La storia di Irina e Albina: amiche e infermiere, con il Papa alla Via Crucis

Una è russa, l'altra ucraina, insieme lavorano presso l'ospedale del Campus biomedico di Roma, al Centro di cure palliative. Quando è scoppiata la guerra il loro affetto si è rafforzato ancora di più e parteciperanno alle celebrazioni del venerdì Santo della Pasqua 2022.

Pubblicato il 14 aprile 2022
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Irina è un’infermiera ucraina, Albina una specializzanda russa, sono amiche e insieme lavorano presso l‘ospedale del Campus biomedico di Roma, al Centro di cure palliative. Quando è scoppiata la guerra il loro affetto, la loro amicizia, si è rafforzata ancora di più e ora parteciperanno alla Via Crucis insieme al Papa il venerdì Santo della Pasqua 2022.

“Quando ci siamo incontrate poco dopo l’inizio della guerra, Albina è venuta nel reparto. Io ero di turno. È bastato il nostro sguardo: i nostri occhi si sono riempiti di lacrime e Albina ha cominciato a chiedermi scusa. Si sentiva in colpa e mi chiedeva scusa. Io la rassicuravo che lei non c’entrava niente in tutto questo”, spiega Irina in un’intervista al Tg1.

In un video sulla pagina Instagram del Campus Biomedico è invece Albina che ci tiene, con voce commossa, a spiegare che “Io sono russa e io sono contro la guerra”. Entrambe hanno parenti, familiari e amici nelle loro terre di origine e ognuna a modo suo è preoccupata per loro. Li sentono ogni giorno e cercano di stargli vicino come possono. Sono state scelte per portare insieme la croce proprio per il loro profondo messaggio di amicizia ma in seguito alle polemiche, con l’ambasciata ucraina presso la Santa Sede che chiede al Vaticano di ripensare la scelta, le cose sono cambiate.

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Come si legge sul sito dell’Ansa, Irina e Albina saranno comunque al Colosseo, con la croce in mano: “Insieme si potrebbe fare tanto. L’umanità si deve unire insieme per cercare di trovare la pace e una soluzione a tutto quello che sta accadendo”, dice Irina ai media vaticani.

Anche i Francescani, nella celebrazione online del pomeriggio del 14 aprile, hanno scelto di far condurre una stazione della Via Crucis da altre due amiche, una russa e una ucraina: Dina di Dnipro e Julia di Mosca. Entrambe fanno parte dell’Ordine francescano secolare e insieme hanno pregato: “Signore, non lasciare che l’odio semini distruzione, sia nelle case di persone innocenti, sia nelle nostre anime; dona la grazia della riconciliazione e del perdono ai popoli dell’Ucraina e della Russia”.

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