Botti di capodanno: la storia si ripete identica ogni anno. A nulla sono valsi i divieti dei sindaci né i sequestri effettuati dalle forze dell’ordine: 2 morti e quasi 600 feriti a causa di petardi, bombe carta e fuochi artificiali. Un bilancio più grave di quello dell’anno scorso.

Roma è stata teatro dell’evento più grave: un uomo di 31 anni è morto nel suo appartamento esploso a causa di fuochi d’artificio artigianali. Nella casa della vittima, intenta a festeggiare il Capodanno 2012 con amici e parenti, sono stati ritrovati 30 chili di botti. Un petardo è esploso all’interno dell’abitazione, causando una reazione a catena fra tutti gli altri esplosivi acquistati: numerosi i feriti, tra cui una minorenne.

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Un’altra vittima a Casandrino, in provincia di Napoli, dove il ristoratore Marco D’Apice è stato colpito a morte da un proiettile vagante. Pare che l’uomo si sia improvvisamente accasciato al suolo davanti alla vetrina del suo ristorante.

Numerosi i feriti in Campania, molti dei quali bambini. A Napoli un bimbo di dieci anni ha riportato ustioni a volto e mani mentre a Pozzuoli un quindicenne rischia di perdere l’uso di una mano per aver raccolto un botto inesploso. 22 feriti in Calabria, mentre in Lombardia tre persone hanno perso un arto. Per non contare, infine, le migliaia di animali domestici deceduti o sotto shock per la paura di San Silvestro.

Un bilancio gravissimo nonostante gli interventi delle forze di polizia. Il problema più difficile da risolvere è la creazione di fuochi d’artificio “fai da te”. Un fenomeno davvero pericoloso e in forte crescita: quest’anno sono stati sequestrati 11 mila detonatori, 3 tonnellate di polvere da sparo, 64 tonnellate di manufatti pirotecnici e 8 di prodotti esplodenti artigianali.

Fonte: La Stampa