"La diamo calda": bufera sullo slogan di uno stand di focacce a Ravenna

Il cartello è apparso nella bancarella in piazza del Popolo a Ravenna, nel corso della mostra gastronomica Bell'Italia. A sollevare la questione sui social è stata Cecilia Pedroni: "Condannarlo non significa che abbiamo perso l'ironia, ma che in alcuni contesti - e quello era un contesto pubblico - non è adeguato utilizzare quel linguaggio".

Pubblicato il 12 aprile 2022
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In piazza del Popolo a Ravenna, nel corso della mostra gastronomica Bell’Italia, si vende un po’ di tutto, soprattutto prodotti gastronomici della tradizione culinaria nostrana. È così, tra una bancarella e un’altra, è comparso un cartellone che ha scatenato più di una polemica: nello stand della focaccia i clienti vengono attirati con lo slogan “La diamo calda….ehi ma cosa avevi capito”.

A sollevare la questione sui social è stata Cecilia Pedroni, cofondatrice di una società di consulenza dedicata alla formazione femminile, che a TgCom 24 ha dichiarato:

“Stavo passando di lì per caso e vedere quello slogan mi ha urtato. Condannarlo non significa che abbiamo perso l’ironia, ma che in alcuni contesti – e quello era un contesto pubblico – non è adeguato utilizzare quel linguaggio”.

Mentre scattava la foto, la libera professionista che vive a Bologna, racconta anche cosa le è stato detto dalle due responsabili dello stand: “Una di loro mi vede fare la foto è mi dice: ‘La vuoi dare calda anche tu?’. Risposta “no voglio segnalarvi perché questi cartelli sono offensivi per tutte le persone che passano di qui e vederle in piazza del Popolo mi fa una gran tristezza”.

Anche la Casa delle donne di Ravenna ha detto la sua sul cartello dello stand delle focacce:

“Lo diciamo da sempre che il patriarcato è trasversale a uomini e donne. Questa faccenda non si può liquidare come una ‘goliardata’ sulla quale farsi una risata: questo è linguaggio sessista e misogino che offende le donne. Giocare sui doppi sensi a sfondo sessuale è un’abitudine becera, che speravamo relegata al passato e che invece vediamo riemergere in tutta la sua bassezza nella centralissima piazza di Ravenna”.

È così, da Facebook è partito un tam tam che è arrivato fino alla Giunta comunale e Confesercenti. Anche il Consorzio Focaccia di Recco, non presente alla mostra Bell’Italia, prende le distanze: “Uno slogan che reputiamo indegno ed offensivo. Lo riteniamo lesivo dell’immagine sia del prodotto, che del nostro Consorzio”.

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