Harvey Weinstein condannato a 23 anni di carcere, le parole di Rose McGowan

In un post su Instagram l'attrice ha affermato di essere stata stuprata dal produttore proprio quando aveva 23 anni.

Pubblicato il 12 marzo 2020

Dopo la condanna di Harvey Weinstein, per stupro di terzo grado e il reato di atti sessuali criminali, ieri è arrivata anche la definitiva sentenza del giudice che si è occupato del caso, e non si tratta di una decisione lieve: sono infatti 23 gli anni di carcere che l’ex produttore hollywoodiano dovrà scontare.

Tra le prime persone a commentare questo storico avvenimento, che rappresenta un passo importante per l’avanzata del movimento #MeToo, c’è stata l’attrice Rose McGowan, una delle prime attrice a muovere accuse circostanziate e precise nei confronti del mogul cinematografico.

La donna infatti aveva confessato di essere stata stuprata negli anni ’90 da Weinstein, pur non potendo portare il caso in tribunale in quanto trascorso troppo tempo dai fatti. Ieri ha così commentato su Twitter la sentenza: “Lasciateci essere libere“.

46 anni, membro di un gruppo di donne chiamate le Silence Breakers, avendo saputo della condanna la McGowan aveva reagito con queste parole: “Oggi è un giorno potente, e un grande passo avanti per il processo di guarigione collettiva. 20 anni fa ho deciso di accusare Weinstein perché ho sentito che stava facendo lo stesso ad altre persone. Ognuna di noi deve farsi avanti, abbiamo un nome, una storia, una vita, siamo più di Weinstein. Oggi, grazie a queste donne coraggiose, che hanno mostrato al mondo le loro ferite più profonde, è finito a Riker’s Island“.

L’avvocato del produttore, Donna Rotunno, ha chiesto al giudice di tenere in conto il fragile stato di salute del suo cliente, affermando che una lunga sentenza sarebbe equivalsa a una condanna a morte.

Alla lettura della sentenza davanti alla Manhattan Supreme Court, Weinstein è apparso molto confuso e destabilizzato. Prima ha detto di provare un profondo rimorso per i suoi crimini, quindi ha detto che spenderà quanto gli rimane cercando di essere una persona migliore: “In primis verso tutte le donne che hanno testimoniato“.

In seguito però ha accusato di aver trascorso “momenti meravigliosi” con le sue accusatrici e quindi ha enunciato una profezia tutt’altro che conciliante: “Siamo attraversando una grande crisi in questo Paese. Il movimento #MeToo è iniziato in pratica con me, ora ci sono migliaia di uomini che vengono accusati. Penso che gli uomini siano confusi da tutto ciò. Non è l’atmosfera giusta per gli Stati Uniti d’America“.

Seguici anche su Google News!