Oltre alla sua carriera nel mondo del cinema sono ormai noti a tutto il mondo i numerosi impegni sociali che portano Angelina Jolie in giro per il globo nelle vesti di Ambasciatrice speciale delle Nazioni Unite: per una volta, però, a mandare un messaggio politico non è stata l’attrice bensì la figlia Shiloh, di soli 9 anni.

Nell’aeroporto di Los Angeles, negli scorsi giorni, la figlia dei Brangelina è stata fotografata insieme alla mamma Angelina, alla sorella Zahara (11 anni) e al fratello Pax (12 anni) e ha lanciato un messaggio molto importante in un modo astuto, attraverso una felpa: “Einstein era un rifugiato”.

Pantaloni grigi, camicia in jeans, stivali e felpa nera con ritratto il volto del celebre scienziato che, per chi non lo sapesse, ha molto in comune con i rifugiati dei paesi ad oggi colpiti dalla guerra, in quanto lui stesso durante l’ascesa del potere nazista e antisemita nell’Europa della Seconda Guerra Mondiale – per via delle sue origini ebraiche – è emigrato negli Stati Uniti, divenendo un rifugiato nel paese a stelle e strisce.

Shiloh è proprio come la mamma Angelina Jolie, che lotta per coloro che sono in difficoltà, ma il messaggio – arrivando da una ragazza così giovane (d’altronde ha solo 9 anni) – fa un certo effetto e lascia sperare che, in futuro, la piccola segua concretamente i passi della madre che lavora instancabilmente per portare i riflettori sulla questione dei rifugiati.

Un piccolo passo, però, l’ha già fatto: lo scorso giugno, infatti, Shiloh e Angelina hanno fatto visita ad un campo di rifugiati siriani nel Sud-Est della Turchia in occasione del World Refugee Day.

Oltre che dagli impegni sociali, mamma e figlia sono accomunate anche dal cinema: Shiloh è stata infatti fotografata sul set in Cambogia del nuovo film di mamma Angelina, First They Killed My Father, che tratta di un argomento molto importante come le memorie di Loung Ung circa il terribile regime del leader comunista Pol Pot sotto il quale morirono più di due milioni di persone tra esecuzioni, malattie, lavori forzati e fame.