A Giorgio Armani si devono le basi per una moda semplice e minimalista, capace di vestire la donna in cerca di emancipazione degli anni ’80: abiti comodi e funzionali che hanno scritto una nuova pagina della storia del costume e dell’eleganza. Non è difficile rintracciare il suo modo di concepire il lusso e il ben vestire nelle tante frasi famose, citazioni e aforismi raccolte nelle interviste e in libri e volumi a lui dedicati, soprattutto in occasione dei suoi 80 anni (compiuti nel 2014).

“Armani non è databile e possiede il significato dei vestiti”, scrive Giusy Ferré in Giorgio Armani. Il sesso radicale (Marsilio, 2015), ed è proprio quel significato che torna in questi oltre 40 anni di carriera. Tra lezioni di stile, ricordi di vita vissuta e qualche polemica con i colleghi, ecco le 20 frasi più belle dello stilista (molte delle quali raccolte nel memoir uscito con Rizzoli nel 2015).

  1. “Era con stupore che guardavo come le mie amiche volessero indossare le giacche che facevo per l’uomo e fu allora che mi resi conto che la ricerca di un certo tipo di donna era di avere un modo di vestire a disposizione come aveva l’uomo e cioè una giacca decostruita, non impettita, una giacca che permette di muoversi con molta disinvoltura e usarla come una seconda pelle”.
  2. “Trovavo che erano state un po’ ridicolizzate, quasi sempre rese un po’ bambole, a tutti i costi sfavillanti, sovraccariche e tali da suscitare pensieri di letto. Il che va anche bene, ma non per le donne che lavorano, che hanno ormai una vita identica a quella dell’uomo e, nel vestire, esigenze uguali: bisogno di praticità nell’eleganza, di essenzialità”.
  3. “Il tessuto è la ragione del mio successo. Drappeggiare un tessuto su una figura è la cosa più sensuale che esista. Il movimento si deve formare nella mano e avere un legame con il corpo”.
  4. “Ho sempre pensato al mio lavoro come una risposta al tempo presente, perché gli abiti influenzano comportamenti e modi d’essere”.
  5. Coco Chanel, che forse qualcuno scambia per l’apoteosi del classico, è stata la più originale delle donne”.
  6. “Elimino le differenze tra uomo e donna. Ho dato all’uomo la scioltezza, la flessuosità, la morbidezza della donna. E alla donna il comfort, l’eleganza dell’uomo. Io destrutturo, ammorbidisco”.
  7. “Miuccia Prada ha scelto la strada dell’ironia e del cattivo gusto che piace. Io ho scelto di vestire la gente. Mi rifiuto di fare baracconate soprattutto sull’uomo, penso sia una mancanza di rispetto verso i consumatori. M’infastidisce che certe cose vengano osannate dalla stampa anche quando le collezioni sono brutte”.
  8. “L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”.
  9. “Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È gusto e cultura”.
  10. “La volgarità è la malattia della finta modernità”.
  11. “Lo stile consiste nel corretto bilanciamento tra sapere chi sei, che cosa va bene per te e come vuoi sviluppare il tuo carattere. I vestiti diventano l’espressione di questo equilibrio”.
  12. “La legge del lusso non è aggiungere, ma togliere”.
  13. “Per essere eleganti non si deve assolutamente aver l’aria di essersi vestiti a fondo, vale a dire essersi studiati molto bene, essersi coordinati; bisogna sempre avere un’aria piuttosto casuale, che non significa essere trasandati”.
  14. “Il mio percorso di stile parte da poche linee vergate sulla carta e si conclude in un’immagine fatta di pochi elementi combinati in maniera sottile. Perché, ne sono convinto, la semplicità è forza. Semplice non è mai il punto di partenza, ma sempre il punto d’arrivo”.
  15. “Ho dimostrato negli anni che sexy non è il corpo esposto allo sguardo di tutti, ma è suggerire, velare e rivelare, lasciando intuire senza mai esibire”.
  16. “La moda per me è un mestiere, fatto di fantasia e concretezza, di intuito e rigore, di slancio e controllo. Non ha nulla di divino o sensazionale, ma ha un impatto incredibile sulla vita quotidiana. Nella mia visione di inventore pragmatico, non nasce dal canto delle muse, da uno stordimento poetico, da un raptus creativo. Fare moda vuol dire elaborare un’idea coerente di bello e condividerla con il tuo pubblico, tenendo conto delle diverse realtà della vita contemporanea. Se si è davvero attenti, se si riescono a intercettare anche i più piccoli segnali, che sono lì ad attenderti, in ogni instante, i bisogni del pubblico li si avverte ancora prima che si manifestino e si gioca d’anticipo, identificando i cambiamenti della società”.
  17. “Un omosessuale è un uomo al 100 per cento. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale”.
  18. “I cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti, invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti”.
  19. “Il profumo è il miglior biglietto da visita col quale ci presentiamo agli altri”.
  20. “Uno può fare ciò che vuole ma, fatemelo dire, se metto in pedana una testa, sotto un braccio, mozzata, siamo al limite e io non sto a questo gioco, mi tolgo da questo gioco. Non vorrei neanche che i miei guardassero ciò che hanno fatto gli altri. Se quello che fanno gli altri è questo, meglio che stiamo a casa nostra” (dichiarazione raccolta da Ansa in occasione della sfilata Autunno-Inverno 2018/2019 di Gucci).