Natalie Portman nega la relazione con Moby e racconta come è diventata vegana

L'attrice racconta la sua brutta esperienza con il cantante e perché ha deciso di diventare vegana.

Natalie Portman racconta in una nuova intervista a Harper’s Bazaar del suo attivismo, della sua dieta vegana, della presunta relazione con Moby e del caso Harvey Weinstein.

L’attrice, che ha prodotto un documentario contro l’allevamento disumano degli animali, Eating Animals, ha voluto spiegare come sia andato il controverso appuntamento con Moby. Infatti il cantante, che ha da poco pubblicato la sua autobiografia, racconta della loro brevissima relazione, e Natalie Porman ci tiene a metter le cose in chiaro.

Moby sostiene che la Portman aveva flirtato con lui nel suo camerino, quando lui aveva 33 anni e lei 20. Il cantante sostiene di aver cercato di diventare il suo fidanzato, nonostante i suoi problemi d’ansia. Natalie Portman lo avrebbe però lasciato per un altro. Ma è davvero andata così?

Ero andata a un suo concerto, ero una sua fan. Avevo appena compiuto 18 anni, non 20 come sostiene lui. Ci sono molti fatti errati, né lui né il suo editore mi hanno contattata prima di vendere questa storia“, ha dichiarato Natalie Portman. “Sono uscita con lui, ma ho smesso perché le sue intenzioni non mi sembravano buone. Era un uomo adulto con una ragazzina, era così sbagliato“.

Natalie Portman si racconta in una nuova intervista
Natalie Portman (foto Getty Images)

L’attrice della saga Avengers si lega poi a questo avvenimento per parlare del caso Harvey Weinstein, di Time’s Up e dello scandalo che ha colpito Hollywood: “Sicuramente è servito a smuovere qualcosa. Segna una nuova era per le donne. Anche se dovesse uscirne come innocente in tribunale, Time’s Up e Me Too hanno dimostrato cosa si può ottenere quando le donne si uniscono“.

Natalie Portman aggiunge: “Time’s Up serve a eludere quel sistema legale e giudiziario che non ha ma aiutato noi donne.” Time’s Up è infatti un’organizzazione a difesa delle vittime di molestie sessuali, fondata da diverse celebrità hollywoodiane, in risposta al caso Harvey Weinstein e in concomitanza con il movimento #MeToo.

Natalie Portman si racconta in una nuova intervista
Natalie Portman a Cannes 2018 (foto Getty Images)

Tra i risultati anche quello di un maggior numero di registe donne a Hollywood: “Le persone sono attivamente alla ricerca di registe donne per la prima volta“, dice Natalie Portman. “Non penso che ci sia qualcosa di qualitativamente diverso nel modo in cui un uomo e una donna vedono il mondo, ma prospettive diverse, che permettono a più tipi di esperienze di essere raccontate. La varietà e la qualità del racconto diventeranno più ampie“.

L’attivismo di Natalie Portman non si ferma a questo campo. Già all’età di otto anni ha rinunciato alla carne per la crudeltà sugli animali. Nel 2018 ha raccontato la sua esperienza e la realtà sull’agricoltura industriale nel suo documentario Eating Animals, basato sul libro omonimo di Jonathan Safran Foer.

Natalie Portman si racconta in una nuova intervista
Natalie Portman alla prima di Eating Animals (foto Getty Images)

Vi viene mostrato l’impatto che l’allevamento industriale ha sugli animali, ma anche sull’ambiente. Le scoperte del documentario sono state così strazianti che Natalie Portman ha deciso di portare il suo vegetarianismo un passo avanti diventando vegana.

Prima ero vegetariana e mangiavo uova e latticini, essendo prodotti naturali degli animali. Credo ancora che se sei in una bella fattoria e con pochi animali e ben curati non ci sia nulla di male. Però la stragrande maggioranza degli animali è allevata in un modo così devastante, sia per loro che per l’ambiente.