Paleodieta: cos'è e come si esegue la dieta del Paleolitico

Alimentarsi come facevano gli antenati dell’età della pietra può far bene anche all'uomo moderno? Secondo gli estimatori della paleodieta sì: scopriamo perché

Pubblicato il 7 settembre 2020

È possibile che l’alimentazione tipica dei nostri primissimi antenati possa essere applicata, con buoni risultati per la salute, anche al giorno d’oggi? Secondo i promotori della paleodieta sembrerebbe proprio di sì. Ma è davvero così? Questo regime alimentare, infatti, si basa prevalentemente su tutto ciò che i nostri predecessori dell’età della pietra riuscivano a procacciarsi, anche a seconda delle conoscenze e abilità sviluppate fino a quel momento.

Parliamo dei prodotti ricavati dalla caccia, dalla pesca e da tutto ciò che arrivava direttamente dalla natura, ovviamente senza nessun tipo di lavorazione o coltivazione.

Vediamo, quindi, nello specifico di cosa si tratta, come si esegue e quali sono le controindicazioni alla paleodieta, la dieta dei cavernicoli rivista in chiave moderna.

Cos’è la paleodieta?

La paleodieta o dieta del paleolitico, come detto, si fonda sul concetto che, per mantenersi in salute, l’uomo dovrebbe mangiare come faceva in passato. E più precisamente, come indica il nome stesso, nel paleolitico.

L’uomo, infatti, che è apparso sulla terra circa due milioni di anni fa, ha una composizione genetica che nel tempo non si è quasi modificata. Per questo, le informazioni nutrizionali impresse nella memoria del patrimonio genetico dell’uomo moderno, sarebbero pressoché uguali a quelle dei suoi predecessori dell’età della pietra.

Ed è proprio su questo fondamento che si basa la paleodieta, rintracciabile già nel 1975 in un libro del gastroenterologo Walter Voegtlin e successivamente ripresa e sviluppata più volte.

Nonostante la sua ideazione sia piuttosto incerta, la sua divulgazione (e di conseguenza colui a cui si attribuisce la paternità della dieta stessa) è opera di un nutrizionista dell’Università del Colorado, nonché appassionato di alimentazione dell’era paleolitica, Loren Cordain. Autore del libro pubblicato nel 2002 The Paleo Diet, Cordain ha reso celebre questo regime alimentare in tutto il mondo, catalizzando l’attenzione di moltissime persone che hanno iniziato a seguirne il metodo.

Paleodieta: come funziona?

Come detto, gli uomini dell’età della pietra vivevano per lo più di pesca e caccia e di tutto ciò che gli dava la terra, inteso come frutta, verdura, bacche, semi, non coltivate ma cresciute spontaneamente. Secondo la paleodieta (e il suo ideatore) mangiare questo tipo di alimenti garantirebbe al corpo di mantenersi in salute e di raggiungere il peso ideale.

Un’alimentazione ricca di proteine animali e di vegetali ma senza carboidrati, eccezione fatta per quelli contenuti naturalmente in frutta e verdura, e che esalta l’importanza dell’attività fisica come elemento fondamentale per la riuscita della dieta stessa. Gli uomini primitivi, infatti, vivevano in modo piuttosto movimentato e faticoso, anche solo per procacciarsi il cibo. Uno stile di vita che, di fatto, non conosceva la sedentarietà.

Secondo lo stesso Cordain, poi, la paleodieta oltre a far perdere peso e mantenere in forma, può essere eseguita da chiunque, proprio perché saremmo “geneticamente portati”. Ma è davvero così semplice? Basta tornare alle origini per stare bene a raggiungere il peso forma?

paleodieta come funziona

Paleodieta: obiettivi e risultati

Secondo il suo ideatore, infatti, la paleo è una dieta fatta per mangiare sano e per garantire al corpo benessere e una forma fisica forte e atletica. Il suo obiettivo principale è quello di diminuire l’attaccamento alle abitudini alimentari moderne in favore di quelle più sane di un tempo.

Questo perché, sempre secondo i suoi sostenitori, è con l’avvento dell’agricoltura, dell’allevamento di massa, dei cibi lavorati, elaborati e confezionati o comunque non spontanei che si è visto l’espandersi di tantissime patologie, tra cui intolleranze, allergie, tumori, obesità e malattie cardiovascolari.

Eliminando questi alimenti e ritornando a un tipo di alimentazione “più basica”, il corpo si ripulisce da questi elementi tossici, ripristinando una situazione di equilibrio e di benessere. In particolare, eliminando i cereali (alimenti acidificanti) viene ridotto in modo considerevole il rischio di infiammazione dei tessuti all’interno del corpo. Ma non solo. Altri benefici riconducibili a questa dieta sono:

  • la stabilizzazione dell’indice glicemico nel corpo;
  • il rinforzo del sistema immunitario;
  • miglioramento della qualità del sonno;
  • miglioramento della salute della pelle.

In più, proprio per l’assenza di alcune tipologie di alimento, come i carboidrati, la paleodieta permette di raggiungere un dimagrimento considerevole dovuto alla capacità delle proteine di agire migliorando il funzionamento del proprio metabolismo.

Vediamo, allora, quali sono gli alimenti concessi o da eliminare in questo tipo di strategia alimentare.

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Ricette e alimenti consentiti dalla paleodieta

Ripercorrendo lo stile di vita degli uomini primitivi, è facile capire che tutti i cibi nati in età moderna non vengono nemmeno presi in considerazione. Via tutti gli alimenti che contengono conservanti o additivi alimentari, gli integratori, sale, zucchero, i grassi da condimento, latte e derivati, i cereali (l’agricoltura non era ancora conosciuta), le leguminose e i tuberi. Assolutamente vietate le bevande zuccherate o gli alcolici ma anche il caffè e in generale i cibi “spazzatura”.

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Consentiti, invece, tutti quegli alimenti considerati “paleo”:

  • carne, soprattutto quella bianca;
  • pesce;
  • uova;
  • frutta;
  • verdura;
  • radici;
  • semi oleosi.

Ma anche le frattaglie come il fegato, il cuore, la milza, ecc., crostacei e molluschi. Ovviamente il tutto rivisitato in chiave moderna, magari preparando qualche ricetta facile e gustosa. Ecco qualche esempio.

Involtino di tacchino ripieno di verdure

Ingredienti:

  • fesa di tacchino;
  • scalogno;
  • cipolla;
  • olive nere;
  • scarola;
  • pomodorini;
  • olio extravergine di oliva.

Preparazione

  • Per prima cosa è necessario far rosolare la cipolla con l’olio extravergine di oliva fino a che non sarà dorata;
  • aggiungere i pomodorini e la scarola e far cuocere tutto comprendo con un coperchio;
  • dopo qualche minuto (quando il misto sarà ben appassito) aggiungere le olive e far saltare il tutto per qualche secondo;
  • cuocere a parte le fettine di tacchino, su entrambi i lati, lasciandole ben aperte;
  • a questo punto, una volta cotte, disporre il composto direttamente sulle fettine di tacchino e arrotolarle, chiudendole con uno stuzzicadenti.

In ultimo, per garantirgli una bella doratura, è importante far rosolare per circa venti minuti lo scalogno con olio evo e aggiungervi gli involtini (da sfumare con vino bianco se piace).

Insalata di verdure con avocado e semi

Ingredienti:

  • insalata;
  • un mazzetto di rucola;
  • semi di lino;
  • semi di girasole;
  • una mela rossa;
  • un avocado;
  • noci.

Preparazione

  • Dopo aver lavato insalata e rucola, condite il tutto con olio extra vergine di oliva;
  • aggiungere i semi di lino e di quelli di girasole, la mela tagliata a fettine e l’avocado, a piccoli pezzi;
  • mescolare il tutto e aggiungere le noci sminuzzate.

Ingredienti facili da mixare e modificare per comporre dei menu sempre nuovi, originali e gustosi, anche per chi non è a dieta.

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Paleodieta: esempio di menu settimanale

Vediamo a questo punto come si compone un menu base settimanale, da cosa mangiare a colazione durante la dieta fino alla cena e quali alimenti vengono preferiti (per lo più secondi di carne o pesce).

Lunedì

  • Colazione: uova sode e mandorle.
  • Pranzo: bresaola e rucola.
  • Cena: petto di pollo ai ferri con insalata.

Martedì

  • Colazione: frutta e noci.
  • Pranzo: salmone ai ferri con verdure di stagione.
  • Cena: spezzatino con verdure miste crude.

Mercoledì

  • Colazione: frutta mista e mandorle.
  • Pranzo: pesce alla griglia con verdure di stagione.
  • Cena: minestrone di verdure e frutta.

Giovedì

  • Colazione: tisana e frutta fresca.
  • Pranzo: frittata con insalata, pomodori e noci.
  • Cena: pollo arrosto con verdure miste grigliate.

Venerdì

  • Colazione: uova e macedonia.
  • Pranzo: coniglio al forno con verdure.
  • Cena: zuppa di verdure con affettato a scelta.

Sabato

  • Colazione: muesli di mandorle, noci e frutta.
  • Pranzo: insalatona di verdure miste con affettati.
  • Cena: fettina di carne di tacchino con funghi.

Domenica

  • Colazione: frutta fresca di stagione.
  • Pranzo: pollo alla piastra con insalata mista.
  • Cena: salmone con verdure grigliate.

La paleodieta non prevede spuntini a metà giornata ma, in caso si avesse appetito, si può optare per della frutta o dei semi.

Come si può ben vedere, questo regime alimentare non comprende tantissimi alimenti a cui, normalmente, si è abituati. Pasta, riso, latte o formaggi, legumi e alimenti ricchi di fibre. Cibi che, portano con sé tutta una serie di principi nutritivi importanti per il buon funzionamento del corpo.

Paleodieta: controindicazioni ed effetti collaterali

Proprio per questo motivo, la paleodieta è molto spesso oggetto di critiche e discussioni. Per prima cosa, nella sua versione moderna, è stato dato molto più spazio alle proteine rispetto a verdura, semi e frutta, cosa che, invece, presumibilmente caratterizzava la dieta originaria.

Di fatto, quindi, oltre a non esserci evidenze scientifiche sulla sua validità (aspetto già da solo molto rilevante), secondo molti medici, la dieta paleo e il consumo di proteine in dosi maggiori del normale può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Ma, può causare anche un aumento del colesterolo e di trigliceridi nel sangue, disturbi dell’umore, stanchezza e mancanza di energia, mal di testa, problemi gastrointestinali e alitosi.

In più, esattamente come una dieta iperproteica, la paleo può provocare effetti dannosi a reni e fegato, a causa delle sostanze derivanti dal metabolismo delle proteine animali che il corpo deve eliminare.

Dieta Vigor: cos’è, esempio, menu settimanale
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Detto ciò, come sempre quando si parla di diete e alimentazione, la cosa più importante da fare è quella di informarsi bene sulla tipologia di strategia alimentare che si vuole seguire, parlando con uno specialista in grado di consigliare il percorso più idoneo in base alle varie caratteristiche personali. Fermo restando che i nostri antenati preistorici, vivevano in modo diverso dall’uomo moderno, con uno stile di vita differente e mangiando ciò che riuscivano a trovare.

Un’evoluzione continua che, arrivando fino a oggi, ha portato con sé tantissimi cambiamenti, anche (forse) in ciò che si ha bisogno per stare bene. Fattore importante da considerare quando si sceglie come alimentarsi e come vivere.

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