Una coppia viene fermata a Rimini per aver fatto sesso in auto. Un fatto di cronaca che ogni tanto ricorre su media e social network con delle varianti, ma il succo non cambia: il {#sesso} in auto viene punito fino a tre anni di carcere, come previsto dalle sentenze della Cassazione. In altre parole, forse è meglio non rischiare, anche perché gli interessati potrebbero sporcarsi per sempre la fedina penale nonostante un patteggiamento in primo grado. In altre parole, per la passione del momento gli effetti potrebbero essere funesti.

Anche se, quando si pensa al sesso in automobile, non può che tornare alla mente la scena di “Viaggi di nozze“, in cui Claudia Gerini e Carlo Verdone”‘o facevano strano” con l’autovelox attivo. Ma in questo caso non si parla di pratiche sessuali e sicurezza alla guida, come ad esempio il numero crescente di casi di sesso orale al volante, bensì di amplessi consumati a motore spento magari in qualche area di sosta isolata.

È comprensibile che possa capitare del sesso furtivo in auto, soprattutto fra i giovani che non dispongono di un luogo per far l’amore con il partner. In tempi di crisi, inoltre, non si può nemmeno pensare che gli amplessi, anche fedifraghi, vengano sempre consumati in albergo. Oltre ai costi, potrebbero sorgere questioni con i documenti dell’atto di registrazione: non sempre si può sperare di trovare la giusta professionalità, e il rischio di essere chiamati a casa per un errore di forma può esporre condotte libertine ed eventuali tradimenti.

Con questo articolo non si vuole incentivare il tradimento, bensì far comprendere ciò che la legge prevede in fatto di sesso in automobile. Intanto, non bisogna credere alla leggenda metropolitana che luoghi bui o isolati possano esentare da una denuncia per atti osceni in luogo pubblico, l’accusa che si prefigura nei casi di questo particolarissimo reato. Quello che si può fare, tuttavia, è oscurare i finestrini, magari con dei giornali, cosa retrò ma unica condizione ammessa dalla legge.

Ma cosa sono gli atti osceni in luogo pubblico? Si tratta di gesti che oltraggiano la pubblica decenza, in un luogo che, anche se momentaneamente non frequentato, potrebbe esserlo anche all’improvviso. E se, in realtà, l’automobile per la legge equivale a una privata dimora, la mancanza di finestrini oscurati la rende legalmente esposta al pubblico. I fatti di Rimini avevano anche delle piccole aggravanti: causa il caldo, i finestrini e il cofano dei due focosi amanti erano aperti, con la conseguente propagazione di rumori e gemiti tali da allarmare le famiglie presenti, dato che l’auto in questione non era neppure in un luogo isolato.

Si rischia quindi l’incriminazione per atti osceni (articolo 527 del codice penale) o atti contrari alla pubblica decenza (articolo 726 del codice penale) quando si fa sesso nella propria autovettura. Ci sono persino delle sentenze di Cassazione (Cass. 2277/1976), che fanno riferimento alla possibilità che l’oscuramento con le tendine non sia sufficiente, se altri possono intravedere cosa avviene all’interno dell’abitacolo quando si è in un’altra vettura a fari accesi. Certo, si parla di antichità, in fondo oggi chi mai possiede tendine in auto? Per cui il riferimento va ai più classici giornali. E bisogna prestare attenzione a non aprire gli sportelli: anche un attimo fugace dell’amplesso potrebbe essere scorto e turbare la mente di un passante, come afferma la sentenza di Cassazione 1121/1971

Si potrebbe pensare che la norma in tempi recenti si sia ammorbidita, anche perché con la sentenza 7786 dell’8 agosto 1996 la Corte di Cassazione ha affermato che il delitto di atti osceni sussiste per chi è “in un luogo pubblico, in posizione visibile e illuminata da lampioni e con transito fitto di auto e persone”. Ma esistono delle eccezioni eclatanti. Tempo fa fece scalpore una sentenza della Cassazione che punì due giovani scovati alle 3 di notte nel parcheggio di una discoteca, spazio completamente vuoto e isolato. Per cui non si deve interpretare la legge a modo proprio, perché sostiene:

“Praticare attività sessuale che comporti qualsiasi tipo di nudità è di per se da considerarsi un’offesa al pudore e alla pubblica decenza in qualsiasi condizione, anche se si è in luoghi isolati e non illuminati, in quanto sono sempre da considerare luoghi pubblici, e quindi fruibili da tutti i cittadini, bambini e minorenni compresi.”

Infine, anche se questo non ha a che fare con la legge, è bene ricordare quanto possa essere una pratica pericolosa: chi fa sesso è spesso vittima di malfattori pronti a derubare la {#coppia} in intimità anche degli stessi vestiti. Nel tempo qualche fatto di cronaca l’ha attestato: anche in quei momenti non si può abbassare la guardia.

Fonte: Il Resto del Carlino, Asaps.