La cantante Duffy rivela di essere stata rapita e violentata

L'artista si era affermata sulle scene alla fine della prima decade degli anni 2000 grazie al singolo Mercy e all'album Rockferry.

Pubblicato il 26 febbraio 2020

Aimee Duffy, la cantante gallese nota semplicemente come Duffy, era scomparsa dalle scene dopo il grande successo del suo album di debutto, Rockferry, e dell’album successivo, Endlessly, ma solo oggi si è scoperto il motivo dietro il silenzio durato tanti anni.

La donna, oggi 35enne, ha infatti dichiarato di essere stata rapita, imprigionata, drogata e violentata da una persona ancora non identificata. Una confessione non semplice e tutt’altro che facile, arrivata dopo la richiesta di intervista da parte di un giornalista.

Fortunatamente oggi la cantante è riuscita a superare il trauma: “Ovviamente sono sopravvissuta, ma il recupero ha avuto bisogno di tempo. Nell’ultimo decennio ho impiegato migliaia di giorni per desiderare ancora di sentire il sole nel mio cuore, e adesso splende davvero“.

Con un suono vintage che richiamava il soul di artiste a lei contemporanee come Amy Winehouse e Adele, Duffy divenne un piccolo grande fenomeno nel 2008, anche grazie alla grande fortuna del singolo Mercy e alla ballad Warwick Avenue, garantendole anche un Grammy.

L’artista rivela la ragione per cui non ha parlato prima: “Non volevo mostrare al mondo la tristezza nei miei occhi. Mi chiedevo: come posso cantare col cuore, se è rotto? E lentamente si è riparato.”

In ogni nelle prossime settimane è prevista la pubblicazione di un’intervista orale nella quale spiegherà meglio la tragedia vissuta. Ovviamente la cantante ha chiesto di rispettare la sua privacy, chiedendo di non coinvolgere la sua famiglia.

Nel 2011, in un’intervista a Marie Claire, Duffy aveva curiosamente notato come tutti i suoi eroi musicali fossero stati protagonisti di tragedie: “Le persone che amo – Dusty, Marvin, Edith Piaf – non hanno sempre avuto storie felici. Forse è questo che mi riserva il destino… vivo ogni giorno al meglio, sei sempre alla mercé della vita“.

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You can only imagine the amount of times I thought about writing this. The way I would write it, how I would feel thereafter. Well, not entirely sure why now is the right time, and what it is that feels exciting and liberating for me to talk. I cannot explain it. Many of you wonder what happened to me, where did I disappear to and why. A journalist contacted me, he found a way to reach me and I told him everything this past summer. He was kind and it felt so amazing to finally speak. The truth is, and please trust me I am ok and safe now, I was raped and drugged and held captive over some days. Of course I survived. The recovery took time. There’s no light way to say it. But I can tell you in the last decade, the thousands and thousands of days I committed to wanting to feel the sunshine in my heart again, the sun does now shine. You wonder why I did not choose to use my voice to express my pain? I did not want to show the world the sadness in my eyes. I asked myself, how can I sing from the heart if it is broken? And slowly it unbroke. In the following weeks I will be posting a spoken interview. If you have any questions I would like to answer them, in the spoken interview, if I can. I have a sacred love and sincere appreciation for your kindness over the years. You have been friends. I want to thank you for that x Duffy Please respect this is a gentle move for me to make, for myself, and I do not want any intrusion to my family. Please support me to make this a positive experience.

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