Lei si chiama Valeria Lukyanova ed è l’ennesima Barbie girl, una di quelle donne così ossessionate dalla plastica e dalla finzione da sottoporsi ad innumerevoli interventi chirurgici, pur di assomigliare sempre più a un’inquietante quanto sproporzionata cyberbambola, piuttosto che ad un essere umano.

Ma la notizia non è questa, sarebbe ormai troppo scontata. La cosa che più mi fa rabbrividire di questa ragazza, nonostante il suo aspetto fantascientifico, è il suo modo di pensare. Certo, forse non ci si dovrebbe stupire molto di ciò che pensa una Barbie girl (se ricordate Blondie Bennett non faticate a capire cosa intendo…lei addirittura si sottopone ad ipnosi perchè aspira a diventare stupida esattamente come l’immagine che tutti abbiamo della Barbie).

Tuttavia, tralasciando i pregiudizi, trovo stupefacente che una donna libera di potersi rifare da capo a piedi pur di assomigliare a una bambolina di plastica, dichiari (a GQ Russia) di essere contro il femminismo: vorreste farmi credere che si è conciata così per assoggettarsi ai voleri degli uomini?!? Così come trovo assurdo che ritenga quella da lei definita come “degenerazione”, la causa della presunta imperfezione fisica, che spingerebbe donne come lei alla chirurgia plastica a ogni costo.

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Per dirla in parole povere, la mescolanza fra le razze avrebbe creato dei mostri, costretti così alla macellazione del bisturi per ottenere un aspetto quanto meno gradevole. Siamo sull’orlo della follia, oltretutto pure demodé.

Comincio a sospettare che durante queste fantomatiche operazioni chirurgiche, la plastica venga iniettata direttamente nel cervello.

(foto by InfoPhoto)