Paola e Chiara svelano il motivo dello scioglimento nel 2013

Il duo canoro, che torna a Sanremo 2023 dopo dieci anni di separazione, ha spiegato i motivi di quella sofferta decisione.

Pubblicato il 20 gennaio 2023

La notizia del ritorno di Paola e Chiara è ormai di dominio pubblico da tempo. Le sorelle Iezzi, che dal 1996 al 2013 hanno regalato al pop italiano un successo dopo l’altro, vere e proprie hit come Vamos a bailar a Festival, tornano insieme sul palco di Sanremo 2023, con il nuovo singolo Furore. Ma sono in tanti a chiedersi ancora perché il duo canoro abbia scelto, dieci anni prima, di sciogliersi e prendere strade diverse (Paola si è reinventata come dj e Chiara si è data alla recitazione). Ora sono state proprio loro, con una diretta sul profilo Instagram della minore delle due, a svelare tutta la verità.

Paola e Chiara, via social, hanno iniziato spiegando perché hanno deciso di tornare a fare musica insieme:

Il nostro pezzo parla di unione e di divertimento espresso con grande intensità. Poi non vorrei svelare di più in realtà. La nostra reunion è maturata grazie alla voglia delle persone di rivederci insieme. Ci sono voluti anni, ma è maturata sull’onda dell’entusiasmo della gente. Credo sia stata una delle cose più democratiche che ho visto accadere negli ultimi tempi nel mondo della musica. Qualcosa di noi mancava e a noi mancava il nostro pubblico. Quindi è stato un regalo bello questa ondata di emozione che ci ha travolto e che ci ha spinto a pensare di ricominciare. A Sanremo ci piacerebbe portare il nostro modo di fare musica. L’emozione di essere ancora qui è tanta.

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Poi è arrivato il momento di spiegare il perché dell’allontanamento nel 2013:

L’affetto personale tra noi non è mai mancato, abbiamo avuto le nostre difficoltà come tutti quando si separano, le separazioni non sono mai facili. Ma l’affetto non è mai stato in discussione. È stato lo stress per il lavoro, per non essere capite, per essere rifiutate da tutte le radio sempre. Abbiamo fatto dieci anni da indipendenti che sono stati abbastanza hardcore, ogni singolo che portavamo in radio ci veniva letteralmente tirato in testa. Una volta portavamo un lento e non andava bene perché era lento, una volta uno veloce perché era veloce, e ci dicevano: “Non è quello che vogliamo in questo momento, dovete essere più così, anzi no più colà”. Uno tiene duro ma poi molla, nel pop o c’è un minimo di riscontro da parte delle radio che ti devono supportare o muori.

Descrivendo gli anni da indipendenti, hanno raccontato:

Abbiamo fatto una fatica della madonna per dieci anni cercando di tenere duro e producendoci sempre da indipendenti, sobbarcandoci tutti i costi delle produzioni, dei video, chiedendo favori agli amici… Per anni abbiamo fatto una vita così. Però è stata dura, uno può anche essere di ferro ma a un certo punto crolla. E anche il nostro percorso a un certo punto ha vacillato, ed è stato giusto così: uno non può tutta la vita sputare sangue.

E ancora:

Abbiamo deciso di chiudere perché c’era talmente tanta tensione, talmente tanto nervosismo, che non ce la facevamo semplicemente più a tenere botta. Anche tra di noi c’era troppa tensione, difficoltà, non viaggiavamo più allo stesso ritmo… Non si può avere sempre lo stesso entusiasmo entrambe, a un certo punto uno non è che smette di crederci, ma non ce la fa più.

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