Sanremo 2020: Roberto Benigni recita un brano de Il Cantico dei Cantici

Poche battute, qualche riferimento alla politica e poi subito un'interpretazione erotica e femminista dell'antico testo biblico.

Spettacolo

Quando mi dicono Sanremo per me è come dire Pinocchio, è una favola, è il 70esimo anniversario, è la festa degli italiani più bella, è veramente una favola! Sarà un Sanremo straordinario“: così Roberto Benigni aveva commentato la sua partecipazione alla 70esima edizione del Festival di Sanremo 2020, ed effettivamente il mattatore non ha deluso le aspettative.

Esuberante ed energico come al solito, l’attore è arrivato sul palco accolto da un’ovazione del pubblico e da un Amadeus che ha ricordato subito il celebre “incidente” con Pippo Baudo e l’edizione del 1980 condotta dallo stesso interprete toscano.

Non è mancata neanche una stoccata politica, quando Benigni commentando quanto i tempi siano cambiati in 40 anni ha fatto riferimento a Matteo Salvini: “Ora è tutto diverso, quest’anno si può votare anche col citofono, voi venite qui e dite sappiamo che qui c’è gente che canta e votate“.

Anche questa volta Benigni porta sul palco dell’Ariston un testo alto della tradizione italiana e mondiale, decisamente più antico della Costituzione italiana o della Divina Commedia di Dante Alighieri. L’attore lo descrive come una cover, assolutamente appropriata vista la natura della terza serata della kermesse canora: “Ho cercato la canzone più bella, l’ho trovata. È una specie di cover, la più bella del mondo. È il Cantico dei Cantici che sta nella Bibbia. Non vi spaventate, è la canzone più bella nella storia dell’umanità, di 2400 anni fa“.

Quella di Benigni è una lettura interpretativa che sfida benevolmente la versione ufficiale della Chiesa, un’esegesi personale carica di eros: “Dentro al Cantico dei Cantici c’è erotismo, amore fisico, cose forti. Per tenerlo nella Bibbia che imbarazza ancora, si sono inventati delle cose. Hanno cominciato a parlare di simboli: lui rappresentava Dio , lei la Chiesa. La verità è che è un poema dedicato alla femminilità.”

Ritorna dunque il tema muliebre che sta attraversando come un fil rouge questa 70esima manifestazione sanremese: “La protagonista è una donna, 2400 anni fa , una cosa inaudita. Una donna potrebbe aver scritto il libro più bello e voluttuoso della Bibbia. Dopo anni di buio e mortificazione, dove l’amore fisico era considerato un peccato, si benedice la gioia del sesso. Nel Cantico dei Cantici c’è l’amore, la dolcezza, l’amore fisico, e questo fa più paura delle guerre“.

Quello di Benigni però è un amore senza distinzioni di genere, una passione “che lega uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna“, anche in linea con la decisione di leggere una versione anteriore a tutte le altre oggetto di revisioni e di attenuazioni lessicali. Un inno all’amore il suo, d’altro canto a Sanremo è il tema principale: “È l’infinito messo alla portata di ognuno di noi. Non esiste vita umana, nessuna vita che almeno per un momento non sia stata immortale. Ognuno di noi lo è stato, e tutti voi sapete quando è successo. Noi, che abbiamo avuto in sorte questo scherzo grandioso di essere al mondo. Per amore, e per fare l’amore. Che ne facciamo sempre poco, anche le nuove generazioni“.