Modelle troppo magre in passerella: dopo Armani parte la petizione web

La modella curvy Elisa D'Ospina ha lanciato l'allarme puntando il dito contro la sfilata di Gucci

Pubblicato il 2 marzo 2020

In occasione della Fashion Week di Milano, si sono inevitabilmente riaccese le polemiche riguardo l’eccessiva magrezza delle modelle.

A fare scalpore è stata, in particolare, una ragazza al limite dell’anoressia che ha sfilato sulla passerella di Gucci. A primo impatto è stato impossibile non notare il suo fisico scheletrico stretto in un microscopico corsetto in pelle nera. La modella ha una taglia 34 e le sue misure (81- 63 -79) sono chiaramente indice di un corpo sottopeso.

Per questo motivo la modella curvy Elisa D’Ospina, che da anni si batte contro i disturbi alimentari di cui anche lei ha sofferto in passato, ha voluto lanciare l’allarme con una petizione su Change.org. Nel suo esposto, che ha già raccolto in poche ore oltre 17 mila firme, la D’Ospina ha criticato apertamente quella che purtroppo è ancora una prassi nel mondo della moda: “Hai presente una taglia 34? E’ inammissibile proporre un modello con queste misure. Ritengo opportuno che venga firmata una carta in cui tutte le case di moda si impegnano a non utilizzare mai più persone in evidente sottopeso. Chiedo inoltre la presenza di personale competente, che si occupa di disturbi alimentari, al fine di valutare l’idoneità dei casi sospetti“.

La stessa critica era stata mossa appena una settimana fa da Giorgio Armani in persona che, subito dopo la sua sfilata milanese, aveva lanciato una dichiarazione a tutela delle donne in passerella e del mondo femminile in generale: “Le donne continuano ad essere ‘stuprate’ dagli stilisti, da noi. Trovo che questo sia un po’ indegno. Penso a certi manifesti pubblicitari in cui si vedono donne provocanti, seminude: succede che in molte si sentano obbligate a pensare anche loro di mostrarsi così. […] Non siate succubi di questo sistema. Le tendenze on ci sono e non ci devono essere, perché esiste un’eleganza indipendentemente dal tempo. Sono stufo di sentir parlare di tendenze: non sono niente“.

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