Antonella Clerici, conduttrice del prossimo Festival di Sanremo, ha chiesto a Paolo Bonolis di affiancarlo per una sera sul palco dell’Ariston. L’invito ufficiale è stato fatto dalle pagine di “TV, Sorrisi e Canzoni”.

I due presentatori erano stati già padroni di casa della storica manifestazione canora nel 2005. Ora l’Antonellina nazionale vorrebbe ricambiare il favore a Bonolis, scegliendolo come “valletto” per una serata.

Il mio Sanremo è nato sotto una buona stella. Piano piano tutto prende forma e ci sono congiunture favorevoli, incastri che funzionano, persone che aderiscono. Bonolis aspetta solo l’invito per venire. Approfitto di quest’intervista per invitarlo pubblicamente. Sapere che colleghi illustri, i grandi della TV, possano pensare di salire su quel palco con me mi riempie di gioia.

Negli scorsi giorni un altro nome era stato fatto a proposito dei “conduttori per una sera”, che affiancheranno la Clerici il prossimo febbraio: si tratta di quello di Fiorello, corteggiatissimo dai dirigenti RAI e sicura garanzia di ascolti, soprattutto in un periodo di magra come questo.

L’intervista al settimanale diretto da Alfonso Signorini è un’occasione per fare anche qualche anticipazione di come sarà il Festival 2010. Per esempio sugli ospiti, dice:

Dovranno avere il desiderio di mettersi in gioco e partecipare a una festa. Non voglio i grandissimi nomi che vengono solo perché li abbiamo pagati. Il mio sarà un Sanremo di tutti: non sarà un Festival incentrato su di me. Sono la padrona di casa, certo, ma le porte sono spalancate agli amici.

E poi svela che avrà un look che farà parlare, perché in TV le piace l’eccesso, nonostante nella vita privata si vesta in maniera molto casual. Infine, un pensiero sulla chiusura “molto anticipata” del suo varietà amarcord Tutti pazzi per la tele:

Era dai tempi di “Elisa di Rivombrosa” che una fiction non andava così bene come L’onore e il rispetto, che avevamo contro. Ma abbiamo commesso anche degli errori: la prima puntata non era forte e ben costruita come sappiamo fare. D’altronde, gli ospiti più importanti erano venuti lo scorso anno; senz’altro non c’era più la novità e il genere è inflazionato, basti pensare a I migliori anni di Carlo Conti. Non lo reputo un flop, per me è come se quest’anno Tutti pazzi per la tele non lo avessi fatto e mi fossi impegnata fin dall’inizio con Sanremo.

“Meglio un flop oggi che uno domani”, le avrebbero consigliato. E intanto il Festival aspetta, sperando che, in mano alla Clerici, non diventi anch’esso un programma nostalgia.