Gucci Autunno-Inverno 2020/2021

Alessandro Michele apre la Milano Moda Donna con la sfilata dedicata a The Ritual: una performance capolavoro destinata a restare negli annali.

Aggiornato il 21 febbraio 2020
Moda

Inizia con un omaggio a Federico Fellini (nel centenario della nascita of course) la strepitosa sfilata di moda con cui Alessandro Michele ha presentato la collezione Gucci Autunno-Inverno 2020/2021 in apertura della Milano Moda Donna.

«Il cinema era proprio questo: era suggestione ipnotica, ritualistica, legato a qualcosa di religioso. Si usciva di casa, si parcheggiava la macchina in qualche posto, poi ci si incolonnava … Tutto il rituale: il biglietto, la tenda che si apriva, la mascherina, guardare la platea mezza illuminata, riconoscere degli amici, poi questa luce che si attenua, lo schermo che si accende e comincia la rivelazione», sono le parole del regista all’indomani della presentazione del film La nave va, del 1983.

Ed è al rituale che lo stilista romano dedica la sua nuova performance: un capolavoro sulle note del Bolero di Ravel che destruttura la sfilata di moda dalla preparazione delle modelle fino all’esposizione in vetrina degli abiti.

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“There’s something though, in this ceremony, that usually stays buried: the struggle of the parturient that accompanies the tremble of creation; the mother’s womb where poetry blooms, from shape to shape. Therefore, I decided to unveil what lies behind the curtains. May the miracle of skillful hands and holding breath come out of the shadows,” from the women’s #GucciFW20 show notes, handwritten in Italian by Creative Director @alessandro_michele. ‘Un rito che non ammette repliche’, which translates to ‘An Unrepeatable Ritual’—swipe left to read the English version. The new collection unfolds at 3:00pm CET at the Gucci Hub in Milan. Watch the show live on Instagram Stories or through link in bio. #GucciTheRitual #mfw #AlessandroMichele

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In collezione? Un’infinita variazione su un medesimo tema, proprio come il Bolero e come i film di Fellini, nel trionfo più assoluto del meta-testuale. Nella teca rotante, citazione neanche troppo velata della celeberrima giostra di vetro messa in scena da Alexander McQueen per la Primavera-Estate 2001, Alessandro Michele mette in mostra la storia della moda, dal tailleur agli abiti dei padri pellegrini, dai paletot anni ’70 alle crinoline, il tartan e le maxi rouches, il velluto e il tulle. E un’infinità di borse, scarpe e accessori che fanno la fortuna del brand e della Kering.

Gucci Fall/Winter 2020-2021 (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Poco importa se nella Gucci Autunno-Inverno 2020/2021 i pantaloni siano slim o cropped, se le gonne a campana o a sigaretta: il medium è il messaggio e la destrutturazione del rituale è più importante del rituale stesso, in una affastellarsi di citazioni e rimandi, da Fellini fino a Claude Lévi-Strauss per una “dichiarazione d’amore al cinema forse un pochino troppo privata, narcisistica, spudorata senza limiti, ma comunque è quello che ho fatto“, chiude Michele con la voce di Fellini. Ovazioni al genio.

Gucci Autunno-Inverno 2020/2021 (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Articolo originale pubblicato il 19 febbraio 2020

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