Fondamentale per la prevenzione di difetti congeniti di natura neurale, l’acido folico è altamente consigliato fin da prima di iniziare una gravidanza. Si chiama anche vitamina B9 e forse non tutte le future mamme sanno che bisognerebbe assumerlo anche prima di rimanere incinta, infatti alcune problematiche si sviluppano fin dal primo mese dopo il concepimento.

Spina bifida, anencefalia, queste sono solo alcune delle malattie dalle quali l’acido folico aiuta a difendersi, la cui incidenza in Italia è di circa un caso ogni mille gravidanze.

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Nel nostro paese, tuttavia, non esiste ancora l’obbligo di produrre farine arricchite con questo prezioso elemento, direttiva che è stata invece sancita in alcuni stati degli Usa proprio per garantire un’adeguata assunzione alle donne che hanno intenzione di avere figli.

Secondo uno studio effettuato all’interno della “McGill University” di Montreal, tuttavia, l’acido folico può provocare danni al feto se preso in quantità eccessive.

Per una donna in gravidanza la dose consigliata è pari a 0,4 milligrammi, tuttavia le future mamme che hanno avuto precedenti casi di malformazioni del feto possono concordare con il medico una grammatura differente.

Sebbene possa sembrare strano, è proprio la dieta mediterranea a causare la carenza di vitamina B9 nell’organismo: il consumo di vegetali a foglia larga, infatti, è purtroppo limitato e sostituito con cibi ricchi di grassi.