Marco Castelluzzo ha dovuto dire addio a Amici una decina di giorni fa. È tornato al suo paese, Tricase nel Salento, dove è stato raggiunto da alcune offerte discografiche che vaglierà attentamente prima di decidere il suo futuro. La sua avventura nel talent show di Maria De Filippi è stata ricca di sorprese: entrato da cantautore, una caratteristica che non capita a tutti i concorrenti, è stato eliminato nel corso del terzo serale contro Ottavio De Stefano. Si è anche sollevato un polverone in quel contesto, sempre dovuto al televoto: la giuria tecnica ha premiato Marco attribuendogli il massimo tra i suoi compagni, un 9, ma il pubblico evidentemente non è stato d’accordo. DireDonna l’ha intervistato.

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Marco Castelluzzo, cosa ricorderai della tua avventura ad Amici, in particolare del tuo maestro Rudy Zerbi?

«A me piace chiamarlo il Pelatone (ride, ndr): sono in molti a considerarlo quello cattivo, alcuni pensano che sia molto arrogante, ma il fatto di essere schietto e diretto può essere interpretato male. Rudy Zerbi ha una grande qualità, va dritto al punto, non perde tempo a girare intorno a una questione, e questo può far piacere ad alcuni e ad altri no. Personalmente, mi è servito tanto per imparare, abbiamo provato una particolare intesa fin da subito e mi ha aiutato nella crescita artistica svelandomi quello cui un artista dovrebbe aspirare.»

Molti spettatori ritengono che il serale di Amici quest’anno sia molto noioso, anche perché si dà più spazio ai big che non ai giovani: che ne pensi?

«Sinceramente, non credo che l’intenzione fosse quella di metterci da parte, di mettere in ombra i giovani in favore dei big, ma di portare più pubblico al talent attraverso la riproposizione dei big anche per esaltare i giovani.»

Il televoto riflette esattamente il talento di un concorrente? Si pensi a Valerio Scanu che ha stravinto al ripescaggio prima ancora di cantare…

«Ognuno di noi concorrenti ha un’immagine e dobbiamo ricordarci che siamo in TV: la TV non si ascolta soltanto, ma si può anche vedere e ci sono alcuni concorrenti che hanno più carisma di altri e la gente li vota. Ciò non vuol dire necessariamente che uno sia più bravo di un altro. Ritengo però che a volte il televoto corrisponda anche al talento in alcuni casi, come per Alessandra Amoroso ed Emma Marrone, che posseggono presenza, immagine carismatica e talento da vendere. I giudizi del pubblico su di loro rendono giustizia al televoto. Per quello che mi riguarda, penso che potrei essere stato meno sostenuto dal pubblico, rispetto a chi ha palesato i propri problemi durante il talent. Ma alla fine Amici finirà e sarà il mercato discografico a dire chi ha talento, sempre ricordando che sono le persone che votano da casa a comprare poi i dischi.»

Valerio Scanu ha mosso molte critiche verso i colleghi, Alessandra Amoroso e Emma Marrone innanzitutto, ma anche Marco Carta. Credi che sia giusto un comportamento del genere?

«Non credo sia giusto nella dinamica di un programma: la gara di big non deve essere un modo per affossare gli altri per emergere. Se il talento c’è, si vede e soprattutto si sente, poi anche qui sono le vendite dei dischi a stabilire il successo e l’apprezzamento.»

Secondo te, chi vincerà?

«Non voglio fare un nome, ma spero che vinca il migliore, e il migliore sa di esserlo. Tra i big non saprei, a me piaceva molto Virginio Simonelli, che è stato eliminato, e anche Antonino Spadaccino. Al momento vedo contendersi il podio Ale ed Emma,senza nulla da togliere agli altri.»