La Dieta GIFT, o dieta di segnale, è un regime alimentare messo a punto dal dottor Luca Speciani e dal fratello Attilio nel 2004 e che punta a risvegliare il metabolismo attivando alcuni centri presenti nell’ipotalamo volti a svolgere un’azione di consumo delle riserve. Questo avviene tramite la scelta dei cibi assunti, specialmente per quanto riguarda quelli che regolano la quantità di insulina, andando ad eliminare cibi raffinati e ricchi di zucchero in favore di un’alimentazione ricca di cibi integrali, carne, pesce, frutta e verdura, sempre fresca e di stagione. Grazie alla Dieta GIFT si va a contrastare anche la ritenzione idrica, tanto odiata dalle donne specie in vista della prova costume.

La dieta, che deriva dall’acronimo Gradualità, Individualità, Flessibilità e Tono, non è solamente un sistema alimentare ma soprattutto un percorso che ha la finalità di raggiungere la conoscenza ed il rispetto dei ritmi ed equilibri fisiologici del proprio corpo. Questa si traduce in dieci semplici regole che promuovono uno stile di vita corretto in modo da raggiungere il proprio obiettivo in maniera graduale ma efficace.

  1. Abbinamento tra proteine e carboidrati. Per andare a limitare il rimbalzo dell’insulina – e così rallentare l’assimilazione degli zuccheri – in ciascuno dei tre pasti principali bisogna inserire cibi proteici in un rapporto di almeno un terzo del volume totale del piatto. Questo abbinamento viene più facile se si attua il sistema del “monopiatto” GIFT.
  2. Controllo dell’indice e carico glicemico. Perché la dieta GIFT funzioni e risulti efficace è necessario mantenere sotto controllo l’assunzione di cibi contenenti carboidrati ad alto indice glicemico – come pane e pasta bianchi e zucchero – dando la preferenza invece a frutta e verdura anche con un pari apporto calorico. Va tenuto sotto controllo anche il carico complessivo di carboidrati in ogni singolo pasto poiché non deve risultare eccessivo.
  3. Distribuzione dei pasti. Per favorire l’attivazione metabolica nell’organismo è importante che l’assunzione calorica nel corso della giornata preveda un apporto calorico rilevante nella prima colazione, un apporto medio a pranzo e leggero per la sera, con poche calorie.
  4. Frutta e verdura in libertà. Frutta e verdura fresche e crude possono essere consumate liberamente anche al di fuori dei pasti principali in quantità illimitate, cercando di evitare frutti particolarmente acquosi durante i pasti. Viene consigliato di prediligere prodotti provenienti da coltivazioni biologiche in modo da ridurre l’assunzione di sostanze inquinanti.
  5. Apporto di acqua e fibre. È importante mantenere un apporto giornaliero ricco e costante di fibra alimentare indigeribile così da garantire un funzionamento ottimale della digestione, mantenendola attiva. Per questo motivo viene raccomandata l’assunzione di farine integrali e di frutta e verdura possibilmente intere e non senza bucce, semi o foglie. Per quanto riguarda l’acqua, invece, non va trascurato l’apporto: questo, proveniente sia dalla bottiglia che da frutta e verdura, aiuterà ad eliminare le scorie con più facilità.
  6. Masticazione lunga. Assaporare i cibi per sentirne al meglio i sapori e masticarli a lungo promuove il raggiungimento del senso di sazietà e facilita la digestione. In questo modo si andrà a prevenire la fermentazione dei cibi nello stomaco e la formazione di gas nel tratto intestinale.
  7. Favorire cibi sani e ridurre quelli spazzatura. Perché la dieta abbia effetto bisognerà favorire un’alimentazione corretta favorendo cibi sani ed evitando, invece, quelli raffinati ed impoveriti dalla lavorazione industriale. Da evitare assolutamente i cibi contenenti coloranti, conservanti, ormoni, antibiotici e ancora aromatizzanti, addensanti e additivi, grassi trans e idrogenati.
  8. Attività fisica. Per uno stile di vita sano e perché la dieta funzioni è impossibile non fare almeno un po’ di movimento, meglio se regolare e costante, con esercizi di tipo aerobico.
  9. Occhio alle intolleranze. La presenza di intolleranze alimentari può andare ad ostacolare il processo di rieducazione alimentare e produrre stati infiammatori influendo in maniera negativa sul peso e sull’equilibrio insulinico. Per questo motivo sarebbe necessario sottoporsi prima di tutto a test diagnostici specifici seguiti da un periodo in cui vengono eliminati determinati alimenti in modo da andare a ridurre lo stato infiammatorio.
  10. Equilibrio psicofisico. Il benessere fisico non può essere ripristinato completamente senza il raggiungimento di un maggiore equilibrio psichico. Per questo motivo è importante imparare come i cibi possano condizionare umore, atteggiamenti e scelte alimentari e di come situazioni di stress e frustrazione alla fine possano ricondurre al cibo come consolazione. Per questo è importante comprendere i propri stati, cercando di rilassarsi e a rimuovere queste abitudini.