Un allevamento di dromedari. E’ questa l’idea passata per la mente e subito realizzata dal proprietario di una piccola azienda ai piedi dell’Etna, il veterinario siciliano Santo Fragalà, docente di fisiologia equina a Messina, esperto tra l’altro di ospedali esotici.

Santo ha iniziato con l’accudire tre docili animali, Carmen, Jasmine e Mustafà che formano solo il secondo allevamento di dromedari in Europa. Il loro latte permetterà a questa piccola impresa di avviare un’attività commerciale non solo in campo alimentare, ma anche cosmetico (creme, schiuma da bagno, shampoo). Le femmine di questa specie, infatti, producono almeno 10 litri al giorno di latte ottimo per i bambini intolleranti al latte vaccino, ma anche ricchissimo di vitamina c, calcio e grassi polinsaturi, quelli buoni.

Fragalà ha pensato anche ai vantaggi sul piano dei costi: un litro di latte d’asina viene venduto a 12 euro al litro (sapevate che esiste anche il latte vegetale?), quello di dromedaria la metà. L’attività lattiero casearia (è prevista anche la produzione  di formaggi) deve ancora essere avviata, al contrario, invece, di quella cosmetica: bagno schiuma emolliente, shampoo, crema mani e per il viso a base di latte di dromedario in polvere sono già stati importati dall’Olanda. Il pensiero corre a Cleopatra e ai suoi famosi bagni nel latte d’asina. In realtà a quei tempi l’asino non era ancora presente in Egitto, dunque la colorazione eburnea dell’acqua era dovuta al dromedario.

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