Pupi Avati: sei film del regista da vedere assolutamente

Nato a Bologna il 3 novembre del 1938 ha diretto 40 pellicole. Dal primo successo con l’horror La casa dalle finestre che ridono del 1976 fino ai più recenti, La seconda notte di nozze e Lei mi parla ancora con Renato Pozzetto e Stefania Sandrelli.

Pubblicato il 3 novembre 2021
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Regista, scrittore e sceneggiatore, Pupi Avati vanta una carriera di oltre 50 anni nel mondo del cinema. Nato a Bologna il 3 novembre del 1938, inizia a lavorare ispirato da un film di Federico Fellini, 8 e ½ e in quasi mezzo secolo, ha girato una quarantina di pellicole, alcune entrati a far parte della storia del cinema italiano. Ha spaziato tra tutti i generi, passando dall’ horror, fino a raccontare le storie di gente qualunque e dell’animo umano in preda a forti passioni.

La sua carriera sul grande schermo è partita nel 1970 con Balsamus, l’uomo di Satana, ma il primo grande successo è arrivato con l’horror La casa dalle finestre che ridono, del 1976. Le sue storie sono per lo più ambientate nei primi Anni del ‘900. Indimenticabili lungometraggi come il Regalo di Natale, Il cuore altrove, La seconda notte di nozze e Magnificat fino alle ultime pellicole, una su tutte, Lei mi parla ancora, tratto dal romanzo di Giuseppe Sgarbi, interpretato da Renato Pozzetto e Stefania Sandrelli.

La casa dalle finestre che ridono (1976)

Vincitore del premio della critica al Festival du Film Fantastique di Parigi, questo film racconta la storia di Stefano, un giovane artista che deve restaurare un affresco opera di un folle pittore morto suicida. Una serie di episodi strani e morti inquietanti lo portano a indagare sulla vita dell’autore e sul paese che lo ospita. Nel cast Gianni Cavina e Lino Capolicchio.

Regalo di Natale (1986)

Diego Abatantuono, qui al suo primo ruolo drammatico, Carlo Delle Piane, Gianni Cavina e Alessandro Haber si ritrovano insieme a recitare in questa pellicola. Nella notte di Natale, tre amici decidono di giocare una partita a poker insieme a un ricco imprenditore amante del gioco. Durante la serata,  l’incontro si trasforma in qualcosa di più intimo dove ognuno di loro fa un bilancio sulla propria vita e sui propri fallimenti.

Magnificat (1993)

Considerato per molti il miglior film di Pupi Avati, è un film ambientato nell’Alto Medioevo, nella settimana santa del 926 d.c. È suddiviso in cinque episodi che trattano temi come la ricerca di Dio, la superstizione, l’ignoranza e del bisogno di fede che contraddistingue l’animo umano.

Il cuore altrove (2003)

Qui lo scenario è una Bologna degli Anni ‘20 e parla di Nello, un trentacinquenne che viene mandato dal padre nella provincia emiliana per insegnare latino e greco. Qui si innamora di Angela, una ragazza non vedente con cui inizia una relazione. Il cast è composto da Neri Marcorè, Giancarlo Giannini, Vanessa Incontrada e Sandra Milo.

La seconda notte di nozze (2005)

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la vedova Liliana, interpretata da Katia Ricciarelli, è costretta a lasciare Bologna con il figlio Nino, per problemi economici. I due si trasferiscono in Puglia vicino al cognato, fratello del marito di Liliana, da sempre innamorato di lei.

Lei mi parla ancora (2021)

Il film è tratto dal romanzo Lei mi parla ancora – Memorie edite e inedite di un farmacista scritto nel 2016 a 95 anni da Giuseppe Sgarbi. Racconta le vicende di un anziano farmacista che rimane vedovo dopo sessantacinque anni di matrimonio. I ricordi della sua vita con la moglie riaffiorano in lui con lucidità e ricchi di dettagli. La figlia allora decide di assumere uno scrittore affinché scriva un romanzo sulla vita dei genitori basandosi sui ricordi del padre.

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