La notizia è stata dalla famiglia: nella notte è mancata Barbara Bush, ex first lady, nonché volto storico degli Stati Uniti. Tranquillity era il nome in codice che le avevano dato i servizi segreti, ma quella che amava definirsi la “Nonna d’America” è sempre stata una figura forte e volitiva, a capo di una grande famiglia e anche, a ben guardare, di una dinastia politica.

A Barbara Bush, infatti, spetta il primato assoluto di essere stata la prima donna al mondo ad aver assistito al giuramento da Presidente sia del marito George W. H. Bush che del secondogenito George W. Bush.

Anche il figlio Jeb tentò la corsa alla Casa Bianca e lei, ormai novantenne, cercò di sostenerlo in tutti i modi, anche con un video in cui invitava gli elettori a scegliere il moderato e forse un po’ introverso Jeb invece di Donald Trump, che lei stessa definì, senza mezze parole, in un’intervista alla CNN, “misogino e mercante d’odio”.

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Una famiglia numerosa la sua: 73 anni di matrimonio, 6 figli di cui una, Robin, morta all’età di 3 anni in seguito alla leucemia, e 14 nipoti. Aveva conosciuto il marito, il grande amore della sua vita, a soli 16 anni, durante un ballo di Natale, e dopo solo un anno e diverse lettere d’amore si erano fidanzati e poi sposati nel 1945.

Barbara Bush è morta in seguito a una malattia polmonare cronica: dopo l’ultima crisi di domenica scorsa, la donna aveva scelto di non essere portata in ospedale ma di trascorrere gli ultimi giorni a casa, accanto ai famigliari.

Nel suo libro “Barbara Bush: a memoir”, uscito nel 1994, scrisse che avrebbe voluto essere ricordata “come moglie, mamma e nonna”.  Oggi sappiamo che, a consegnarla alla storia, sarà molto di più.