"Non l'ho più rivisto": Tiziana Giardoni parla della morte di Stefano D'Orazio

A un anno dalla scomparsa del batterista dei Pooh a causa del Covid-19, a Verissimo la moglie rompe il silenzio e racconta il dolore e il suo senso di colpa: "Si è contagiato a causa della mia famiglia".

Pubblicato il 22 novembre 2021
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“È passato un anno e sto cercando in qualche modo di reagire, ma sto ancora male. Non posso dire di avere metabolizzato questo mio dolore”. Sono le parole di Tiziana Giardoni, che a Verissimo ha parlato con Silvia Toffanin della morte del marito, Stefano D’Orazio, avvenuta a novembre 2020 a causa del Covid-19. Da quel tragico momento è passato un anno, ma per lei è ancora difficile accettarlo, e ha deciso di rompere il silenzio proprio nel salotto di Canale 5.

La donna ha raccontato di come il batterista dei Pooh ha contratto il Coronavirus, e di come si senta in colpa per questo: il contagio è arrivato, infatti, a seguito di una cena in famiglia, poiché il padre di Tiziana aveva appena sconfitto definitivamente il cancro. Perciò D’Orazio e la famiglia della moglie hanno deciso di festeggiare insieme.

“Voleva che festeggiassimo quella sua vittoria e Stefano mi disse di andare a casa con lui e mia sorella. Lui amava molto i miei genitori e quel giorno per lui era importante. Così, io andai. Non avrei mai immaginato che potesse succedere qualcosa: abbiamo mangiato insieme e basta. Dopo un paio di giorni mia sorella Marzia accusò mal di testa e febbre: feci un tampone e risultai positiva, così come Stefano. Anche mio padre e mia madre erano positivi”.

Da quel momento per il musicista è iniziato un calvario che lo ha portato in ospedale, dal quale purtroppo non è più uscito. Durante i primi giorni di malattia, però, D’Orazio non presentava alcun sintomo, perciò nessuno avrebbe potuto immaginare come sarebbe  andata a finire. Quando, poi, il batterista è stato trasportato in ospedale in ambulanza, a Tiziana non è stato permesso di accompagnarlo, come prevedono le norme di sicurezza. “Non solo non l’ho più rivisto, non me l’hanno neanche fatto sentire al telefono. Ho visto solo la sua bara, già sigillata, fuori dall’ospedale“. Poi il ricordo di Stefano:

“Era una persona meravigliosa e tutti quelli che lo hanno conosciuto e hanno avuto modo di apprezzarlo, sanno che non meritava di morire in questo modo. Ed è per questo che io oggi non riesco a stare bene con me stessa e ad accettare quello che è successo”.

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