Vittorio De Sica: biografia, film e curiosità del padre del neorealismo

Dal teatro al cinema, il percorso artistico del padre del cinema italiano

Pubblicato il 7 luglio 2020
Spettacolo

La storia del cinema italiano è legata alle opere di Vittorio De Sica. Benché siano passati 119 anni dalla sua nascita, l’eredità artistica del padre del neorealismo è ancora vivida nel nostro cinema e in quello internazionale. Vittorio De Sica ha portato a casa 4 premi Oscar oltre a innumerevoli altri riconoscimenti.

Dopo il debutto in teatro aveva ben chiara la sua strada: il cinema. Il suo modo di fare cinema con realismo, pacatezza, ironia e educazione, ha segnato la strada per chi è arrivato dopo di lui. I migliori attori e attrici del cinema italiano sono stati diretti da lui: Alberto Sordi, Sophia Loren, Marcello Matroianni, Gina Lollobrigida, e persino Totò ed Eduardo De Filippo.

Amato da pubblico e acclamato dalla critica, De Sica è stato un maestro dell’arte cinematografica senza pari. Ancora oggi mostre, retrospettive e speciali televisivi raccontano il suo modo di fare cinema come attuale e senza tempo.

Vittorio De Sica (foto Getty Images)

La biografia di Vittorio De Sica

Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica nacque da una famiglia di umili origini a Sora, in provincia di Frosinone, il 7 luglio 1901. Gli eventi drammatici della Prima Guerra Mondiale portarono la sua famiglia a trasferirsi prima a Napoli e poi a Firenze.

Cominciò a esibirsi già a 15 anni come attore dilettante nei ricoveri degli ospedali e in piccoli spettacoli organizzati per i militari. Seguì il trasferimento a Roma e l’inizio della sua carriera recitativa in modo più professionale. Durante gli studi di ragioneria, grazie a Edoardo Bencivenga, ottenne un piccolo ruolo in un film muto diretto da Alfredo De Antoni, Il processo Clémenceau.

Solo nel 1923, terminati gli studi, tornò a recitare ma questa volta in teatro. Ottenne ruoli di crescente importanza  fino a quando, nel 1930, divenne primo attore accanto a Guido Salvini. Fu in questa occasione che venne notato da Mario Mattoli che era a capo della Compagnia Teatrale Za-Bum, la prima a sperimentare l’accostamento di attori comici al genere drammatico. Entusiasta del suo talento, lo accostò a Umberto Melnati con il quale formò una coppia comica di grande rilievo per l’epoca. Le loro gag divennero ben presto celebri a livello nazionale soprattutto con la canzone Lodovico sei dolce come un fico e i molti sketch radiofonici.

Il teatro sembrava essere la sua grande passione così, nel 1933, fondò una sua propria compagnia. Fu solo con la Seconda Guerra Mondiale e quello smodato bisogno di raccontare l’Italia a tutti che intraprese la carriera di regista cinematografico. In questo periodo lavorò con Paolo Stoppa, Alessandro Blasetti e Luchino Visconti. Vittorio Decise di dire addio al teatro (pare che tra il 1923 e il 1949 abbia recitato in oltre 120 rappresentazioni).

Dopo diverse apparizioni sul grande schermo a cavallo tra anni ’30 e anni ’40, arrivano i suoi primi capolavori del neorealismo. Sciuscià (1946) e Ladri di biciclette (1948) vincono entrambi l’Oscar speciale, successivamente sostituito dal premio per il Miglior film straniero.

Il neorealismo, partendo dalle classi più disagiate, raccontava la situazione economica e morale del dopoguerra italiano e rifletteva il cambiamento della nazione dopo l’immane conflitto. De Sica ne divenne il massimo esponente non solo nel nostro paese ma anche nel mondo. La sua capacità era quella di unire questo genere drammatico con la commedia all’italiana, con ironia e intelligenza.

Conquistò il pubblico come attore grazie alla serie Pane, amore e…, prima al fianco di Gina Lollobrigida e poi di Sophia Loren. Nel 1951 girò Miracolo a Milano, aggiudicandosi la Palma d’oro a Cannes, e a seguire Umberto D, dedicato al padre, e considerato dalla critica il suo miglior lavoro.

Notevole anche il rapporto lavorativo con Alberto Sordi, con il quale lavorò in Il conte Max, Il moralista, Il vigile e Un italiano in America. Vinse il suo terzo premio Oscar nel 1964, dirigendo ancora una volta Sophia Loren e Marcello Mastroianni in Matrimonio all’italiana.

Il suo quarto e ultimo premio Oscar arriva con Il giardino dei Finzi-Contini. Non sono mancate le sue apparizioni in tv come ne Il Musichiere, Studio Uno e Canzonissima.

Vittorio De Sica (foto Getty Images)

I film di successo da attore, regista e sceneggiatore

Vittorio De Sica ha interpretato, diretto e sceneggiato oltre 150 film, quasi tutti di successo. Il maestro italiano non si è limitato al neorealismo ma ha fatto interessanti incursioni nella commedia, nella comicità e nel cinema drammatico. Vediamo i film di maggior successo della sua carriera:

  • Sciuscià (1946): con questa pellicola, premio Oscar onorario, De Sica si tuffa nel neorealismo che ha contribuito a forgiare lui stesso con i film successivi;
  • Ladri di biciclette (1948): il suo secondo capolavoro di neorealismo, uno dei capisaldi del cinema, che gli valse il suo secondo premio Oscar;
  • Umberto D (1952): un omaggio al padre, con il quale aveva un rapporto molto stretto, un racconto estremamente drammatico e reale, poco capito dal pubblico ma molto importante per la critica;
  • Peccato che sia canaglia (1954): il trio De Sica, Loren e Mastroianni è diretto da Alessandro Blasetti in questo film tratto dal racconto Il fanatico di Alberto Moravia;
  • Pane, amore, e… (1955): terzo film della tetralogia che porta lo stesso nome, questa volta al fianco di Sophia Loren, che gli valse il David di Donatello come Miglior attore protagonista;
  • La bella mugnaia (1955): diretto da Mario Camerini, recita al fianco di Sophia Loren e Marcello Mastroianni in una commedia molto divertente e fiabesca ambientata ai tempi della dominazione spagnola nel sud Italia;
  • Padri e figli (1957): diretto da Mario Monicelli, De Sica è un padre vedovo di due figli in uno spaccato sulla paternità e le difficoltà di una famiglia;
  • Il generale Della Rovere (1959): Leone D’oro alla mostra del cinema di Venezia, il film è diretto da Roberto Rossellini – da un soggetto di Indro Montanelli  -ed è considerata forse la miglior interpretazione di De Sica;
  • La Ciocara (1960): Vittorio dirige la Loren e recita al suo fianco nella straziante storia di una madre e una figlia in fuga verso un futuro migliore. Ambiantato durante la Seconda Guerra Mondiale, è tratto dall’omonimo romanzo  scritto da Alberto Moravia;
  • Ieri, oggi, domani (1963): indimenticabile film a episodi tutti interpretati dalla coppia Loren Mastroianni;
  • Il giardino dei Finzi-Contini (1970): ancora un premio Oscar, questa volta dirigendo la drammatica storia di una ricca famiglia borghese ebrea a ridosso dell’emanazione delle leggi razziali;
  • Il viaggio (1974): ultimo film del grande attore, regista e sceneggiatore in questo triplice ruolo al fianco di Sophia Loren e Richard Burton.
Vittorio De Sica e Sophia Loren (foto Getty Images)

Vittorio De Sica: vita privata, figli e matrimoni

Il grande Vittorio De Sica non era noto solo per il suo talento ma anche per i suoi controversi matrimoni, spesso fonti di gossip. Infatti il regista manteneva una doppia famiglia, quasi un doppio matrimonio, con la ex moglie e la sua seconda moglie.

De Sica sposò nel 1937 l’attrice torinese Giuditta Rissone dalla quale ebbe la figlia Emilia. Dopo il divorzio sposò in seconde nozze l’attrice catalana María Mercader. Con lei ebbe i figli Manuel, compositore, scomparso nel 2014 e Christian De Sica, che ha seguito le orme del padre nello spettacolo.

Vittorio però, non riuscendo a spezzare il legame con la prima famiglia, ne creò una allargata dividendosi tra le due mogli e i tre figli in una sorta di matrimonio aperto.

Vittorio De Sica con la sua famiglia (foto Getty Images)

La morte e l’eredità al cinema italiano

De Sica si spense a 73 anni, il 13 novembre 1974, a Parigi dopo un intervento per curare un tumore ai polmoni. La sua salma riposa nel cimitero monumentale del Verano a Roma ma suo figlio Christian ha ricordato spesso l’impossibilità di avere un funerale fastoso. Era un grande giocatore di carte e ha lasciato le due famiglie quasi in povertà. In più il suo essere comunista e la sua famiglia allargata ridussero le possibilità di grandi onori religiosi in occasione della sua morte.

Se l’eredità ai figli era inesistente, almeno sotto l’aspetto economico (pare abbia lasciato solo debiti di gioco), quella al cinema italiano è immensa. Il neorealismo non avrebbe avuto lo stesso impatto se non fosse stato per lui e la commedia all’italiana, come la conosciamo oggi, forse non sarebbe mai esistita.

Tanti gli omaggi e tributi al regista. Ettore Scola gli ha dedicato il suo capolavoro C’eravamo tanto amati e Annarosa Morri e Mario Canale lo hanno onorato con il documentario Vittorio D., presentato alla 66esima Mostra del Cinema di Venezia.

Vittorio De Sica (foto Getty Images)

5 curiosità su Vittorio De Sica

Uomo eclettico e dai mille talenti, ecco 5 curiosità su Vittorio De Sica:

  • dato il suo orientamento politico rifiutò la proposta di dirigere il film Don Camillo;
  • coniò il neologismo maggiorata fisica parlando di Gina Lollobrigida;
  • collaborò con Nino Manfredi solo nel film Lo chiameremo Andrea;
  • il film Il tetto del 1956 è considerato l’ultimo del neorealismo;
  • Manuel De Sica ha curato le colonne sonore di alcuni degli ultimi film del padre.
Vittorio De Sica (foto Getty Images)
Seguici anche su Google News!

Storia

  • Vip