Ariete: "Mio fratello è in transizione, percorso iniziato a 9 anni"

La cantante, che sarà in gara a Sanremo 2023 con Un mare di guai, ha raccontato della difficile infanzia vissuta e del rapporto fortissimo che la lega al fratello Gianmarco.

Pubblicato il 22 dicembre 2022
News

Ariete sarà tra le protagoniste del Festival di Sanremo 2023, dove sarà in gara con il brano Un mare di guai, opportunità che le permetterà di farsi conoscere meglio dal pubblico, nonostante sia in genere riservata e non ami parlare di sé. In occasione di una sua intervista a Repubblica, la cantante ha fatto un’eccezione e ha parlato dell’infanzia difficile che ha avuto, complici anche i problemi affrontati da suo fratello Gianmarco, a cui è legatissima.

“Siamo due sopravvissuti, io alla mia solitudine lui al suo caos – ha detto l’artista -. I miei genitori hanno dovuto dare la priorità a mio fratello piccolo che a 8/9 anni stava attraversando una situazione difficile ed è stata dura per tutti, lui per primo. Problemi di bipolarismo, anoressia, e la scoperta di essere trans”.

A detta di Ariete, osservare i primi successi che lei è riuscita a ottenere in ambito musicale hanno ulteriormente messo in difficoltà Gianmarco, ben sapendo anche della sua comune passione per la musica: “Penso a cosa sia stato vedere tua sorella realizzarsi mentre tu sei nel mare mosso su una zattera. Il bello di avere soldi miei è potergli pagare una cosa importante o invitarlo a cena da me. Lo so fare, tornavo a casa da scuola e cucinavo io”.

L’artista 20enne ha fatto già da tempo coming out ed è attiva in difesa dei diritti LGBTQ+, proprio per questo ha sottolineato quanto ritiene sia difficile essere gay in un Paese come il nostro, dove le discriminazioni sono ancora tante: “Secondo me per prima cosa non bisognerebbe mai reputare difficile semplicemente vivere – ha detto ai microfoni de La conferenza stampa, su RaiPlay -. È sicuramente difficile farsi capire dagli altri, credo che l’omofobia sia una cosa ben radicata in Italia e per quanto cerchiamo di fare passi avanti penso che essere gay in Italia sia difficile ma non penso che questo debba ostacolare mai qualcuno. Io, da ragazza che è sempre stata praticamente solo con ragazze, sono sempre stata rispettata, però allo stesso tempo penso che per un ragazzo sia molto più difficile e questo problema può partire dal maschilismo, dal patriarcato, ci sono centomila problemi radicati che rendono la sessualità di un ragazzo più difficile in generale rispetto a quella di una ragazza, nella maggior parte dei casi” – ha concluso.

 

Seguici anche su Google News!