Spanking: guida e consigli per farlo al meglio
La guida allo spanking, pratica sessuale molto diffusa di BDSM: cos'è, come si pratica, perché piace e consigli per principianti.
La guida allo spanking, pratica sessuale molto diffusa di BDSM: cos'è, come si pratica, perché piace e consigli per principianti.

Lo spanking è uno dei giochi erotici più famosi del BDSM, ossia Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo. Come è facile intuire, queste pratiche sessuali si basano su fantasie erotiche basate sul concetto di dominanza e sottomissione e sul provare piacere dall’esperienza del dolore e dell’umiliazione.
Il termine spanking è diventato particolarmente noto al grande pubblico con il successo della trilogia di 50 sfumature di grigio scritta da E.L. James. La saga best seller è poi arrivata sul grande schermo. Se, per ravvivare la sessualità di coppia o sperimentare emozioni diverse con il partner, volete provare nuove esperienze in camera da letto, imitando Christian Grey e Anastasia Steele, lo spanking potrebbe essere quello che fa per voi. In cosa consiste e come praticarlo in sicurezza? Ecco tutti i consigli.
Il termine spanking, se tradotto letteralmente dall’inglese, significa sculacciata. È quindi una delle pratiche di BDSM più semplici da realizzare e adatta a chi è alle prime armi: il gioco erotico consiste nello sculacciare il partner allo scopo di eccitare entrambe le parti coinvolte, ossia il dominatore (partner che sculaccia) e il sottomesso (chi riceve le sculacciate).
Lo spanking, in genere, viene abbinato anche a preliminari sessuali, incluso il sesso orale, ma può essere combinato anche con il bondage, altra pratica erotica di BDMS che prevede di legare e immobilizzare il partner per aumentare l’eccitazione derivante dal senso di sottomissione. Quando la coppia acquista esperienza con lo spanking ed è alla ricerca di emozioni ancora più forti, può passare a forme più incisive, come il caning, che prevede l’uso di una bacchetta apposita per sculacciare le natiche del partner sottomesso.

Lo spanking è una pratica sessuale diffusa fin da i tempi degli etruschi e dei romani, anche se una sua trattazione completa è stata portata a termine dal Marchese de Sade, mentre si trovava in prigione nella Bastiglia a fine ‘700 (l’opera relativa è Le 120 giornate di Sodoma). È durante la pudica (solo alle apparenze) era vittoriana, però, che questa pratica si diffonde capillarmente tra i gentiluomini inglesi.
Il successo di questo gioco erotico è arrivato intatto fino ad oggi e il motivo è che provoca piacere fisico a chi la pratica. Nel caso della persona sottomessa, che viene sculacciata, il gesto fa affluire il sangue ai genitali, rendendo il sesso piacevole. Inoltre, in alcuni casi può avere anche un’origine psicanalitica: se la persona da bambina provava una sensazione di piacere mista a dolore quando veniva sculacciata dai genitori, può darsi che questa idea le sia rimasta in testa tramutata in fantasia sessuale. Chi invece sculaccia ama farlo perché vuole esercitare il proprio potere su un’altra persona che è felice di essere sottomessa.
Insomma, il principio base è che si prova piacere se nella coppia si hanno fantasie erotiche per cui un partner ha il desiderio di subire il potere e l’altro di esercitarlo, in un incastro gratificante per entrambi. L’importante, appunto, è che non ci sia nessuna costrizione e che entrambi i partner siano adulti e consenzienti.
Il motivo per cui lo spanking è così diffuso si spiega anche per la facilità con cui si può praticare: non servono infatti attrezzi di alcun tipo o strumenti appositi per poterlo praticare. Tuttavia, per rendere l’esperienza più eccitante, molti ricorrono ad alcuni giochi di ruolo e all’uso di alcuni strumenti dedicati.
Come detto in precedenza, lo spanking è una delle pratiche di BDSM più semplici e sicure, per cui è l’ideale per le coppie che si approcciano a questo modo di provare la sessualità. Tuttavia, ecco alcuni accorgimenti che è comunque bene prendere.

Ci sono argomenti che fino a non molto tempo fa difficilmente sarebbero entrati in una conversazione tra amiche, se non accompagnati da qualche risata nervosa. Il piacere femminile era uno di questi. Si parlava di relazioni, appuntamenti, contraccezione e problemi di coppia, ma molto meno di desiderio, fantasie o di ciò che succede quando si decide di conoscere meglio la propria sessualità. Oggi il confine si è spostato. Non perché l'intimità sia diventata improvvisamente un argomento da condividere con chiunque, ma perché c'è meno imbarazzo nel considerarla una parte normale del benessere personale. Parlare di ciò che piace, di quello che incuriosisce o dei propri limiti non viene più visto necessariamente come qualcosa di trasgressivo. In molti casi è semplicemente un modo per conoscersi meglio. Il piacere non ha ruoli così rigidi Questo cambiamento si nota soprattutto nel modo in cui parliamo delle dinamiche di coppia. Per anni la sessualità è stata raccontata attraverso ruoli abbastanza prevedibili, soprattutto nelle relazioni tra uomo e donna. Chi prende l'iniziativa, chi conduce, chi riceve: sembravano posizioni quasi assegnate in partenza. La realtà, naturalmente, è sempre stata più varia. Oggi c'è maggiore libertà nel mettere in discussione quelle abitudini. Una donna può voler prendere maggiormente l'iniziativa senza che questo dica qualcosa di particolare sul suo carattere. Un uomo può essere curioso di sperimentare una posizione più ricettiva senza che ciò definisca il suo orientamento sessuale. Nelle coppie tra donne, poi, l'idea stessa di dividere l'intimità secondo ruoli tradizionalmente maschili e femminili perde rapidamente senso. È anche in questo contesto che alcuni sex toy diventano interessanti. Non soltanto perché aggiungono una sensazione diversa, ma perché permettono di giocare con ruoli che spesso diamo per scontati. Lo strapon, per esempio, è un dildo indossabile tramite un'imbracatura e può essere utilizzato da donne, uomini e persone di identità diverse. Nelle coppie tra donne può essere uno dei modi di vivere la penetrazione; in una coppia eterosessuale può permettere di invertire una dinamica abituale, mentre in altre relazioni viene scelto semplicemente perché piace. Non serve attribuire a questa scelta un significato più grande di quello che ha. Il fatto che una persona sia incuriosita da una determinata esperienza non cambia automaticamente la sua identità, così come provare un sex toy non obbliga a trasformarlo in una nuova abitudine. È proprio questa necessità di classificare ogni preferenza che sembra, lentamente, perdere terreno. Parlare prima di provare La maggiore apertura verso il piacere ha però senso solo se va di pari passo con una comunicazione altrettanto aperta. In una relazione, raccontare una fantasia può far sentire vulnerabili. C'è il timore di essere giudicati, di sorprendere il partner o persino di essere fraintesi. Per questo il modo in cui si ascolta conta almeno quanto ciò che viene detto. Una curiosità, inoltre, non è una richiesta. Si può parlare di qualcosa senza decidere di farlo, pensarci per settimane oppure scoprire che interessa soltanto a uno dei due. La confidenza necessaria per dire “questa cosa mi incuriosisce” dovrebbe includere anche la libertà dell'altro di rispondere che non fa per lui o per lei. Forse è qui che l'idea di benessere intimo diventa davvero utile. Non coincide con l'essere disinibiti, con il possedere sex toy o con l'avere una vita sessuale particolarmente avventurosa. Riguarda piuttosto la possibilità di capire cosa desideriamo senza sentirci obbligati a seguire un copione. Anche il modo in cui cerchiamo informazioni è cambiato. Domande che una volta sarebbero rimaste senza risposta oggi vengono affrontate apertamente da professionisti, magazine e community online. Non tutto ciò che si trova sul web è utile, naturalmente, ma poter cercare una spiegazione senza partire dal presupposto che ci sia qualcosa di strano nella domanda fa già una certa differenza. I tabù non sono spariti e probabilmente non spariranno del tutto. Ma alcune conversazioni sono diventate meno pesanti. E forse il cambiamento più concreto è proprio questo: riuscire a parlare di piacere senza dover prima trovare una scusa per farlo.

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