Pinocchio (film 2019): perché non ci ha convinto

Al cinema dal 19 dicembre il nuovo adattamento del celebre romanzo di Collodi, diretto da Matteo Garrone, con Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto.

Pubblicato il 12 dicembre 2019

Matteo Garrone ci riprova: è il suo Pinocchio, nuovo adattamento de Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, celeberrimo romanzo di Collodi uscito a puntate dal 1881 al 1882, che arriva al cinema a Natale 2019, il 19 dicembre, distribuito da 01Distribution in 600 copie.

Pinocchio, tutte le precedenti versioni

Il regista romano aggiunge il suo nome alla lunga lista di quelli che si sono cimentati nell’opera collodiana (annoverata da Benedetto Croce tra le più grandi della letteratura italiana) e di chi dal personaggio del burattino di legno si è lasciato influenzare, dal Pinocchio prodotto da Walt Disney, film Disney del 1940, allo sceneggiato televisivo diretto da Luigi Comencini nel 1972 (con Nino Manfredi nel ruolo di Geppetto e Gina Lollobrigida la Fata dai capelli turchini) fino al Pinocchio di Roberto Benigni del 2002 (che le musiche di Nicola Piovani e le scene e i costumi di Danilo Donati non riuscirono a salvare da un clamoroso flop al botteghino).

Gigi Proietti e Federico Ielapi in Pinocchio (Courtesy Press Office)

Dopo le fiabe di Giambattista Basile de Lo cunto de li cunti, adattato nel film Il racconto dei racconti (sette David di Donatello), Garrone, alla sceneggiatura insieme a Massimo Ceccherini, torna quindi ad ambientazioni fantastiche, supportato dalla sua troupe ormai collaudatissima: lo scenografo Dimitri Capuani, il costumista Massimo Cantini Parrini, al montaggio Marco Spoletini, direttore della fotografia Nicolaj Bruel (che da Dogman ha preso il posto dadi Peter Suschitzky, a cui si deve la fotografia de Il racconto dei racconti).

Pinocchio, il cast

Nel cast di questo nuovo Pinocchio, il piccolo Federico Ielapi nei panni del burattino, Roberto Benigni, Geppetto, Gigi Proietti nel ruolo di Mangiafuoco. Il gatto e la volpe hanno i volti di Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini, mentre la Fata è la bellissima Marine Vacht, celebre volto di molte campagne di Chanel (ad Alida Aldari Calabria il compito di interpretare la Fatina da bambina).

Pinocchio di Matteo Garrone, recensione

Cosa ci è piaciuto e cosa non ci ha convinto in questa nuova versione del film su Pinocchio del regista romano? Eccolo spiegato, punto per punto.

Federico Ielapi in Pinocchio (Courtesy Press Office)
  • È soprattutto ai reparti di scenografia e di costume che si deve molto del fascino visivo del film di Matteo Garrone: splendide le location (scelte tra il Lazio, la Toscana e la Puglia) e le ricostruzioni di una Toscana sospesa nel tempo, bagnata da luci ovattate e color ocra; perfetti i costumi e la progettazione dei personaggi (opera del character designer Pietro Scola di Mambro, che aveva già collaborato con Garrone in Dogman). Su tutti, lascia il segno il personaggio della Lumaca, interpretata da una brava Maria Pio Timo: difficile non amare la sua veste e la sua enorme chiocciola, la sua lentezza e la calda (e viscida) presenza.
  • Encomiabili gli effetti speciali (affidati stavolta a Chromatica). Garrone confeziona un film dall’afflato internazionale, che nulla ha da invidiare a blasonate produzioni d’oltreoceano. Gli interventi in post-produzione non sono mai invadenti, ma tutti calibratissimi e al servizio della storia. Deliziosi gli uccellini, convocati dalla Fatina in soccorso per il naso del bugiardo Pinocchio.
  • Sarà che dopo la versione di Comencini, il Pinocchio di un’intera generazione, e la pessima riduzione di Benigni proprio non si sentiva mancanza di un ennesimo adattamento del romanzo di Collodi, ma nelle quasi due ore di film dalle disavventure di Pinocchio non si è quasi mai coinvolti. Il burattino di legno pensato da Garrone è incapace di suscitare empatia, malgrado il piccolo Ielapi sia molto più in parte di tanti suoi colleghi più navigati.

    Una scena di Pinocchio diretto da Matteo Garrone (Courtesy Press Office)
  • Se Ceccherini e Papaleo riescono a mettersi al servizio dei loro personaggi, non altrettanto fanno due mostri sacri delle scene italiche come Roberto Benigni (premio Oscar per La vita è bella) e Gigi Proietti che appaiono “legnosi” e poco coinvolti – e coinvolgenti – negli abiti di Geppetto e Mangiafuoco.
  • Sorprende l’interpretazione del Lucignolo con il grazioso volto di Alessio di Domenicantonio (già sul set ne L’isola di Pietro 3 andata in onda su Canale 5): con il suo broncetto prende la scena e rimane nel cuore.
Federico Ielapi nel film diretto da Matteo Garrone (Courtesy Press Office)

Pinocchio: il Geppetto di Roberto Benigni

Geppetto? “È il super babbo per eccellenza, il più famoso del mondo insieme a San Giuseppe, entrambi con due figli adottivi piuttosto discoli“, ha detto in conferenza stampa Roberto Benigni spiegando alla stampa il personaggio del celeberrimo falegname interpretato nel Pinocchio di Matteo Garrone.

E ha poi aggiunto: “È la seconda volta che interpreto un padre dopo La vita è bella, ma lì è lui a dire una grande bugia, qui  tocca invece a Pinocchio. Per la mia interpretazione ho pensato a cosa potesse sentire un padre e alla sua dignitosissima povertà che si trasforma che si trasforma in ricchezza“.

Gli ho proposto la sfida di un personaggio segnato dalla povertà e dal tempo e lui lo ha accettato con grande entusiasmo. È stato straordinario, generoso, coraggioso. Avevamo fatto un accordo di non farci reciproci complimenti, ma il patto è infranto“, gli ha fatto eco Matteo Garrone durante l’incontro con i giornalisti.

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  • Pinocchio | Ufficio Stampa