Dopo aver fatto una classifica della pasta, non poteva mancare dalla nostra redazione un elenco della migliore passata di pomodoro italiana, dai prodotti biologici alle marche classiche che si trovano su tutti gli scaffali dei supermercati, come la passata Mutti.

Come valutare la passata in commercio? Sono tanti gli elementi da tenere in considerazione per scegliere il prodotto migliore, non solo il sapore e la capacità di condire, ma anche l’assenza dei pesticidi nella coltivazione rilevata dalle ultime ricerche diffuse e la lotta al caporalato in cui si impegnano i vari brand.

Abbiamo così raccolto, in un elenco personale (sicuramente parziale) e con una classifica in ordine alfabetico, le 10 migliori passate di pomodoro da mettere in dispensa.

  1. Alce nero. La passata di pomodoro biologico Alce Nero nasce da pomodori a bacca lunga, tra cui le varietà Coimbra e Ercole, coltivati da circa 25 aziende agricole nel Delta del Po, tra Ferrara e Ravenna. I pomodori vengono lavorati entro 10 ore dalla raccolta senza nessuna aggiunta, tranne che un po’ di basilico, che non disturba. Risultato: tradizionale, dolce e omogenea.
  2. Cirio. Fatte “ con il cuore dal 1856”, le passate industriali di questo storico brand sono proposte in due varianti: la Passata Verace e la Passata Rustica. La prima, più dolce, ha una consistenza vellutata, la seconda, naturalmente acida, contiene semi e tracce di bucce.
  3. De Cecco. La passata De Cecco Classica è un prodotto ben realizzato, vellutato, saporito, adatto ai piatti della tradizione e ai sughi a cottura lunga. Disponibile anche in versione Rustica e Bio, senza sale aggiunto.
  4. La Fiammante. ICAB (Industrie Conserve Alimentari Buccino) produce 3 marchi storici, La Fiammante, La Paesana (o F.lli PAUDICE) e La Reale, che hanno fatto la parte del leone nella storia conserviera del Made in Italy al Sud. Tante le proposte, dalle più classiche alla Rustica LicoLife, con alto contenuto di licopene, nessuna delle quali abdica al gusto genuino. In più, dalle aziende arriva l’impegno a combattere lo sfruttamento della manodopera e a consegnare nel giro di poche ore i pomodori per la trasformazione.
  5. Le conserve della nonna. “Non solo buono” è il claim dell’azienda che, però, produce una delle passate più buone. Dolce, vellutata e consistente, viene da pomodori 100% italiani, è disponibile in versione classica, bio, ma anche nelle bottiglie Lampomodoro… per una pasta veloce!
  6. Mutti. Uno dei prodotti più apprezzati sugli scaffali, molto lavorato, omogeneo e anche leggermente concentrato. Passa alla grande controllo su sale e zucchero aggiunti, muffe e pesticidi residuali. Con una veloce cottura una parte dell’acido si addolcisce e la passata acquista più versatilità.
  7. Petti. Su un ideale podio non può non finire la passata Petti, grazie alla lavorazione a bassa temperatura con sale iodato, ma anche alla materia prima, pomodori provenienti da agricoltura integrata in Toscana. Tante le proposte, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Da provare la Extrafine.
  8. Santa Rosa. Da Valfrutta arriva Pomodorissimo, un prodotto genuino, dal persistente aroma di pomodoro crudo, che effettivamente mantiene la promessa in etichetta: “Tutto il sapore del pomodoro crudo”.
  9. Star. Si ispira alla “pummarola” più tradizionale Pummarò di Star, ottenuta dalla spremitura diretta di pomodori freschi, maturi e appena colti. Densa, fine, senza semi e senza bucce e con un pizzico di sale.
  10. Valfrutta. Ancora Valfrutta, per un prodotto industriale molto diffuso, specialmente nella variante Vellutata. Ben lavorato, proveniente da pomodori italiani con l’aggiunta di sale e acido citrico, tiene fede alle promesse, anche se senza eccellere.