Nella dieta dimagrante, di solito, si eliminano subito i carboidrati: pasta, patate e pane vengono consumati con il contagocce. La pasta, in particolare, è croce e delizia per tutti coloro che vogliono perdere peso: alimento appetitoso, in grado di saziare e deliziare le papille gustative, la pasta rimane un alimento che nella dieta dimagrante di solito viene ridotto o eliminato del tutto.

Come fare per non tradire la dieta dimagrante e il proprio palato? Innanzitutto è bene sapere che non esiste solo la pasta di grano duro, quella che comunemente consumiamo. Esistono altri tipi di pasta: quella integrale, quella di riso e quella di soia. Vediamo quali sono le loro caratteristiche e per cosa sono ideali, tenendo sempre presente che l’alimentazione deve variare e che, per motivi strettamente legati alla salute, non può esse monotona.

La pasta integrale contiene molte fibre e sazia molto più facilmente della normale pasta: pertanto la si può mangiare in quantità modiche e, allo stesso tempo, può risolvere problemi legati alla stitichezza. La pasta integrale viene ricavata dal chicco di grano puro: mantenerlo intatto garantisce il corretto apporto di sali minerali e antiossidanti. La pasta integrale, seppure molto buona per la protezione di cuore e intestino, non va consumata ogni giorno, dal momento che, a lungo andare, l’acido fitico contenuto al suo interno può limitare l’assimilazione di ferro e calcio.

La soia è presente sotto molteplici forme: dalla farina, all’olio, passando per il latte, il formaggio o i germogli, questo alimento vegetale è variamente declinabile. La pasta è solo una delle forme in cui si può trovare la soia. La pasta di soia, essendo spesso mescolata al frumento, contiene cereali, quindi non può essere consumata dai celiaci – bisogna sempre controllare il marchio con la spiga barrata. La soia contiene isoflavonoidi, indispensabili al sostegno della produzione ormonale femminile. Allo stesso modo, i filoestrogeni aiutano il fisico carente di estrogeni (specie durante la menopausa e per l’osteoporosi) e diminuiscono le possibilità di sviluppo del tumore al seno.

La soia aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo e, per chi è vegetariano, garantisce il giusto apporto proteico. Tuttavia gli alimenti a base di soia non possono sostituire in toto i prodotti tradizionali, poiché si rischia di non assimilare lo zinco in modo opportuno. In ogni caso, la pasta di soia è molto utile per chi soffre di diabete. Il latte di soia, invece, si rivela un valido sostituto del latte vaccino: è molto più leggero e può essere consumato da chi soffre di intolleranze al lattosio. I germogli di soia, infine, contengono vitamina C e acido folico, e la germinazione a cui sono sottoposti li rende particolarmente digeribili.

La pasta di riso è indicata per i celiaci, ma non del tutto per i diabetici, poiché ha un indice glicemico maggiore rispetto agli altri tipi di pasta. Non contenendo conservanti e additivi, può essere consumata tranquillamente anche da parte di chi ha problemi digestivi; non contiene colesterolo, ma contiene la gemma di riso, che garantisce un apporto nutrizionale piuttosto completo. La pasta di riso deve cuocere molto di più della pasta normale; tuttavia tende a non scuocere e ad assorbire bene i condimenti: leggera e ottima da gustare in qualsiasi salsa, è ideale per chi sia stanco di consumare il solito riso in chicchi e voglia mangiare, ogni tanto, la pasta.

Infine, è bene segnalare la presenza di un tipo di pasta ottenuta dalla lavorazione di riso e mais: è un prodotto senza glutine, indicato per le diete dimagranti che devono seguire i celiaci, a cui spesso si accompagnano snack, pane e dolcetti ottenuti solo dalla farina di riso e mais.