I migliori 10 consigli di stile di sempre
I consigli di stile migliori di sempre che serviranno come indicazioni di base per creare un guardaroba in grado di tirare fuori la versione migliore di te
I consigli di stile migliori di sempre che serviranno come indicazioni di base per creare un guardaroba in grado di tirare fuori la versione migliore di te

Spesso quando pensiamo di rifarci il guardaroba ci affanniamo nel seguire le mode del momento comprando una quantità esagerata di capi e accessori. Perdiamo di vista i punti essenziali e riempiamo l’armadio di cose che, se tutto va bene, indosseremo una volta nella vita o poco più. Non esiste una formula matematica che vada bene per ognuno ma ci sono dei consigli di stile che vanno oltre il tempo e le mode e che sarebbe bene tenere a mente quando pensiamo di rifarci il look. Così come vale la regola di non fare mai la spesa al supermercato quando si è affamati, lo stesso dovrebbe valere in fatto di stile e bell’aspetto.
Negli ultimi anni, e soprattutto durante la Pandemia, l’industria della moda si sta ponendo molte domande sul suo futuro e sta cercando modi sempre più innovativi per essere più sostenibile e avere un minore impatto ambientale (per questo è nato il movimento dello slow fashion). Quindi, scegliere consapevolmente i propri capi, impatta meno sull’ambiente e, allo stesso tempo, consente di costruire un perfetto guardaroba a capsula, ovvero un armadio costituito da un numero limitato di capi d’abbigliamento facili da mixare tra loro.

Uno dei più preziosi consigli di stille arriva da Armani che ha detto “L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare” e per fare questo serve prima di tutto trovare armonia con se stessi. In un modo del tutto naturale il nostro equilibrio interiore si rifletterà sul nostro aspetto e sulle nostre scelte. Ecco 10 consigli di stile di cui non dovresti fare a meno.

Guardasi allo specchio e imparare a riconoscere le forme del corpo: qualunque esse siano esiste uno stile adatto. Conoscersi e accettare la propria fisicità è il punto di partenza. Non importa quanto possiate essere alte o basse, magre o curvy, l’importante è la consapevolezza, in modo da fare scelte appropriate. Dove si trova il baricentro? Le spalle sono larghe? I fianchi stretti? Queste sono domande alle quali imparare a rispondere.

Ci sono capi must-have che non passeranno mai di moda, per questo è bene puntare su di loro se si pensa di fare un piccolo investimento di tipo economico. Eccone alcuni:
“Non si è mai troppo o troppo poco eleganti con un vestitino nero” – Karl Lagerfeld

Ovvero meno è meglio. Per vestirsi bene e avere stile, non c’è bisogno di esagerare. Spesso si esagera con gli accessori o con i gioielli, quindi prima di uscire di casa è buona abitudine fermarsi davanti allo specchio e provare a seguire alla lettera il consiglio firmato Coco Chanel:
“Prima di uscire, guardati allo specchio e togli qualcosa” – Coco Chanel

Con questa definizione moderna si indica la rapidità con cui le tendenze passano dalla passerelle alle industrie di abbigliamento che sfornano linee di moda progettate per essere acquistate in poco tempo e a piccoli prezzi (ovviamente a scapito della qualità e della sostenibilità). Riempire l’armadio di capi acquistati in questo modo risulta alla lunga dispendioso a fronte di vestiti di scarsa tenuta.

Abbinare troppi colori in un solo outfit rende il look disordinato, ecco perché è bene tenere a mente la regole dei tre colori. Uno di questi dovrebbe essere una tonalità di base a cui abbinare le altre due.

Non importa che sia appena terminata la settimana che ha lanciato nuove irresistibili tendenze, ciò che vedi sfilare non è legge. Yves Saint Laurent diceva “La moda svanisce, lo stile è eterno”. Ecco perché non serve a niente possedere i capi più in voga se non si è abbastanza coscienti da saperli indossare.

Impara a leggere l’etichetta dei vestiti: seta, cotone bio, cashmere e lino sono alcuni dei tessuti più duraturi nel tempo e rappresentano un vero e proprio investimento nel guardaroba.

A meno che non sia richiesto per qualche esigenza particolare, esagerare col trucco non è mai una buona idea. Tra le scelte migliori che si possono fare c’è quella di trovare la nuance giusta di fondotinta ed evitare l’effetto mascherone.

Che siano raccolti in una coda, in una treccia o sciolti sulle spalle, lo stile passa anche dall’acconciatura. È bene avere sempre un aspetto curato anche in fatto di capelli.
“Lo stile è una maniera di dire chi sei senza bisogno di parlare”- Rachel Zoe

Ultimo ma con tutta probabilità il consiglio di stile più importante di tutti: adorna il viso con un bel sorriso. Sembrerà banale ma un sorriso è il segnale di una persona a proprio agio e serena, ed è l’unico accessorio “su misura” che grazie alla sua unicità sarà in grado di farti distinguere dagli altri.

Negli ultimi anni il beige si è preso la scena. Lo si trova nelle collezioni delle maison più seguite, nelle vetrine delle vie dello shopping, sui profili social delle insider del settore e nei guardaroba delle donne che alla moda dedicano attenzione. È diventato il colore che racconta il momento, quello che torna ogni stagione con declinazioni sempre nuove e che oggi vive un'esposizione mediatica raramente vista in passato. Le ragioni di questa centralità si intrecciano. Il beige risponde perfettamente al gusto contemporaneo per l'eleganza misurata, fatta di toni desaturati e capi pensati per durare. Si adatta splendidamente nei contesti più diversi: in ufficio, a una cena, in un weekend fuori porta, mantenendo sempre lo stesso registro raffinato. E lavora benissimo davanti all'obiettivo, sotto qualunque tipo di luce, su qualunque tipo di sfondo urbano o naturale. Il risultato è che oggi parlare di moda femminile senza nominare il beige è praticamente impossibile. Cappotti, giacche, trench, pantaloni, maglie, accessori: la palette neutra ha colonizzato ogni categoria del guardaroba, con una versatilità che continua a sorprendere addette ai lavori e appassionate. Le mille sfumature di una tonalità solo apparentemente uniforme Dietro al beige si nasconde una gamma cromatica vastissima, fatta di sfumature che cambiano carattere a seconda di quanto pendono verso il caldo o verso il freddo, di quanto sono sature o desaturate, di quanto si avvicinano al bianco o si spingono verso il marrone. Quelle più calde - cammello, biscotto, tabacco, miele - evocano immediatamente comfort e ricchezza. Hanno una nota dorata che richiama i tessuti pregiati come il cashmere e la lana d'agnello, e nelle collezioni invernali fanno la parte del leone. Le si vede su cappotti dal taglio classico, su giacche dalla linea morbida, su maglie oversize pensate per i mesi freddi. Le sfumature fredde - greige, nude rosato, beige cinereo, taupe - raccontano un'altra storia. Sono più contemporanee e sono perfette su tagli netti e silhouette moderne. Hanno conquistato spazio nel gusto urbano delle grandi capitali della moda, da Copenaghen a Tokyo, dove vengono interpretate in chiave minimalista con linee rigorose e proporzioni studiate. Tra questi due poli si muovono i beige neutri, i veri jolly del guardaroba che si abbinano a tutto: ai grigi, ai blu, ai bianchi, ai colori accesi che vogliano un punto di calma. Sono le tonalità che ogni stylist tiene a portata di mano per bilanciare un look senza forzature. A ognuna la sua sfumatura Una delle ragioni del successo del beige è semplice: con la sfumatura giusta, sta bene davvero a tutte. La famiglia cromatica è così ampia che ogni tipo di carnagione trova la sua declinazione ideale - basta scegliere il sottotono adatto al colore della pelle, degli occhi e dei capelli. Le donne con pelle chiara e sottotono freddo trovano la loro dimensione nei greige, nei nude rosati e nei beige cinerei, che dialogano in modo naturale con incarnati tenui. Le pelli ambrate, olivastre o dorate si illuminano con i cammello, i biscotto e i tabacco, che esaltano il calore della carnagione. Le pelli medie con sottotono neutro hanno la fortuna di poter giocare con quasi tutte le sfumature della palette, dalle più chiare alle più sature. Un altro punto di forza è il rapporto con la luce. Sotto il sole estivo il beige si accende e diventa solare, sotto i cieli grigi invernali mantiene calore e presenza, alla luce artificiale degli ambienti chiusi resta sempre raffinato senza appiattirsi. Pochi colori conservano il proprio carattere in ogni condizione di illuminazione, e questa qualità rende il beige un alleato prezioso per le giornate fatte di molti cambi di scena. A questo si aggiunge la sua flessibilità: il beige si adatta a ogni ambiente, dal più formale al più rilassato. Sta bene in ufficio, in una riunione importante, a una cerimonia, a una cena tra amiche, a una passeggiata del sabato pomeriggio. Pochi colori coprono una gamma così ampia di occasioni mantenendo intatta la propria eleganza. Total beige: come indossarlo senza appiattirlo Tra le tendenze più forti degli ultimi anni c'è il total beige look, che consiste nel vestirsi interamente in sfumature della stessa famiglia cromatica, dal capospalla alle scarpe. Una formula che richiede attenzione per riuscire bene, ma che ben dosata regala risultati di grande raffinatezza. Il segreto sta nel giocare con sottotoni vicini ma diversi. Un pantalone color sabbia abbinato a una camicia écru e a un capospalla cammello dà molto più carattere di un look fatto di un'unica identica tonalità ripetuta dalla testa ai piedi. Le piccole variazioni cromatiche danno profondità all'insieme e impediscono l'effetto monotono. Determinante è anche il mix di materiali. Quando il colore è uniforme, sono le texture a fare la differenza: una camicia di seta sotto una giacca di lana, un pantalone di lino con un capospalla in cashmere, accessori in pelle che dialogano con maglie morbide. Il gioco delle superfici tattili è ciò che trasforma un total look beige da banale a sofisticato. Attenzione alla la regola del dettaglio che spezza. Una cintura in cuoio scuro, una collana dorata, un foulard con un accento più caldo o più freddo: piccoli scostamenti che danno ritmo al look e gli regalano carattere senza intaccare la coerenza cromatica. Un accessorio scelto bene fa la differenza tra un outfit elegante e un outfit memorabile. Dal lino estivo al cashmere invernale: una palette per tutto l'anno Una delle qualità più apprezzate del beige è la capacità di accompagnare il guardaroba lungo tutte le stagioni. In estate vive nei lini grezzi, nei cotoni leggeri e nelle sete fresche; in primavera e autunno passa ai twill, ai jersey strutturati e ai velluti; in inverno diventa protagonista delle materie nobili come cashmere, lana vergine, alpaca e mohair. Questa continuità ha cambiato il modo in cui molte donne pensano agli acquisti. Anziché ripartire da capo a ogni cambio di stagione, si ragiona per filoni cromatici che durano nel tempo: capi che dialogano tra loro mese dopo mese, accessori che stanno bene su outfit diversi, una palette che permette di mescolare gli investimenti fatti in momenti differenti dell'anno senza rotture stilistiche. I capispalla sono il terreno dove questa logica dà i risultati migliori. Un cappotto beige si adatta alle occasioni più diverse con una facilità che pochi altri capi possiedono: si presta a tagli classici e contemporanei, dialoga con qualunque palette del guardaroba sottostante, risalta l'eleganza di un completo formale come la vivacità di un look casual. La conferma di questa versatilità si può rintracciare guardando alle proposte di realtà consolidate come Cinzia Rocca, che hanno fatto della sartorialità italiana applicata al capospalla la propria firma: ogni cappotto beige da donna dell’azienda è pensato per durare nel tempo, grazie a tagli che restano attuali stagione dopo stagione e a lavorazioni che portano avanti la tradizione artigianale del Made in Italy. Il beige in passerella: una palette che valorizza il taglio Chi segue le sfilate sa che il beige ricorre con costanza in ogni stagione, dalle collezioni primavera-estate a quelle autunno-inverno. Non è una scelta casuale: la palette neutra valorizza il taglio del capo, mette in luce la qualità della lavorazione, fa emergere la pulizia delle linee senza che il colore rubi la scena. Quando un capo sfila in cammello chiaro o in sabbia, l'occhio coglie subito la forma: il volume delle spalle, la cadenza dei dettagli sartoriali, la cintura che disegna la vita, la lunghezza che dialoga con la figura. Il beige risulta una lente che porta in primo piano tutto il lavoro tecnico, e per questo i designer che vogliono far parlare la propria competenza scelgono spesso la palette neutra come terreno di esposizione del proprio savoir-faire. Anche la resa fotografica gioca un ruolo importante. Sotto le luci intense delle sfilate i toni beige restituiscono al meglio la materia: si vede la mano del tessuto, si percepisce il peso della lana o la leggerezza del lino, si distingue il cashmere dalla pura vergine. Gli scatti che escono dalle passerelle raccontano così la realtà del capo con un'onestà rara, e ogni uscita diventa un'occasione di comunicazione tecnica oltre che estetica. Vale infine il discorso delle uscite in serie. La palette neutra permette di mandare in scena interi blocchi di collezione fondati sulla coerenza cromatica: a quel punto sono il taglio, il volume e i piccoli scarti di sfumatura a fare la differenza tra un look e l'altro. Un linguaggio di sfilata raffinato che premia l'occhio attento e che funziona ugualmente bene nelle collezioni leggere della bella stagione come in quelle stratificate dei mesi freddi. Il beige come dichiarazione: meno rumore, più identità Il successo del beige racconta qualcosa di più ampio sul modo in cui le donne hanno deciso di vestirsi oggi. Racconta il superamento dell'estetica dei colori accesi a ogni costo, l'affermazione di un gusto che riconosce nell'eleganza discreta una forma di stile più matura, l'emergere di una moda che lavora per coerenza anziché per impatto immediato. Scegliere il beige significa anche scegliere un rapporto diverso con il calendario delle tendenze. Vuol dire prediligere una palette stabile che resta attuale a distanza di anni, capace di accompagnare il guardaroba lungo cicli di rinnovo molto più ampi di quelli imposti dalle collezioni stagionali. È una scelta da donna che sa cosa le piace, e che premia chi la fa con un guardaroba più funzionale, fatto di capi che si sostengono a vicenda. C'è infine una dimensione personale che merita attenzione. Quando il colore lavora in secondo piano, ciò che resta in primo piano è chi indossa il capo: il viso, il portamento, l'energia che ognuna porta con sé. Il beige restituisce centralità alla donna e le lascia definire il significato di ciò che indossa. In un'epoca in cui spesso il guardaroba urla per farsi notare, scegliere una palette che lascia parlare la persona è forse il gesto di stile più contemporaneo che si possa fare.

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