Leonardo DiCaprio: un passato da breakdancer dai capelli improbabili

Parlando dei primi provini effettuati da ragazzino l'attore protagonista di C'era una volta... a Hollywood rivela alcuni dettagli molto imbarazzanti

Spettacolo

In attesa di scoprire quali e quante delle nomination di C’era una volta… a Hollywood si trasformeranno in premi Oscar, gli attori principali e il regista del film sono protagonisti di molte interviste. Tra quelle più interessanti è sicuramente da segnalare la conversazione apparsa sul Los Angeles Times, nella quale Brad Pitt, Leonardo DiCaprio e Quentin Tarantino parlano dei loro esordi e del loro rapporto con la città del cinema per eccellenza.

Pitt racconta di essersi trasferito a Los Angeles nel 1986, conosciuta unicamente solo attraverso la televisione. L’attore ricorda di aver vissuto in condizioni di precarietà, nei tipici appartamenti in cui 8 ragazzi dormivano in stanze da doppi letti matrimoniali: “Avevi il tuo angolino dove piegare i vestiti, mi abituai velocemente al cibo di McDonald’s e al buffet di Shakey’s Pizza. Non mi interessava, la città era un’esperienza incredibile“.

Tarantino invece, su richiesta di Pitt, ricorda di quando era costretto a dormire nella sua macchina sul retro del negozio in cui lavorava noleggiando film. Mentre scriveva la sceneggiatura che lo avrebbe reso famoso, Le iene, tentava di convincere i clienti a vedere i vecchi film di serie B di cui è tanto appassionato.

Ma ecco arrivare la parte migliore della conversazione, quella relativa a DiCaprio. Questi svela di essersi trasferito a Los Angeles perché la madre si era innamorata del luogo. Da ragazzino Leonardo era già convinto di voler diventare un attore: durante il tragitto verso la scuola pregava infatti i genitori di lasciarlo partecipare invece ai provini.

Eppure, nonostante l’indubbio talento che oggi gli riconosciamo, gli agenti lo respingevano sempre: “Penso che avvenisse perché all’epoca ero un break dancer e aveva dei capelli dai tagli assurdi“. L’amico Brad scoppia a ridere sentendo questa rivelazione e prega Leonardo di mostrargli qualche videocassetta delle sue esibizioni.

DiCaprio inoltre confida che tutti quei rifiuti lo convinsero che per entrare in quella terra dei sogni rappresentata dall’industria del cinema aveva bisogno di una madrina, di qualcuno che ne riconoscesse il valore di attore facendogli da garante.

Non a caso il film di cui è protagonista è proprio incentrato sull’idea che ci sono attori che hanno una carriera sfolgorante, anche per puro caso, e molti altri che rimangono invece alla periferia di Hollywood, dovendo affrontare tutte le difficoltà connessone alla professione, che diventa tale e non più la vocazione di cui tanto si ama parlare. Entrambi gli attori, pur determinati, riconoscono che le cose avrebbero potuto finire in modo molto diverso e oggi potremmo essere privati delle loro interpretazioni da Oscar.