Storia dell'abito da sposa tra evoluzioni e curiosità

Quando è nato, come è cambiato nei decenni e tante chicche tutte da conoscere sul vestito da nozze

Pubblicato il 12 maggio 2020

Inizia da lontano la storia dell’abito da sposa. In Occidente, con alterne fortune e diverse evoluzioni, indossare un vestito speciale per il giorno del matrimonio è usanza che risale all’antica Grecia. Il materiale di cui era fatto simboleggiava la ricchezza della famiglia ed era un elemento distintivo di appartenenza sociale.

A Roma, l’abito indossato dalla sposa, era una lunga tunica legata con un nodo d’Ercole, che poteva essere sciolto solo dallo sposo; il velo, color giallo zafferano, simboleggiava il fuoco di Vesta, la Dea che proteggeva il focolaio domestico.

Per secoli i matrimoni sono stati un affare con cui due famiglie univano le forze per un accordo o un’alleanza vantaggiosa. Gli abiti da sposa, quindi, erano scelti per presentare la famiglia della sposa nella migliore luce, soprattutto in termini di ricchezza e status sociale. Nella storia dell’abito da sposa, le donne raramente hanno acquistato un abito appositamente per il giorno del loro matrimonio. In genere la sposa indossava il suo abito più elegante per la cerimonia, anche fosse di colore scuro.

Solo pochi i colori che venivano evitati, come il verde, considerato sfortunato. Il blu era una scelta popolare in quanto rappresentava la purezza, la pietà e una connessione con la Vergine Maria, oltre al fatto che il colore scuro che nascondeva facilmente macchie e imperfezioni e poteva essere indossato di nuovo.

Grace Kelly e il Principe Ranieri di Monaco il giorno del matrimonio

Evoluzione dell’abito per il matrimonio

L’abito bianco è stato indossato da una sposa per la prima volta il 26 ottobre del 1406: la principessa Filippa di Lancaster, figlia di Enrico IV d’Inghilterra, sposò in tunica bianca il principe Erik di Danimarca. Filippa indossò anche un mantello di seta bianco con bordi di pelle di scoiattolo ed ermellino.

Lo strascico comparve, invece, nel XVI secolo e divenne, proprio come l’abito, un simbolo dello status di una famiglia: più una casata era ricca e potente, più lo strascico era lungo, prezioso, ricamato e decorato finemente.

Nel 1840 la regina Vittoria d’Inghilterra sposò in bianco suo cugino il principe Albert: gocciolante di fiori d’arancio, il suo splendido abito bianco ha spinto migliaia di gente comune a seguirne l’esempio. Quasi un decennio dopo il matrimonio, Godey’s Lady’s Book, una delle prime riviste femminili in America, dichiarò che il bianco era la tonalità più adatta per una sposa.

Da quel momento in poi, le spose interessate a mostrare la loro ricchezza e il loro rango sociale si assicurarono di indossare abiti bianchi realizzati con grandi quantità di tessuto.

Il bianco era un colore difficile da ottenere e conservare, per questo, solo le donne più ricche potevano permettersi un simile vestito. Tuttavia, gli abiti bianchi indossati durante il 1800 erano molto lontani dal color guscio d’uovo, poiché a quel tempo le persone mancavano dei mezzi necessari per candeggiare i tessuti.

La tendenza degli abiti bianchi divenne scarsa durante la Grande Depressione, quando i tempi erano difficili ed era arduo per la maggior parte delle persone spendere soldi per un abito che non avrebbero mai più indossato. Le spose erano tornate alla tradizione di indossare il loro vestito migliore, che di solito era un colore più scuro anziché bianco.

A seguito del boom economico nella seconda metà del XX secolo, il bianco è diventato ancora una volta un colore popolare, come dimostrano i matrimoni di Grace Kelly (con un abito disegnato dalla costumista da Helen Rose) e di altre donne celebri che si sono sposate in quel periodo.

Ai giorni d’oggi, le spose possono scegliere tra milioni di colori, stili e tessuti. Mentre la forma e lo stile variano drasticamente da una sposa all’altra, i tradizionali abiti bianchi e di colore chiaro sono ancora molto popolari, poiché molti oggi considerano il bianco non tanto un simbolo di ricchezza, quanto di purezza e virtù.

Lady Diana in David and Elizabeth Emanuel
Lady Diana con l’abito da sposa disegnato da David and Elizabeth Emanuel

Storia dell’abito da sposa: curiosità

  • Nelle culture cinesi, indiane e altre orientali, le spose spesso indossano una combinazione rosso o bianco-rosso, poiché il colore rosso simboleggia il buon auspicio e la buona fortuna. Nei matrimoni giapponesi, le spose indossano spesso più abiti colorati durante la cerimonia e le seguenti festività.
  • Nel corso della storia, i famosi abiti da sposa hanno spesso rispecchiato i tempi, dall’abito da sposa di Yoko Ono che abbraccia gli Swinging Sixites a Bianca Jagger l’epitome dello stile anni ’70 che sposa Mick indossando un blazer bianco, fino a quello della Principessa Diana fatto di taffetà di pura seta color avorio, adornato da autentici pizzi antichi con uno strascico di 7,62 metri, valutato all’epoca per circa 9000 euro.
  • Altro abito celebre, quello della Regina Elisabetta II, realizzato dal suo couturier per eccellenza, Sir Norman Hartnell, il quale, per il Royal Wedding, si propose di creare “il più bell’abito che abbia mai fatto fino a ora”: si trattava di un modello ispirato alla Primavera del Botticelli: tessuto nell’Essex in seta color avorio con lussuose decorazioni e ricami, ottenuti con cristalli e oltre diecimila perle, senza tralasciare il sontuoso strascico, lungo più di quattro metri e mezzo.
  • Negli ultimi anni, spose come Hailey Bieber e Zoe Kravitz hanno offuscato i confini tra look da passerella all’avanguardia e opzioni da sposa contemporanee, appoggiandosi a stilisti come Alexander Wang e Virgil Abloh per creare abiti su misura che portano la tradizione dell’abito bianco, iniziata dalla regina Vittoria, in un nuovo regno della modernità.
  •  Ci sono ancora molte spose che preferiscono abiti dal design senza tempo, con Maria Grazia Chiuri per Christian Dior che diventa un punto di riferimento. Più di recente, Karlie Kloss, Chiara Ferragni e Miranda Kerr si sono rivolte alla designer italiana.
  • Altrettanto celebre l’abito disegnato da Clare Weight Keller per Meghan Markle e griffato Givenchy: velo lungo 5 metri per lei, realizzato in tulle di seta. I fiori, posizionati sul bordo, erano ricamati a mano in fili di seta e organza.
Meghan Markle il giorno delle nozze (foto Getty Images)
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