Capelli estate 2021: le tendenze secondo gli hairstylist
Colori caldi, frange e accessori bene in vista. E ancora semplicità e trattamenti beauty: ecco tutti i trend in fatto di capelli per l'estate
Colori caldi, frange e accessori bene in vista. E ancora semplicità e trattamenti beauty: ecco tutti i trend in fatto di capelli per l'estate

Dagli accessori per capelli dalle forme over (e logati) al taglio mullet e alla tonalità caramello per capelli sunkissed, effetto vacanza: sono tantissime le ispirazioni (anni’80 e ’90) che si ritroviamo nelle tendenze dei capelli per l’estate 2021. Ogni annata che si rispetti ha le sue mode del momento, e il 2021 – nonostante il complicato momento storico che stiamo vivendo – non fa eccezione.
Per questa estate gli hairstylist come al solito non hanno dubbi e hanno decretato quali sono le tendenze ufficiali con le quali potremo “spettinare” le chiome. Ecco una carrellata delle tendenze in voga per i capelli per l’estate 2021.

Partiamo dagli accessori per capelli, gli hairstylist ne sono sicuri: più grandi sono e meglio è. E pensare che sembravano stessero sparendo dalla circolazione. L’estate 2021 vede la ricomparsa di fermagli, mollette & co. nella loro versione più gigante e preziosa: sì a pietre luccicanti e decorazioni colorate. Perfetti anche per le cerimonie.
Se fino a poco fa si parlava di balayage, la parola d’ordine in fatto di capelli per l’estate 2021 è caramello. Travis Balcke, hairdresser che mette le mani sulle chiome delle celebrità oltreoceano, ha parlato di “capelli da vacanza”, come fossero baciati dal sole. Per quanto riguarda il colore infatti, la tendenza dell’ultimo anno è quella di abbandonare la tinta unita per favorire un posizionamento ragionato e multi-livello del colore sui capelli.
Mark Thompson, Artistic and Events Manager presso L’Oréal Professionnel, ne è convinto: “Stanno tornando di moda i tagli dalle linee nette, soprattutto nel caso di tagli corti come il bob“.
Tutta colpa di Rihanna prima e Miley Cyrus poi: il 2021 ripropone anche il mullet, un taglio azzardato, non proprio alla portata di tutti ma rivisitato in diverse chiavi per trovare l’accordo perfetto anche sui volti meno armoniosi.
Non si può dimenticare l’attuale ricerca di semplicità ed essenzialità, nonché le difficoltà che i lockdown e le chiusure commerciali hanno generato nella nostra società. Per questo anche i look dei capelli stanno subendo questa necessità di creare acconciature che siano facili da mantenere anche una volta usciti dai saloni di bellezza. Via libera a tagli più corti e colori naturali.
Si parla di effetto “gloss”. I servizi professionali che mirano alla lucidatura dei capelli sono il trattamento principale per questo 2021. Questo perché c’è sempre più attenzione alla salute e alla cura del proprio aspetto e i capelli fanno pienamente parte di questo processo beauty. Basta pensare al metodo Yuko, la stiratura giapponese che fa splendere i capelli come fossero una superficie di specchio.
Complice la scelta fatta da alcune star che si sono fatte vedere sui social con questo look, la frangia a tendina promette di spopolare quest’estate, come alternativa più fattibile della classica frangia.
Sempre sull’onda della semplicità e della genuinità che tanto ci è mancata in questi mesi, sembra esserci un ritorno alle origini, verso una valorizzazione dei capelli naturali rispetto a trattamenti che ne modificano la loro sostanza: sempre Travis Balcke ha spiegato come le persone stanno sbocciando una seconda volta e mostrandosi per quello che sono veramente, di conseguenza anche i capelli si mostrano per quello che sono: ricci, ondulati, lisci e così via. Soprattutto nel caso dei ricci, si sta sempre di più valorizzando il capello, piuttosto che costringerlo ad altre texture con trattamenti aggressivi ed estremi.
Se da una parte si intravedono i tagli netti sui capelli corti, per quanto riguarda invece i capelli lunghi, sembra si stiano abbandonando le lunghezze piene e pesanti a favore di forma e movimento, ottenute con diversi livelli di taglio. Un’alternativa valida soprattutto per chi possiede capelli fini e privi di volume.

I capelli ricci hanno una personalità unica: si muovono, cambiano forma, raccontano volume, energia e naturalezza. Proprio per questo, però, richiedono una routine più attenta rispetto ad altre tipologie di capelli. La loro struttura, spesso più porosa e incline alla secchezza, può renderli più soggetti a crespo, perdita di definizione e difficoltà di pettinatura. Per valorizzarli al meglio, non serve complicare la routine con troppi passaggi, ma scegliere prodotti adatti, gesti delicati e tecniche di styling rispettose della fibra capillare. L’obiettivo è mantenere i ricci elastici, morbidi e definiti, senza appesantirli né alterarne il movimento naturale. La detersione: il primo gesto per ricci morbidi e leggeri La routine dei capelli ricci inizia dalla detersione. Questa tipologia di capello tende a perdere idratazione più facilmente, quindi è importante scegliere shampoo delicati, pensati per detergere senza lasciare la fibra ruvida o eccessivamente secca. Un buon prodotto per capelli ricci dovrebbe aiutare a rimuovere impurità, residui di styling e sebo in eccesso, mantenendo però una sensazione di morbidezza e comfort sul cuoio capelluto. Lavaggi troppo frequenti possono rendere i ricci meno definiti e più difficili da gestire. Dopo lo shampoo, il balsamo diventa un passaggio fondamentale. Aiuta a districare, ridurre la formazione di nodi e rendere i capelli più elastici al tatto. Per evitare di spezzare la fibra, è meglio pettinare i ricci quando sono ancora bagnati, usando le dita o un pettine a denti larghi, sempre con movimenti delicati. Idratazione e nutrimento: perché i ricci ne hanno bisogno I capelli ricci possono apparire facilmente opachi, crespi o poco definiti quando non ricevono abbastanza idratazione. Per questo, una routine efficace dovrebbe includere trattamenti pensati per mantenere la fibra morbida e più disciplinata. Maschere, creme senza risciacquo e trattamenti nutrienti possono aiutare a migliorare l’aspetto del riccio, rendendolo più elastico e luminoso. Le formule con ingredienti emollienti, come oli vegetali, burro di karité o aloe vera, possono essere utili quando i capelli appaiono secchi o difficili da modellare. Anche in questo caso, è importante ricordare che non è il singolo ingrediente da solo a fare la differenza, ma la formula completa del prodotto che lo contiene, pensata per rispondere alle esigenze della fibra capillare. La quantità di prodotto è altrettanto importante: troppo poco potrebbe non bastare, troppo rischia di appesantire il riccio. Il consiglio è applicare il trattamento sulle lunghezze, insistendo sulle punte, e distribuire bene il prodotto per ottenere un risultato più uniforme. Definizione e styling: come esaltare la forma naturale La definizione è uno degli aspetti più importanti nella routine dei capelli ricci. Creme modellanti, gel leggeri e schiume per capelli specifiche possono aiutare a dare forma al riccio, ridurre l’effetto crespo e mantenere il movimento più ordinato durante la giornata. Una tecnica molto utile è lo scrunching, che consiste nel raccogliere le ciocche tra le mani e stringerle delicatamente dal basso verso l’alto. Questo gesto aiuta a valorizzare la forma naturale del riccio e a distribuire meglio il prodotto di styling. Anche l’asciugatura incide molto sul risultato finale. Il diffusore, usato a temperatura moderata e potenza non troppo alta, permette di asciugare i capelli senza disfare la forma del riccio. Quando possibile, si può alternare con l’asciugatura all’aria, soprattutto nelle stagioni più miti. Meglio invece limitare l’uso frequente di piastre e strumenti ad alte temperature, perché possono rendere i capelli più secchi, fragili e meno elastici. Per migliorare l’aspetto dei propri capelli ricci e costruire una routine più personalizzata, si può scoprire il metodo ricci, utile per capire come combinare detersione, idratazione e styling in base alle esigenze della propria chioma. Come adattare la routine alle stagioni I capelli ricci cambiano molto in base al clima. In estate, raggi UV, salsedine, cloro e lavaggi più frequenti possono rendere le lunghezze più secche e meno definite. In questo periodo, può essere utile scegliere trattamenti idratanti, formule protettive e prodotti leggeri che aiutino a mantenere il riccio morbido senza appesantirlo. In inverno, invece, freddo, vento e aria secca degli ambienti riscaldati possono aumentare l’effetto crespo e rendere i capelli più ruvidi. In questi mesi, maschere nutrienti, creme senza risciacquo e oli leggeri possono aiutare a mantenere la fibra più morbida e luminosa. Anche la notte può influire sulla definizione. Dormire su una federa in seta o raccogliere i capelli in modo morbido può aiutare a ridurre l’attrito, limitando nodi, crespo e perdita di forma. Scegliere prodotti adatti ai propri ricci Non tutti i ricci sono uguali. Alcuni sono più morbidi e ampi, altri più stretti, altri ancora tendono facilmente al crespo o alla secchezza. Per questo, la scelta dei prodotti dovrebbe partire dall’osservazione della propria chioma. Se i capelli appaiono secchi e poco elastici, può essere utile inserire trattamenti più nutrienti. Se invece risultano appesantiti o perdono volume, meglio preferire texture leggere, come creme fluide o schiume per capelli. Se il problema principale è il crespo, può aiutare una routine più ricca di prodotti leave-in e trattamenti disciplinanti. La routine ideale nasce dall’equilibrio: detergere con delicatezza, idratare con costanza, definire senza irrigidire e adattare i prodotti al momento dell’anno e allo stato dei capelli. Articolo con contenuti promozionali

Il brufolo “da emergenza” e quello che sta maturando: non sono la stessa cosa C’è un momento preciso in cui un brufolo decide di farsi notare: spesso è la sera, davanti allo specchio del bagno, con la luce impietosa che sembra progettata per mettere in risalto ogni micro-rilievo. Il primo istinto è schiacciarlo, il secondo è cercare un rimedio rapido che non trasformi l’area in un campo di battaglia. Qui entra in gioco una distinzione utile, quasi terapeutica: brufolo con testa bianca già formata, brufolo infiammato e profondo, oppure micro-comedone che sta solo “annunciando” la sua presenza. I cerotti funzionano meglio quando c’è qualcosa da assorbire o proteggere, cioè quando la lesione è superficiale o quando vuoi evitare sfregamenti, mani curiose, telefono appoggiato sulla guancia e quella frangia che sembra sempre un po’ troppo entusiasta di toccare proprio lì. Se invece senti un nodulo doloroso sotto pelle, il cerotto può aiutare come barriera, ma non è la bacchetta magica: lì servono calma, routine gentile e, se succede spesso, una chiacchierata con un dermatologo. Come funzionano davvero i pimple patch (e perché non sono tutti uguali) Il cuore della faccenda è l’idrocolloide, un materiale che crea un ambiente protetto e può assorbire i fluidi, riducendo il rischio di toccare e traumatizzare la zona. Tradotto in vita reale: meno crosticine strappate “per sbaglio”, meno arrossamenti che durano giorni, più possibilità che la pelle faccia il suo lavoro senza interferenze. Alcuni cerotti sono minimalisti, altri aggiungono ingredienti lenitivi o sebo-regolatori. Non significa automaticamente “meglio”: dipende da sensibilità, tipo di lesione e da quanto la tua pelle tollera gli attivi. Se vuoi farti un’idea delle varie opzioni e formati, una panoramica utile è quella dei Pimple Patches, perché rende chiaro che esistono patch sottilissimi da giorno e versioni più “cuscinetto” da notte. La routine pratica: quando metterli, quanto tenerli, quando cambiarli Prima regola: pelle pulita e asciutta, sempre Sembra banale, ma è qui che molti inciampano. Il cerotto aderisce bene solo su pelle pulita e completamente asciutta. Dopo la detersione, tampona e aspetta qualche minuto. Se applichi tonici molto umidi o creme ricche proprio sotto al patch, rischi che si stacchi oppure che faccia una piega e diventi un magnete per pelucchi e polvere. Quanto tempo tenerlo su (e come capire che ha lavorato) In genere si lascia in posa diverse ore: c’è chi li mette la sera e li toglie al mattino, chi li usa di giorno come scudo anti-tocco. Un segnale classico è quando il patch diventa opaco o leggermente biancastro al centro, segno che ha assorbito. A quel punto, cambiarlo ha senso. Se lo togli dopo mezz’ora per controllare “com’è sotto”, stai un po’ sabotando l’idea di barriera protettiva. Il momento del distacco: niente strappi da ceretta improvvisata Staccalo lentamente, tenendo la pelle ferma con un dito. Se è molto aderente, inumidisci leggermente i bordi con acqua tiepida. Poi valuta: se l’area è arrossata, scegli una crema lenitiva leggera; se è ancora attiva, puoi applicarne uno nuovo, ma senza trasformare il patch in una punizione a tempo indeterminato. Errori comuni che fanno odiare i cerotti (pur non essendo colpa loro) Metterli su un brufolo “chiuso” sperando nel miracolo Se non c’è apertura o materiale superficiale, l’idrocolloide ha poco da assorbire. In questi casi il patch può comunque proteggere dallo sfregamento, ma aspettati un risultato più discreto: meno irritazione, non necessariamente “sparizione” in una notte. Usarli sopra attivi irritanti Se sotto hai appena applicato un trattamento molto forte, il cerotto può creare un effetto “occlusione” e aumentare pizzicore o rossore. Quando sai che la tua pelle si infiamma facilmente, meglio patch su pelle pulita e basta, oppure dopo uno strato sottilissimo di prodotto lenitivo ben asciugato. Trattarli come soluzione unica, ignorando la causa Se i brufoli sono ricorrenti sempre nella stessa zona, spesso c’entrano abitudini ripetute: mascherine e sfregamento, cuscino non cambiato, make-up troppo coprente, stress che si legge sulla pelle come un sottotitolo. I patch sono una gestione intelligente dell’episodio, ma non sostituiscono una routine coerente. Come abbinarli al make-up senza l’effetto “adesivo da cancelleria” La scena è questa: appuntamento, riunione, cena improvvisata, e tu con il patch che vorresti fosse invisibile come un filtro. Qui contano due cose: spessore e finitura. I patch più sottili possono funzionare bene sotto un correttore leggero tamponato ai bordi, senza trascinare. Se usi fondotinta coprenti, il rischio è che il bordo si noti di più, quindi meglio un’applicazione puntuale, quasi chirurgica. Un trucco onesto è cambiare prospettiva: a volte il patch visibile comunica “sto gestendo la cosa” e basta. Se ti senti a tuo agio, può diventare un dettaglio pratico, non una dichiarazione di guerra alla tua faccia. Mini guida alla scelta: forma, spessore, ingredienti e momento d’uso Di giorno: sottili e discreti Per la giornata, scegli patch sottili, con bordi che si fondono bene sulla pelle. Sono ideali quando vuoi evitare di toccare la zona e limitare attriti con telefono, sciarpe, colletti e capelli. Funzionano anche come promemoria fisico: “non stuzzicare”. Di notte: più assorbenti, più protettivi La notte è il momento in cui puoi puntare su patch più spessi e assorbenti. Se tendi a muoverti molto nel sonno, la barriera fisica aiuta anche a evitare micro-traumi da cuscino. Qui la parola chiave è costanza: una o due notti ben gestite spesso valgono più di dieci controlli ansiosi allo specchio. Se la pelle è sensibile: meno è meglio Se reagisci facilmente, scegli cerotti essenziali, senza troppi attivi, e testa prima su un’area piccola. Un arrossamento leggero può capitare, ma bruciore persistente o irritazione netta è un segnale per cambiare tipo di patch o ridurre la frequenza. Dove si incastrano in una routine “marziana” ma realistica Una routine che funziona davvero di solito è noiosa al punto giusto: detersione delicata, idratazione che non appesantisce, protezione solare, e trattamenti mirati quando servono. I pimple patch sono la parentesi pragmatica: li usi quando c’è un brufolo che vuoi proteggere e gestire, senza trasformare la pelle in un progetto di restauro. Se ti piace esplorare la skincare coreana e i suoi accessori intelligenti, trovi spesso selezioni ampie e aggiornate anche su Little Wonderland, ma la regola d’oro resta la stessa: scegli in base al momento della tua pelle, non in base al panico del momento. E quando tutto sembra andare storto, ricordati la cosa più terrestre di tutte: la pelle non ama la fretta. Ama i gesti piccoli, ripetuti, e quel minimo di gentilezza che, stranamente, è anche la strategia più efficace. Articolo con contenuto promozionale

I sintomi e i rimedi più efficaci per l'eritema solare, ma anche i consigli utili per prevenirlo e proteggere la tua pelle dai raggi UV.

Dalla presenza online allo styling innovativo, esistono numerosi modi per accrescere la competitività: vediamo insieme qualche strategia per affermarsi nell'hairdressing.

Incarnato naturale, con guance rosate e leggermente abbronzate, occhi protagonisti grazie a ombretti e eyeliner grafici, labbra a effetto gloss: ecco i trucchi che saranno protagonisti della bella stagione.

Nel panorama della chirurgia estetica, due combinazioni di interventi hanno rivoluzionato il settore: il Mommy Makeover e il Menopause Makeover. Il primo è un insieme di interventi di chirurgia estetica progettati per aiutare le donne a recuperare la forma fisica e l'aspetto che avevano prima della gravidanza, o per migliorare alcune aree del corpo che possono essere cambiate durante la maternità, soprattutto addome, seno e altre aree soggette a rilassamento cutaneo o perdita di tono. Il secondo, invece, è scelto dalle donne che sono entrate in menopausa. Oggi, a questi si aggiunge a questa élite una terza opzione emergente che punta a ripristinare il volume e contrastare l'invecchiamento, distinguendosi per la sua unicità, il cosiddetto Ozempic Makeover, che segue il grande successo che il farmaco, inizialmente pensato per i pazienti con diabete di tipo 2, ha riscosso negli ultimi tempi anche fra molte celebrità di Hollywood - con conseguenti, inevitabili polemiche - per la sua grande capacità di accelerare la perdita di peso. Secondo il chirurgo plastico di New York, Elie Levine, l’aumento dei trattamenti estetici post-perdita di peso è una naturale conseguenza della crescente popolarità di farmaci come Ozempic, per rappresentare il "tocco finale" dopo aver perso quei chili difficili da eliminare con dieta ed esercizio. "Molti di questi pazienti hanno un’attenzione particolare per l’estetica - spiega Levine a New Beauty - Chi utilizza farmaci GLP-1 per perdere gli ultimi chili spesso desidera massimizzare i risultati con trattamenti mirati". La perdita di peso significativa, inoltre, consente a molti pazienti di accedere a interventi estetici che prima non erano possibili: "Dopo una perdita di peso importante, i pazienti diventano potenziali candidati per interventi chirurgici. Questo potrebbe significare una qualificazione per un’addominoplastica o risultati migliorati con liposuzione e rassodamento cutaneo". Cos’è un Ozempic Makeover? Oltre a Ozempic, esistono altri farmaci GLP-1 usati per la perdita di peso, e i trattamenti inclusi nell’Ozempic Makeover sono indicati per chiunque abbia perso peso rapidamente, sia tramite farmaci, interventi chirurgici, dieta o esercizio. "La perdita di peso rapida ha molteplici effetti - spiega il dottor Levine - Le persone possono apparire emaciate, sviluppare rilassamento del collo, delle guance e della pelle, e manifestare perdita di volume che interessa tutto il corpo. Nelle donne, il seno può perdere volume e risultare cadente, mentre l’addome può apparire rilassato. Questo fenomeno influisce su tutto il corpo". Anche chi non ha perso molto peso, però, potrebbe notare alcuni di questi effetti. "Pazienti naturalmente magri che usano questi farmaci possono riscontrare cambiamenti significativi. Spesso appaiono emaciati a causa della perdita di volume facciale e di una definizione ridotta della mandibola. Tuttavia, non hanno abbastanza pelle in eccesso per trarre beneficio dalla rimozione chirurgica, motivo per cui utilizzo tecniche di rassodamento laser e volume strategico". I pazienti che richiedono un Ozempic Makeover rientrano solitamente in due categorie principali, ciascuna con trattamenti personalizzati: Per chi ha una quantità limitata di pelle in eccesso, i trattamenti si concentrano su tecniche di rassodamento cutaneo come la radiofrequenza, i filler o i trasferimenti di grasso per ripristinare il volume perso; in questo caso, i trasferimenti di grasso si rivelano particolarmente efficaci per ripristinare il volume in viso o per interventi di aumento del seno o dei glutei. Quando la perdita di peso è significativa, invece, si opta per procedure chirurgiche più complesse: "Gli interventi possono variare da un lifting facciale con trasferimento di grasso a un aumento o lifting del seno, fino a un’addominoplastica con liposuzione e trasferimento di grasso ai glutei - chiarisce il chirurgo - Questi interventi affrontano l’eccesso di pelle e ridefiniscono il contorno corporeo". "Per un po' di tempo si è trattato davvero di esaltare le curve con cambiamenti drastici come il BBL (Brasilian Butt Lift) - spiega a Vanity Fair Steven Williams, chirurgo plastico certificato in California ed ex presidente della American Society of Plastic Surgeons - ora c'è il concetto di apparire meno artificiale e un cambiamento nell'estetica verso forma un po' meno sinuose [...] ora che le persone hanno uno strumento efficace per perdere peso, c’è un ripensamento complessivo delle curve e della silhouette". C'è un momento giusto per affidarsi a un Ozempic Makeover? Levine suggerisce massima cautela in merito: "Dico spesso ai miei pazienti che per ottenere il massimo da un intervento, è necessario rallentare. Se il paziente perde altri 10-15 chili dopo la procedura, il risultato potrebbe non essere ottimale". L'ideale, quindi, sarebbe raggiungere e mantenere un peso stabile, prima di decidere di sottoporsi a qualunque tipo di intervento estetico.

Come fare per capire se un profumo è giusto per noi o per la persona a cui vogliamo fare un regalo? Semplicemente annusarlo a volte non basta, sia perché con gli acquisti online non si può fare, sia perché un’annusata veloce non basta. Dobbiamo conoscere le sue note.

Il periodo della menopausa è un momento molto delicato per la vita delle donne, a causa delle variazioni ormonali. Ad essere interessata dai cambiamenti è anche la pelle, che perde elasticità e luminosità ed è soggetta alla comparsa dei segni del tempo.

Con colori caldi, labbra in primo piano e incarnato luminoso, lo Spanish Make-Up si conferma il vero trend di fine anno. Ma come realizzarlo?