Quanto vale la vita di una donna? I numeri e le testimonianze nel docufilm di Roba da Donne

Il documentario realizzato da Roba da Donne si pone un quesito: cosa accade alle sopravvissute dalla violenza di genere e ai parenti delle vittime?

Pubblicato il 16 dicembre 2019

Esce nel 2020 Quanto vale la vita di una donna?, il docufilm realizzato da Roba da Donne e ideato dalla sua direttrice responsabile, Ilaria Maria Dondi, sulla violenza di genere e femminicidio, temi tragicamente attuali per numeri in crescita e fatti di cronaca.

A pochi giorni dalla pubblicazione dei dati del rapporto Eures 2019 su “Femminicidio e violenza di genere“, Roba da Donne ha rilasciato il treaser del suo documentario, che ruota attorno a una domanda: cosa succede alle tante donne traumatizzate, sfigurate, rese disabili; alle loro famiglie e a bambini orfani di madri, massacrate dai loro stessi padri? È questo che Dondi, dall’8 marzo 2019, ha chiesto alle donne sopravvissute e ai familiari di vittime.

Dal 2000 a oggi le donne uccise in Italia sono state 3.230, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge/partner o ex partner: a crescere nel 2018 sono soprattutto i femminicidi commessi in ambito familiare/affettivo (+6,3%, da 112 a 119) – dove si consuma l’85,1% degli eventi con vittime femminili – ma anche le vittime femminili della criminalità comune (17 nel 2018 rispetto alle 15 dell’anno precedente).

A fronte di questi dati, lo Stato italiano, secondo la direttiva 2004/80/CE, relativa all’indennizzo delle vittime di reato,  prevede un indennizzo elargito per la rifusione delle spese mediche e assistenziali; per i reati di violenza sessuale e di omicidio l’indennizzo è elargito, alla vittima o agli aventi diritto, anche in assenza di spese mediche e assistenziali.

Il D.M. 31 agosto 2017 ne ha determinato gli importi: 7.200 euro per reato di omicidio, 8.200 euro (in favore dei figli della vittima) in caso di omicidio commesso dal coniuge o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, 4.800 euro in caso di violenza sessuale (salvo che ricorra la circostanza attenuante della minore gravità), un massimo 3.000 euro a titolo di rifusione delle spese mediche e assistenziali in caso di altri reati.

Le vittime di femminicidio sono le nuove streghe: ammazzate perché rivendicavano il loro diritto di essere libere e di scegliere chi amare o non amare più“, ha detto Giovanni Lelli, il padre di Nicole, una ragazza uccisa a 21 anni.

Nicole Lelli (cui dà voce il padre Giovanni Lelli) è una delle protagoniste di Quanto vale la vita di una donna?. Insieme a lei, Pinky Aulakh, una giovane donna di origini indiane che, dopo aver lottato tra la vita e la morte, è sopravvissuta al tentativo del marito di ucciderla dandole fuoco; Monia Del Pero, di 19 anni (a cui dà voce la madre Gigliola Bono), uccisa dall’ex fidanzato e gettata in sacchi della spazzatura sotto un ponte; Laura Russo, 11 anni (a cui dà voce la madre Giovanna Zizzo), nel 2014 uccisa durante il sonno dal padre; Giordana Di Stefano, 20 anni (a cui dà voce la madre Vera Squatrito), uccisa nel 2015 con 48 coltellate dall’ex.

Fine ultimo del progetto? Entrare, insieme alle vittime di violenza e ai familiari delle vittime di femminicidio, nelle scuole e nei cinema delle principali città italiane, per educare le nuove generazioni e non solo a un concetto di amore sano, al rispetto e alla parità di genere; per imparare a riconoscere i segnali della violenza; per sapere a chi e come chiedere aiuto; per creare una nuova coscienza sociale informata rispetto a un’emergenza nazionale. Per chiedere tutti insieme allo Stato italiano risposte adeguate, nel rispetto della nostra Costituzione.

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