"Doveva uccidere me": parla il padre di Salvador Ramos, il killer della scuola in Texas

L’uomo, che porta lo stesso nome del ragazzo, si è lasciato andare a uno sfogo pieno di dolore e, in un’intervista al The Daily Beast, ha chiesto scusa per il folle gesto: "Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere da mio figlio".

Pubblicato il 27 maggio 2022
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A tre giorni dalla strage nella scuola elementare di Uvalde, in Texas, in cui sono stati uccisi 19 bambini e due maestre, ora a parlare è il padre di Salvador Ramos, il 18enne che la mattina del 24 maggio 2022 ha abbracciato un’arma e ha fatto irruzione nell’istituto con il chiaro intento di fare una carneficina.

L’uomo, che porta lo stesso nome del ragazzo, si è lasciato andare a uno sfogo pieno di dolore e ha chiesto scusa per il folle gesto di suo figlio, e in un’intervista al The Daily Beast ha dichiarato:

“Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere da mio figlio. Avrebbe dovuto uccidere me invece di fare quello che fatto”.

Ramos era al lavoro quando è stato contatto da sua madre per informarlo della sparatoria. “Hanno ucciso il mio ometto. – ha aggiunto – Non vedrò più mio figlio, come gli altri genitori non vedranno più i loro e questo mi fa male”.

Salvador Ramos è stato ucciso dagli agbenti delle squadre della Border Patrol Tactical Unit, che sono arrivate nella scuola elementare di Uvalde “un’ora dopo” l’ingresso del killer. Un ritardo che tra l’opinione pubblica americana sta sollevando un vero e proprio caso.

Anche la polizia del Texas ha confermato i tempi dell’intervento senza però spiegare perché ci abbiano messo così tanto. Intanto cresce la rabbia dei genitori delle vittime che accusano gli agenti di non aver agito con tempestività: “Entrate! Entrate!”, urlavano disperati agli agenti le mamme e i papà che arrivarono fuori dalla scuola, visibili in molti dei video dei media americani.

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