Coronavirus: Giorgio Armani lancia il suo messaggio di speranza all'Italia

Lo stilista ha già donato un milione e 250 mila euro a quattro ospedali italiani

Pubblicato il 13 marzo 2020

Giorgio Armani è stato uno dei primi personaggi famosi a scendere in campo contro l’emergenza Coronavirus. Lo stilista non solo ha fatto una donazione di un milione e 250 mila euro a quattro ospedali italiani, ma anche chiuso ancor prima del decreto ministeriale tutti i negozi, i ristoranti e gli hotel del marchio presenti a Milano.

Intervistato da Il Giornale, Armani ha lanciato il suo messaggio di speranza nonostante la situazione attuale: “Ho paura, come tutti credo. Ho paura per coloro che mi sono vicini ma anche per le persone sconosciute e lontane. Sono un essere umano, non una macchina. Ma alla fine il Paese ritroverà il suo orgoglio collettivo, sociale, capace di creare compattezza e unione. Vorrei che ne uscisse un’Italia più consapevole e meno individualista, in qualsiasi campo. Vorrei che prendessimo tutti in considerazione che forse è giunto il momento di rallentare“.

L’imprenditore ha, così, rincuorato chi come lui ha dovuto bloccare la propria azienda: “Il governo ha agito in uno stato di necessità ed emergenza: va rispettato per questo. Da imprenditore, anch’io ho dovuto prendere misure preventive. Non è mai facile farlo, ma quando è necessario bisogna assumersi tutte le responsabilità. Il resto lo dovremo fare dopo, tutti insieme“.

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Mr Armani with his models wearing the #GiorgioArmani Women’s FW20-21 fashion show collection. #MFW Credits: @stefanoguindani @sgpitalia

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Per quanto riguarda la donazione cospicua donata alla sanità italiana, Re Giorgio spera sia di esempio ad altre aziende con grossi introiti: “Non nascondo che mi piacerebbe che anche altri contribuissero con donazioni, ma forse non mi basterebbe. Ritengo opportuno che aziende con grandi utili mettano a disposizione cifre importanti a sostegno della crisi e mi riferisco anche a società che gestiscono i media usando una parte degli introiti pubblicitari“.