Dior Autunno-Inverno 2020/2021

Maria Grazia Chiuri apre la Paris Fashion Week con una sfilata hippie chic curata con il collettivo femminista Claire Fontaine.

Pubblicato il 25 febbraio 2020

We are All Clitoridian Women“, “When Women Strike The World Stops“, “Feminine Beauty is a Ready-Made”⁠, “Patriarchy = Climate Emergency“: sono solo alcune delle frasi che campeggiano sulla passerella dove è stata presentata la collezione Dior Autunno-Inverno 2020/2021.

La sfilata di moda di Maria Grazia Chiuri apre a tutti gli effetti la Paris Fashion Week e – come capita da qualche anno – lo fa con l’ennesimo, potentissimo, messaggio femminista. Stavolta l’artista a cui Chiuri si è affidata è il collettivo Claire Fontaine che ha realizzato una serie di manifesti illuminati sospesi e un patchwork di giornali per il pavimento.

Dior Autunno-Inverno 2020/2021 (Courtesy Press Office)

La sede è stata accolta accanto alla fontana ottagonale nel Jardin des Tuileries e annuncia l’inizio di una collaborazione quinquennale tra la maison e il Museo del Louvre e per finanziare una serie di importanti progetti ecologici, paesaggistici e di restauro nei magnifici e storici giardini pubblici nel centro di Parigi.⁠

Gli ospiti sono stati accolti dall’ambigua frase “I Say I“, opera sempre del collettivo femminista, che prende il nome da un marchio francese di quaderni scolastici, che utilizza il posizionamento pubblico di insegne luminose basate su testo per sottolineare le contraddizioni nella società. La linea fa riferimento all’introduzione al manifesto della critica d’arte diventata attivista femminista Carla Lonzi, che presta anche il suo nome a “Io Dico Io – I Say I“, una mostra sostenuta da Dior su artiste italiane alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, in programma dal 23 marzo al 21 giugno 2020.

I look in passerella? Un trionfo di uscite hippie chic, con bandane in testa e un mare di frange (che si prospettano vero tormentone della prossima stagione).

La donna della Dior Autunno-Inverno 2020/2021 indossa tailleur sartoriali con giacche Bar e jumpsuit, anche in versione di pelle e di denim. Alterna capispalla in lana lavorata a maglia a mantelle très chic.

Maria Grazia Chiuri si diverte a mescolare i pattern e le ispirazioni, in outfit di pois e check, di principe di Galles e camouflage, gonne di tulle con maglioni a rombi; a rubare oggetti fino a ieri tipici del guardaroba maschile, come la cravatta e il gilet, e li conferma più femminili che mai.

E se per il giorno manda in scena maxi piumini e cappotti in tweed, per la sera compaiono abiti fatti di frange colorate e quelle creazioni tutte plissé e trasparenze che fanno da tempo la fortuna della maison.

Ai piedi tornano gli anfibi e le décolleté da indossare con collant al ginocchio traforati, scarpe basse per la sera e – già visti anche a Milano – stivali di gomma, colorati e impreziositi di eco-fur.

La palette dei colori si gioca molto sul nero e su diverse uscite in bianco, si tinge di rosso e di verde, si trasforma con il passare delle ore del giorno, in romantici malva e pistacchio.

Parterre de roi nel front row. Avvistate in prima filma Alexa Chung, Cara Delevingne, Karlie Kloss, Sigourney Weaver e la figliaCharlotte Simpson, Maya Hawke, Olivia Palermo, Rachel Brosnahan, Demi Moore, Bianca Jagger, Carla Bruni, Julia Restoin Roitfeld, Andie MacDowell e la figlia Rainey Qualley, il modello Baptiste Giabiconi, Bianca Brandolini d’Adda,

Insomma, il rischio Coronavirus sembra non aver contagiato la settimana della moda francese, a differenza di quanto accaduto a Milano Moda Donna, dove il calendario delle sfilate di moda ha subito cambiamenti radicali.

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