Il 24 marzo, a quattordici anni dal primo film, esce nelle sale italiane “Il mio grosso grasso matrimonio greco 2”, diretto da Kirk Jones e scritto, come il primo capitolo, da Nia Varsalos, candidata al premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale, con la produzione di Tom Hanks e Rita Wilson.

Il cast rimane quello del primo film: Nia Vardalos e John Corbett sono Toula Portokalos e Ian Miller, Lainie Kazan e Michael Costantine sono Maria e Kostas Portokalos, i genitori di Toula, Andrea Martin e Gerry Mendocino sono zia Voula e zio Taki, Louis Mandylor e Stavroula Logothettis sono Nick e Athena Portokalos, i fratelli di Toula, e Joey Fatone e Gia Carides sono Angelo e Nikki, i cugini di Toula.

Nuove entrata nel cast è Elena Kampouris, che interpreta Paris, la figlia 17 enne di Toula e Ian. Siete pronti a partecipare ad un nuovo grosso grasso matrimonio greco?

Il mio grosso grasso matrimonio greco 2: la trama

Toula e Ian sono sposati da 18 anni e sono alle prese con la figlia 17 enne che sta per diplomarsi e andare al college lontano da casa. Ian è diventato preside mentre Toula, che fino a pochi anni prima lavorava nell’agenzia di viaggi della zia, è tornata ad aiutare i genitori nel loro ristorante.

Il matrimonio di Toula e Ian nel frattempo sembra vacillare per il poco tempo che passano insieme, mentre i genitori di lei invecchiano e sembrano aver bisogno di essere seguiti sempre. Ciliegina sulla torta, nuziale ovviamente, è la scoperta da parte del padre di Toula che il suo certificato di matrimonio non è stato mai firmato. Come farà Tuola a convincere la madre a sposarsi di nuovo, il padre a dichiararle il suo amore, la figlia a non andare al college troppo lontano da casa e il resto della famiglia a non soffocarsi a vicenda?

5 motivi per cui immedesimarsi in Toula Portokalos e nella sua famiglia

Tutte le donne ad un certo punto della vita si ritrovano come Toula, con una famiglia invadente, troppo presente, dei genitori che vanno accuditi, dei figli che vogliono avere la propria indipendenza, degli zii che non possono fare a meno di aiutarti, dei cugini che sono i tuoi migliori amici, dei parenti che vedi una volta ogni 10 anni ma che comunque ritengono opportuno darti il loro consiglio. Prima o poi tutte noi siamo figlie, poi genitori ma figlie allo stesso tempo, poi nonne, e prima o poi tutte viviamo nei panni di Toula, per questo la famiglia Portokalos ci fa pensare alle nostre, e i motivi sono almeno 5.

  1. L’unione di Ian e Toula è in un momento difficile, ma, come in ogni buona relazione, per salvarla basta metterci un po’ di buona volontà e un baby doll “setosamente scivoloso come un’anguilla”, come ci insegna zia Voula.
  2. I genitori di Toula sono invecchiati e, come tutti, anche lei ha paura di perderli. Per questo si sente in dovere di aiutarli il più possibile. Ma non sempre è necessario: prendete Gus, per esempio, lui sa perfettamente come curare la sua anca: con il Vetrix.
  3. La figlia di Toula, Paris, da normale 17enne, vorrebbero la sua privacy, vorrebbe “sognare in grande”, vorrebbe dei genitori, e una famiglia, un po’ meno presenti nella sua vita, ma con i Portokalos la vita non può che essere “ogni giorno un club greco”.
  4. Le donne sono il motore della famiglia, come disse Maria, la madre di Toula, nel capitolo precedente: “Ricordati: l’uomo è il capo, ma la donna è il collo e può farlo girare quando e come vuole!”. In questo sequel è Paris che deve imparare ad essere una donna, e imparare che viene da una “schiatta di donne forti”, come la madre e la nonna, che hanno preso due strade difficili ma non hanno mai mollato. Non vi riconoscete in queste donne che sanno affrontare tutto?
  5. I Portokalos ci insegnano che a volte le famiglie sono “estremamente unite” e non vedono “la differenza tra abbracciare e soffocare”, ma anche che senza la famiglia nessun Grosso Grasso Matrimonio greco sarebbe possibile.