Ucraina, l'appello delle donne transgender: "Ci servono farmaci e ormoni"

Ospite di Gaydio, la direttrice dell'organizzazione Cohort ONG ha raccontato l'esperienza di migliaia di persone LGBT+ in fuga dalla guerra. "Nessuno ci deve dimenticare in questo momento".

Pubblicato il 7 aprile 2022
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Dopo quadi 40 giorni di combattimenti, sembra che l’invasione russa in Ucraina non voglia arrestarsi. Sono ormai milioni i cittadini ucraini che sono fuggiti dal proprio Paese in cerca di un rifugio nelle nazioni vicine. Tra questi anche moltissime donne transgender, che vengono respinte al confine e costrette a combattere per la propria patria, perché considerate uomini. E ora queste donne hanno deciso di lanciare un appello urgente.

Lo hanno fatto tramite Cohort ONG, un’organizzazione che aiuta e sostiene le persone transgender in Ucraina. Anastasiia Yeva Domani, direttrice dell’associazione, ha fatto sentire la propria voce in veste di ospite di Gaydio, una radio britannica interamente dedicata alla comunità LGBT+ internazionale. Intervistata dagli speaker Dave Cooper e Paris Munro, l’attivista ha raccontato l’esperienza di migliaia di donne trans respinte al confine ucraino, lanciando un messaggio importante a tutto il mondo: “Abbiamo bisogno di farmaci e ormoni“.

La direttrice ha poi chiesto a tutti gli ascoltatori di Gaydio di sostenere anche economicamente associazioni e gruppi LGBT+ locali, come ad esempio Kyiv Pride, Trans Generation e Insight: sono organizzazioni come queste, infatti, a fornire assistenza medica, riparo e aiuti economici alle persone LGBT+ ucraine.

“Questa trasmissione, questa visibilità ci consente di parlare e di non farci dimenticare in questo momento. Io non mi faccio intimidire dalla violenza e dal pericolo, ho due rivoluzioni alle spalle. È importante che io possa fare questo lavoro e che possa farlo principalmente da qui. Se fossi altrove non troverei il mio posto, sarei irrequieta. Qui posso davvero fare il lavoro che devo fare. Mi dà potere quando vedo che sto davvero aiutando le persone”,

ha raccontato Anastasiia Yeva Domani alla radio inglese.

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