Nata da una famiglia di venditori ambulanti, orfana a 12 anni, allevata severamente in un convento di suore a Corrèze, la giovane Coco Chanel (il suo vero nome era Gabrielle Bonheur Chanel) sembrava destinata a una modesta vita di provincia. Il suo genio, il suo carattere, il suo coraggio ne hanno fatto invece una protagonista della storia e del costume del Novecento.

Al di là delle sue celebri invenzioni – il tailleur, gli accessori che diventano gioielli, un profumo che ha conquistato il mondo e tanto altro – ha rivoluzionato non solo il modo di vestire delle donne, ma soprattutto la percezione che avevano di loro stesse. Dopo Coco Chanel, la donna poteva desiderare di essere libera e moderna, oltre che bella. Anche grazie a lei, oggi possiamo realizzarci con il lavoro, vivere senza un uomo accanto, essere complete anche senza metter su famiglia. Vestiva da uomo, prediligendo la moda confortevole, androgina e sportiva, creata per assecondare il corpo non per dominarlo: il suo scopo era emancipare la donna e renderla indipendente, anche attraverso gli abiti. A lei, d’altronde, si deve la frase: “Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri”.

Vediamo, allora, 10 lezioni di stile di Coco Chanel a cui ispirarsi.

  1. L’eleganza sinonimo di comodità: Coco Chanel impose il nuovo modello femminile, la donna dinamica e lavoratrice che non poteva più agghindarsi con abbigliamento scomodo e costrittivo imposto dalla Belle Epoque. Una tra le famose frasi della stilista: “La vera eleganza non può prescindere dalla piena possibilità del libero movimento”.
  2. I colori: Coco sosteneva che il nero e il bianco “sono assoluti e di estrema eleganza“. Gli altri colori utilizzati nel corso delle sue collezioni saranno il beige, il grigio e il blu marine. Indossando una di queste tinte non si sbaglia mai.
  3. La battaglia contro gli eccessi: Chanel dirà di Christian Dior: “Addobba delle poltrone, non veste delle donne: l’eleganza è ridurre il tutto alla più chic, costosa, raffinata povertà“.
  4. La regola della sottrazione: “Prima di uscire, guardati allo specchio e togliti qualcosa“, recita un suo celebre aforisma. D’altronde in tutta la sua vita non fece che ricordare come il lusso sia il contrario della volgarità, non della povertà.
  5. Le lunghezze: da subito aveva accorciato la gonna poco sopra il polpaccio, senza mai scoprire una delle parti, secondo lei, meno graziose del corpo femminile: il ginocchio. Per questo, negli anni Sessanta, si oppose con forza all’introduzione della minigonna.
  6. I gioielli: sin da prima della guerra, Gabrielle pensava che i gioielli non dovessero mai restare separati dalla concezione di femminilità e da ciò che indossa. Da qui il suo interesse per la bigiotteria, i cui costi contenuti permettono di rinnovarla più facilmente a seconda delle mode.
  7. Il rossetto: per tutta la vita indossò sempre lo stesso colore sulle labbra, sdoganando il rosso fuoco da tinta per cortigiane ad accessorio immancabile. «Se sei triste, metti un po’ più di rossetto e vai all’attacco. Gli uomini odiano le donne che piangono».
  8. Le scarpeSi esce la mattina in beige e nero, si pranza in beige e nero, si va ad un cocktail in beige e nero. Si è eleganti da mattina a sera!“, affermava nel 1957 Coco Chanel a proposito della slingback, la celebre décolleté beige con punta nera, cinturino e tacco quadrato, disegnata dal maestro-calzolaio Raymond Massaro. La lezione? “Una donna con ai piedi delle belle scarpe non è mai brutta“.
  9. Il profumo: “È l’accessorio di moda basilare, indimenticabile, non visto, quello che preannuncia il tuo arrivo e prolunga la tua partenza“, non a caso commissionò nel 1921 a Ernest Beaux quella che sarebbe diventata la più famosa e venduta fragranza di tutti i tempi, Chanel n.5.
  10. Mai senza: “L’educazione di una donna consiste in due lezioni: non lasciare mai la casa senza calze, non uscire mai senza cappello“.