L’attività sessuale rappresenta il traguardo da raggiungere in qualsiasi relazione sentimentale: il sesso, infatti, viene spesso utilizzato come strumento per instaurare un rapporto intimo nella coppia e condividere nuove emozioni rafforzando il rapporto. Ma quali sono le curiosità più frequenti nella vita sessuale? Ecco una lista delle dieci statistiche più recenti sull’erotismo.

Si parte con le malattie sessualmente trasmissibili: circa il 50% delle persone sessualmente attive, sia uomini che donne, ha corso il rischio di contrarre il virus dell’HPV almeno una volta nella vita. Le infezioni provocate da questo virus, ovvero il “papilloma umano“, possono causare malattie e irritazioni della pelle attaccando in due diverse forme: una è quasi “innocua”, mentre l’altra può portare alla formazione di masse tumorali. Tuttavia, nel 90% dei casi, il sistema immunitario del corpo umano riesce a combattere completamente l’infezione nel giro di circa 2 anni.

Un’altra interessante statistica riguarda il numero di partner con i quali si è instaurato un rapporto sessuale. Secondo diversi sondaggi a cui hanno partecipato persone di età compresa tra i 20 e i 59 anni, pare che le donne intrattengano rapporti sessuali con circa 4 persone durante l’intero arco della vita mentre gli uomini hanno una media di sette partner.

Nell’accezione comune, il rapporto sessuale è tipico di una coppia che ha costruito una relazione a lungo termine. Tuttavia, ai giorni nostri esistono altri tipi di relazioni sessuali nate nell’ultimo decennio: si fa riferimento a quelle che gli americani definiscono “amicizie sessuali“, letteralmente “friends with benefits“. Si tratta di veri e propri rapporti di amicizia privi di fini amorosi, in cui i partner si concedono al divertimento erotico.

Tali relazioni sono molto diffuse, soprattutto tra i giovani: circa due terzi degli studenti che frequentano università e master intrattengono costantemente rapporti di questo tipo con persone di sesso opposto. I vantaggi sono molteplici: è possibile infatti fare nuove esperienze senza necessariamente legarsi sentimentalmente all’altra persona. In più, si risolvono comuni problemi come la gelosia e la limitazione della libertà personale. Ad ogni modo, molte persone reputano discutibili tali rapporti e si oppongono con fermezza a questo tipo di “amicizia”.

Anche sull’orgasmo ci sono notevoli differenze tra uomini e donne: pare infatti che il 75% degli uomini raggiunga sempre l’orgasmo durante ogni rapporto sessuale, mentre solo il 29% delle donne può vantare lo stesso risultato. La motivazione di tale statistica va ricercata nella diversità di localizzazione del piacere sessuale: per una donna, infatti, raggiungere l’orgasmo vaginale è molto difficile mentre le zone erogene sono meglio localizzate nella sul clitoride.

E per chi crede che il luogo ideale per fare sesso sia la camera da letto, i numeri riservano una brutta sorpresa: pare infatti che il 12% degli uomini con una vita sessuale attiva dormano spesso soli e senza una compagnia del sesso opposto.

La perdita della verginità risulta essere un caso di studio davvero interessante: l’età media in cui un ragazzo perde la verginità è circa 16 anni, mentre per le donne il grande passo avviene compiuti i 17. Ma più interessanti sono le ultime scoperte in fatto di genetica: sembra infatti che i caratteri ereditari di una persona possano influenzare anche l’età in cui si desidera far sesso per la prima volta.

Non occorre essere aitanti e fisicamente prestanti per colpire la propria compagna a letto: nonostante i mass-media ci bombardino di informazioni riguardanti le dimensioni del pene, alla maggior parte delle donne non interessa la dotazione, bensì le emozioni che si riescono a suscitare durante l’amplesso.

Oltre all’aspetto legato al piacere fisico che il sesso permette di provare, pare che gli uomini siano anche guidati dal bisogno di avere rapporti sessuali per soddisfare il proprio desiderio di paternità: in altre parole, generare figli che possano vivere e garantire la successione della specie umana diventa una priorità inconscia, che cresce all’aumentare dell’età. A questo proposito, è molto interessante studiare il comportamento della donna moderna in relazione alla maternità: i due terzi delle donne che hanno portato a termine una gravidanza all’inizio del millennio hanno scelto di continuare a lavorare e, nell’80% dei casi, hanno scelto di restare al proprio posto fino ad un mese prima del parto.

Infine, un importante dato riguarda i casi di disfunzione erettile, che spesso colpiscono gli uomini passata la soglia dei 40 anni. Circa il 5% dei 40enni soffrono di questa malattia mentre la percentuale cresce intorno al 25% superati i 65 anni.