120 anni di Jacques Prévert: le più belle poesie d'amore

Celebriamo uno dei poeti che più ricorrono quando si parla di versi d'amore: nato il 4 febbraio del 1900, Prévert è stato anche sceneggiatore, autore di canzoni e drammaturgo

Pubblicato il 3 febbraio 2020

Il 4 febbraio si celebra un importante anniversario per tutti gli innamorati, che potrebbe interessare anche chi deve festeggiare una decina di giorni dopo San Valentino: sono infatti passati 120 anni dalla nascita di Jacques Prévert, probabilmente il poeta più citato quando si parla d’amore.

Venuto a mancare nel 1977, lo scrittore fu anche autore di testi di canzoni interpretate da artisti come Juliette Greco o Gilbert Bécaud; inoltre fu un importantissimo sceneggiatore, che collaborò con registi come Jean Renoir e soprattutto con Marcel Carné, dando vita a capolavori come Il porto delle nebbie, Amanti perduti, Alba tragica e Mentre Parigi dorme.

Ma veniamo alle sue poesie, di cui sono per l’appunto celebri quelle d’amore. Leggeri, immediati, ironici, con una punta di malinconia tutta francese e altrettanto “francesemente” fanciulleschi, i suoi versi descrivono con esattezza le sensazioni degli innamorati e degli amanti, fotografando attimi preziosi che restano indimenticabili.

Ecco alcune delle sue poesie d’amore più belle:

Canzone

Che giorno siamo noi
Noi siamo tutti i giorni
Amica mia
Noi siamo tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo e noi viviamo
Noi viviamo e noi ci amiamo
E noi non sappiamo che cosa è la vita
E noi non sappiamo che cosa è il giorno
E noi non sappiamo che cosa è l’amore

Ubriaca di te

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia spaccata
E il grande letto era aperto
e la porta serrata
E tutte le stelle di vetro
della felicità e della bellezza
splendevano nella polvere
della stanza in disordine
E io ero ubriaco morto
e tutto una vampa di gioia
e tu ubriaca viva
nuda tra le mie braccia.

Paris at night

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vedere tutto intero il tuo volto
Il secondo per vedere i tuoi occhi
Il terzo per vedere la tua bocca
E l’oscurità intera per ricordare tutto questo
Mentre ti stringo fra le braccia

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Spectacle, Intermède

Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio

Per te amore mio

Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
Amore mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te
Amore mio
Sono andato al mercato dei rottami
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
Amore mio
Poi sono andato al mercato degli schiavi
E ti ho cercata
Ma senza trovarti
Amore mio

La lucertola

La lucertola dell’amore
Ancora una volta è fuggita
E m’ha lasciato la coda fra le dita
Ben mi sta
Avevo voluto serbarla per me

Storia

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