La madre di Sharon Stone ha avuto un altro ictus: "Pregate per lei"

L'attrice ha postato su Instagram una foto di Dorothy, 87 anni, rivelando il suo nuovo problema di salute. Una malattia che nel 2001 ha colpito anche lei stessa. "Ho dovuto ricominciare da zero".

Pubblicato il 23 novembre 2021
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Sharon Stone torna a fare i conti con i problemi di salute. Questa volta, però, ad affrontarli è la madre, Dorothy Marie Stone, colpita da un ictus. A rivelarlo è stata proprio l’attrice, che ha postato sulla sua pagina Instagram una foto della donna, 87 anni: “Pregate per Dorothy Marie Stone, mia mamma, che stasera ha avuto un altro ictus acuto“. Sono molti i vip che hanno commentato lo scatto per mandare il loro affetto e il loro sostegno all’attrice.

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Non è la prima volta che Sharon Stone ha a che fare con questo tipo di problemi di salute: la madre era già stata colpita da un ictus, e anche lei stessa ha avuto la stessa malattia. Nel 2001, infatti, l’attrice è stata ricoverata in ospedale e sottoposta ad un delicatissimo intervento al cervello: un’esperienza decisamente traumatica, che l’ha costretta a circa sette anni di riabilitazione. Oggi Sharon è sostenitrice della ricerca sulle malattie dell’invecchiamento cerebrale che colpiscono le donne, come ha raccontato in un’intervista a Variety:

“Ecco perché lo faccio, mia madre ha avuto un ictus, mia nonna ha avuto un ictus, e io ho avuto un ictus enorme e un’emorragia cerebrale durata nove giorni. Non smetterò mai di ringraziare tutti i medici che mi hanno salvato la vita. Dopo essere sopravvissuta, fui costretta a ricominciare da zero, nel vero senso della parola. Dovevo imparare di nuovo a fare cose elementari, come camminare, parlare e scrivere”.

In più, dopo il ricovero e la riabilitazione l’attrice si è sentita abbandonata da tutti:

“Il tutto, mentre lottavo per la custodia legale di mio figlio Roan. Ero una delle donne più famose e amate al mondo, poi all’improvviso tutti sembravano essersi dimenticati di me. Mi sono sentita abbandonata e ho perso tutto, compresa la cosa più importante che avevo: l’affetto di mio figlio. Le persone mi hanno trattato in un modo brutalmente scortese. Dalle altre donne nel mio settore, alla giudice donna che ha gestito il mio caso di custodia, non credo che nessuno capisca quanto sia pericoloso un ictus per le donne, e quanto tempo sia necessario per riprendersi”.

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