L’acido folico non è altro che la versione sintetica del folato, cioè una vitamina B. Poiché non è prodotto dall’organismo, deve essere assunto con il cibo, e si trova in abbondanza nelle verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), nelle arance, nei legumi, nei cereali, nel fegato e in frutta come limoni, kiwi e fragole, anche se il processo di cottura distrugge la grande maggioranza del folato presente nei cibi. Per questo gli integratori di acido folico possono facilmente essere acquistati dietro presentazione di ricetta medica.

L’acido folico è noto per essere fondamentale per la donna incinta, per la sintesi del dna e delle proteine, per la formazione dell’emoglobina, per la proliferazione e differenziazione dei tessuti embrionali. Proprio questa qualità di aiuto nella crescita e nella variazione del lavoro delle cellule l’acido folico è utilizzato per la rigenerazione di pelle, capelli, unghie.

L’acido folico aiuta le cellule nello svolgere la loro funzione principale e i tessuti nella crescita, per questo i capelli che ricevono una quantità adeguata di acido folico in maniera regolare riprendono il loro sano e naturale sviluppo. L’acido folico può impedire, oltre alla caduta, anche l’incanutimento dei capelli quando usato in associazione a PABA e acido pantotenico (vitamina B5). Il PABA, o acido para-amminobenzoico, è determinante per il metabolismo proteico e favorisce l’efficacia dell’acido pantotenico.

Le fonti alimentari di PABA sono: cavoli, patate, arachidi, germe di grano, legumi verdi, lattuga, pomodori e funghi; ma soprattutto: i cereali integrali, il lievito di birra, il fegato, i reni e la melassa. Viene, però, distrutto se miscelato con acqua, se sottoposto a cottura e se unito ad alcol etilico. La vitamina B5, infine, è largamente presente in natura: in alcuni legumi (piselli, lenticchie), nei cereali integrali e nel germe di grano, nel lievito di birra, nella soia, nelle arachidi, nell’aragosta e nelle uova come in tutta la carne e nel fegato.

Foto: Shutterstock