Esercizi per dorsali, come e quali eseguire per un allenamento davvero efficace
Quali sono gli esercizi per dorsali più efficaci da praticare a casa o in palestra per mantenere sana e forte la propria schiena? Scopriamolo insieme
Quali sono gli esercizi per dorsali più efficaci da praticare a casa o in palestra per mantenere sana e forte la propria schiena? Scopriamolo insieme

Quante volte avete sentito dire che il nostro corpo è una macchina perfetta? Sicuramente molte, così come molte sono le volte in cui vi sarà stato detto che per far sì che questa portentosa macchina sia efficiente deve essere tenuta in allenamento e curata in ogni sua parte, anche quelle che non vediamo e a cui non diamo peso. Ecco perché, tra i tanti, è bene eseguire degli esercizi per i dorsali semplici ma mirati al benessere della parte.
Dopotutto, i muscoli dorsali sono i più estesi dell’intera schiena, e solo allenandoli nel modo corretto è possibile mantenere la parte in salute, aumentarne la forza e permettergli di sostenere il corpo in ogni fase della vita. Ma quali sono gli esercizi per dorsali più utili e che ben si adattano anche ad un allenamento a casa propria, in autonomia e ben fatto? Proviamo a scoprirlo.
Come detto, i dorsali sono i muscoli più estesi della schiena e comprendono:
Un insieme di muscoli fondamentali al benessere della schiena tutta, utili a sostenerla, garantirle la massima mobilità, equilibrio e forza, ovviamente se allenati nella loro interezza e in modo corretto. Potendo così godere dei tanti benefici che solo grazie a esercizi per dorsali specifici è possibile avere.
Con un training mirato, infatti, si può:
Oltre anche a favorire un consumo calorico come conseguenza diretta alla pratica di un’attività fisica. Il tutto svolgendo degli esercizi per dorsali sia casa a propria, in autonomia e a corpo libero, che in palestra.
Tra gli esercizi per dorsali da fare a casa più semplici ed efficaci e da provare subito ci sono:
Si parte in piedi con le gambe larghe quanto le spalle. Da qui si incrociano le braccia e le si poggiano sul petto, portando il busto in avanti e spingendo il bacino indietro, avendo cura di piegare leggermente le ginocchia per poi ritornare alla posizione iniziale. Si esegue il tutto per almeno 15 ripetizioni.
Si inizia appoggiando i palmi delle mani e le ginocchia a terra, sul tappetino. Da qui si solleva la gamba destra e la si distende verso dietro, toccando contemporaneamente la mano del braccio opposto, distendendolo in avanti, ed eseguendo 20 ripetizioni per lato.
Si parte in posizione prona, a pancia in giù, con le braccia e le gambe ben tese. Da qui si sollevano il busto e le gambe da terra in modo simultaneo, per poi ritornare alla posizione di partenza. Fate 15 ripetizioni.
Partendo a pancia in giù con le gambe distese, ci si solleva sulle braccia, poggiando le mani sul tappetino e mantenendo il corpo parallelo al pavimento, nella posizione di plank. Da qui si staccano prima una mano, andando a toccare la spalla del braccio opposto e poi l’altra, in modo alternato e per almeno venti ripetizioni.
Partendo da posizione seduta, si deve mantenere la curva fisiologica della schiena e si tira un elastico posto dietro alla pianta dei piedi, tirandolo con le mani e portando i gomiti vicino al busto.
Se invece l’allenamento che fa per voi è quello della palestra, utilizzando vari attrezzi e macchinari, allora gli esercizi per dorsali che potreste provare sono:
La lat machine, in cui è necessario avere la supervisione di un istruttore per il tiraggio dei pesi e per avere la certezza di tenere ben tese le spalle e le scapole durate l’utilizzo della macchina.
Per eseguirle dovrete mantenere la schiena sempre dritta e la zona lombare incurvata, sporgendovi leggermente con il petto in avanti. Da qui, espirando, ci si spinge verso l’alto fino a raggiungere la sbarra, per poi ritornare lentamente alla posizione di partenza. A seconda della propria preparazione possono eseguire sia in avanti che indietro.
Un esercizio con i manubri e panca piana. Si inizia scegliendo dei pesi alla propria portata, poi, mantenendo la schiena dritta e le spalle all’indietro si piegano i gomiti, tirando i manubri verso il torace e riportandoli in posizione di partenza.
Esercizi per dorsali perfetti per allenare la parte ma che è bene eseguire facendosi seguire da un personal trainer esperto che vi saprà dare le corrette indicazioni per non farli nel modo sbagliato.
Nel caso in cui, poi, si volessero eseguire degli esercizi per dorsali mirati per alleviare il mal di schiena, è possibile farli optando per una serie di movimenti ad hoc, utili ad allungare la parte e allenarla in modo dolce e graduale.
Tra gli esercizi più praticati per questo scopo ci sono:
Ci si posiziona in ginocchio, allungandosi in avanti con il busto e con le braccia, avendo cura di mantenere i glutei ben appoggiati ai talloni, nella classica posizione del bambino nello yoga. Una volta raggiunto il massimo allungamento ci si inclina, prima verso destra e poi verso sinistra, estendendo la parte.
Per farlo ci si stende i in posizione supina sul foam roller da posizionare all’altezza delle scapole. Con le mani dietro la nuca e le gambe flesse e i piedi in appoggio si eseguono dei rotolamenti lungo il tratto dorsale, in modo lento e continuativo.
Direttamente dallo yoga, la posizione del copra è molto utile per allenare i dorsali e alleviare il mal di schiena. Si esegue sdraiandosi sul pavimento a pancia in giù, con le gambe distese leggermente divaricate e sollevando la parte superiore del busto spingendo con i palmi delle mani e portando la testa in alto. la posizione deve essere mantenuta per circa trenta secondi.

Proprio per come vengono eseguiti e per la delicata zona a cui si dedicano, quando si praticano gli esercizi per dorsali è sempre bene prestare massima attenzione a non caricare, sforzare o sollecitare troppo la schiena.
Questo perché un lavoro eccessivo per frequenza, tempistica e portata non farà altro che danneggiare e creare sofferenza alla parte, facendola lavorare in modo errato e portando dolore alla zona stessa. Per questo è sempre bene prestare massima attenzione a quali esercizi fare e a come farli, facendosi consigliare da un esperto anche in base alle vostre caratteristiche ed evitando:
Allenandovi così in modo coerente e in linea con le proprie caratteristiche e portando massimo beneficio a tutto il corpo.

Nel nostro intestino vivono migliaia di miliardi di microrganismi che formano un ecosistema complesso e dinamico. Non sono semplici ospiti: partecipano alla digestione, producono vitamine, modulano il sistema immunitario e dialogano costantemente con il cervello. Prendersene cura è una delle scelte più sottovalutate per il benessere quotidiano. Capire cos’è il microbiota intestinale è il primo passo per comprendere quanto profondamente influenzi aspetti che raramente colleghiamo all'intestino: i livelli di energia, la stabilità dell'umore, la forza delle difese immunitarie. Cosa fa davvero il microbiota Le funzioni di questo ecosistema sono molteplici e interconnesse: Digestione: scompone fibre e composti che il corpo da solo non riuscirebbe a utilizzare. Produzione di nutrienti: sintetizza alcune vitamine del gruppo B e la vitamina K. Difesa immunitaria: gran parte del sistema immunitario risiede proprio nell'intestino. Regolazione dell'umore: produce e influenza neurotrasmettitori che agiscono sul cervello. Un microbiota vario ed equilibrato è associato ad una migliore salute generale; uno impoverito, al contrario, può contribuire a infiammazione, disturbi digestivi e cali di energia. Vale la pena sottolineare un dato che sorprende molti: si stima che il microbiota ospiti un numero di cellule paragonabile a quello dell'intero organismo umano, e un patrimonio genetico molto più ampio del nostro. È un vero e proprio organo, anche se diffuso e invisibile, con cui conviviamo in simbiosi. I segnali di un microbiota in squilibrio Quando l'equilibrio si altera, il corpo invia segnali che spesso non colleghiamo all'intestino: Gonfiore e digestione difficile dopo i pasti. Stanchezza persistente senza causa evidente. Voglie ricorrenti di zuccheri, alimentate dai microrganismi che se ne nutrono. Difese immunitarie indebolite, con malanni più frequenti. Non si tratta di sintomi specifici, ma di un quadro generale che, messo insieme, suggerisce di prendersi cura dell'ecosistema intestinale. Cosa lo danneggia L'equilibrio del microbiota è delicato e diverse abitudini moderne lo mettono alla prova: Zuccheri raffinati e cibi ultra-processati, che favoriscono i microrganismi meno utili. Dieta povera di fibre, che affama i batteri benefici. Stress cronico, che altera l'ambiente intestinale. Sonno irregolare, che si riflette anche sull'ecosistema intestinale. Come prendersene cura La buona notizia è che il microbiota risponde rapidamente ai cambiamenti. Alcune scelte concrete fanno la differenza in poche settimane: Varietà vegetale: più tipi di verdure cotte, legumi e semi diversi nutrono una flora più ricca. Fibre di qualità: verdure di stagione e legumi ben preparati sono il nutrimento dei batteri buoni. Alimenti fermentati: kefir di buona qualità e verdure fermentate non pastorizzate apportano microrganismi utili. Riduzione degli zuccheri: meno carburante per i microrganismi indesiderati. Anche la regolarità dei pasti e una buona idratazione contribuiscono a un ambiente intestinale stabile. Un principio guida è la diversità: più sono varie le fonti vegetali nell'arco della settimana, più ricco e resiliente diventa il microbiota. Puntare su un'ampia rotazione di verdure, legumi, semi ed erbe aromatiche è una delle strategie più efficaci, e anche una delle più piacevoli da mettere in pratica a tavola. Un aspetto incoraggiante è la rapidità con cui il microbiota risponde ai cambiamenti. Bastano pochi giorni di alimentazione più varia e ricca di fibre perché la composizione batterica inizi a modificarsi. Questo significa che non è mai troppo tardi per intervenire: anche dopo anni di abitudini poco favorevoli, l'ecosistema intestinale conserva una notevole capacità di recupero, a patto di fornirgli con costanza il nutrimento giusto. Vale infine la pena ricordare che gli antibiotici, pur preziosi quando necessari, impoveriscono temporaneamente il microbiota. Dopo un ciclo, curare con particolare attenzione l'alimentazione — fibre, fermentati e varietà — aiuta a ripopolare più in fretta la flora batterica e a recuperare l'equilibrio perduto. L'asse intestino-cervello Uno degli aspetti più affascinanti è il dialogo costante tra intestino e cervello, mediato dal nervo vago e dalle sostanze prodotte dal microbiota. Questo legame spiega perché lo stato dell'intestino influenzi l'umore, la concentrazione e persino la risposta allo stress. È un'intuizione che la Medicina Tradizionale Cinese coltiva da secoli: l'intestino vi è considerato sede di una propria forma di intelligenza, un parallelo concettuale sorprendente con ciò che oggi chiamiamo asse intestino-cervello. È un sistema bidirezionale: un intestino in equilibrio sostiene una mente più serena, ed una mente meno stressata favorisce un intestino più sano. Lavorare su uno dei due lati significa quasi sempre migliorare anche l'altro. Questo spiega perché periodi di forte stress si accompagnino spesso a disturbi digestivi, e perché al contrario un'alimentazione che sostiene il microbiota possa riflettersi su una maggiore stabilità emotiva. Non è una promessa di soluzioni facili, ma un invito a considerare intestino e mente come due facce dello stesso benessere, da curare insieme. Per chi desidera un percorso personalizzato sulla propria situazione, una consulenza Sautón può aiutare a individuare le abitudini più utili al proprio caso specifico, senza protocolli standard. In sintesi Il microbiota intestinale influenza energia, umore e difese molto più di quanto si immagini. Curarlo con varietà vegetale, fibre, alimenti fermentati e meno zuccheri — insieme a sonno e gestione dello stress — è un investimento concreto sul benessere quotidiano. E, a differenza di molte altre strategie di salute, dà spesso risultati percepibili in tempi sorprendentemente brevi. Articolo con contenuti sponsorizzati

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