Cinque più una curiosità su Zucchero, imitato A Star in the Star

Nel programma in onda giovedì 30 settembre 2021, su Canale 5, nessuno ha ancora capito chi sia il vip che si cela dietro la maschera del cantante blues. In pochi sanno che è stato l'unico italiano a partecipare al nuovo festival di Woodstock.

Pubblicato il 30 settembre 2021
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Giovedì 30 settembre 2021, su Canale 5, va in onda la terza puntata di Star in the Star, lo show condotto da Ilary Blasi in cui alcuni vip si esibiscono mascherati da personaggi famosi del mondo della musica. Da Michael Jackson a Mina, da Claudio Baglioni a Elton John sino a Madonna e Lady Gaga. Tra i big da imitare c’è anche Aldemo Fornaciari, in arte Zucchero.

Classe 1955, il cantante blues è molto conosciuto sia in Italia che all’estero, soprattutto in America. Ha venduto più di 60 milioni di dischi tra album e singoli e le sue tournée mondiali, ricche di collaborazioni con artisti del calibro di Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Eric Clapton, Joe Cocker, Miles Davis, B.B. King, Sting e Paul Young, hanno contribuito a renderlo popolare oltre i confini nazionali. Ci sono però alcune curiosità su Zucchero che non tutti sanno.

È diplomato in un istituto tecnico, con la specializzazione da perito elettronico. Ha frequentato poi la facoltà di Veterinaria e ha superato con successo più della metà degli esami.

Per mantenersi agli studi e poter coltivare la passione per la musica ha lavorato anche da fornaio e da salumiere.

Delle quattro volte in cui ha partecipato come cantante a Sanremo, per ben tre è arrivato penultimo. Come autore di testi è stato più fortunato e con il testo Volevo Dirti cantata da Donatella Milani, è arrivato secondo nel 1983.

La sua impronta soul e blues è nata dopo un viaggio in California, dove incontrò il bluesman Randy Jackson con il quale incise addirittura un intero album.

Nel 1994 fu l’unico artista italiano a partecipare al nuovo festival di Woodstock. Fu invitato per celebrare il venticinquennale della storica manifestazione rock, grazie al suo manager Miles Copeland.

Ha una collezione di oltre 300 cappelli di ogni genere e non se ne separa mai, perfino uno leopardato e un cilindro.

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