irene Pivetti ha deciso di dare una svolta inaspettata e radicale alla sua vita. L’ex deputata, infatti, si occupa di dare sostegno ai poveri in un centro sociale. Il suo compito è quello di gestire il servizio pasti del ristorante Smack del Centro Sociale di via Tazzoli, cuore del quartiere di San Fruttuoso di Monza.

È stata lei stessa a raccontarlo al Corriere della Sera: “Da un anno e mezzo sono responsabile delle startup per la cooperativa sociale Mac di Milano. Ogni giorno servo 100 pasti – sono state le sue parole -. Ci occupiamo di offrire opportunità di lavoro per persone con fragilità sociali, immigrati, uomini e donne che non avrebbero molte chance di inserimento nel mercato del lavoro tradizionale. Nel ristorante diamo lavoro a dieci persone, ma a regime contiamo di assumere ancora. Il nostro obiettivo è la sostenibilità”.

Ad assisterla in questo ruolo è  la cooperativa Per Monza 2000 alla quale fanno capo un pensionato con camere per persone in difficoltà economiche o studenti di passaggio: Ed è proprio qui che lei ha deciso di vivere soprattutto per motivi pratici: “Io stessa ho preso una camera qui perché il locale apre alle 6.30 e chiude tardi. Sono la prima ad arrivare e l’ultima a spegnere le luci, quindi mi è sembrato più pratico restare qui, piuttosto che fare la spola da Milano” – ha concluso.

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